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La Fondazione e l’Archivio Storico Pericle Fazzini: un viaggio nella scultura del XX secolo

La Fondazione Pericle Fazzini di Roma, con sede nello storico Palazzo Canova di via delle Colonnette, è da sempre attiva nella conservazione, trasmissione e valorizzazione del patrimonio artistico e intellettuale del celebre “scultore del vento”.

Attraverso l’organizzazione di mostre, manifestazioni scientifiche e progetti culturali, la Fondazione conserva la memoria di una delle maggiori figure della scultura italiana del Novecento.

Nata nel 2006 dalla volontà e dall’impegno degli eredi Fazzini, la Fondazione preserva la più vasta e prestigiosa serie di opere del Maestro, tra statue in legno, bronzo e gesso, incisioni, chine, pastelli e studi grafici di vario genere.

Il Ragazzo con i gabbiani, Donna nella tempesta, Il giovane che declama, La Sibilla, i bozzetti della Resurrezione del Vaticano, sono alcune delle opere di particolare pregio storico-artistico conservate dalla Fondazione.

La Fondazione Pericle Fazzini si impegna inoltre nella tutela dell’eredità documentaria dell’artista attraverso le attività del suo Archivio Storico, ubicato a Roma e a Grottammare (AP), città natale dello scultore. Il fondo raccoglie infatti numerose testimonianze sulla vita e l’opera di Fazzini, offrendo allo stesso tempo un prezioso spaccato di storia dell’arte italiana e internazionale del XX secolo.

La doppia sede della Fondazione -nell’antico studio di Grottammare e nella capitale romana-, simboleggia il forte legame del Maestro con questi territori: il paesaggio marchigiano rappresenta infatti il motore dell’arte di Fazzini che, trasferitosi in giovinezza a Roma, si inserisce rapidamente nei circuiti intellettuali e culturali della capitale, costeggiando il vivace ed eterogeneo circuito della Scuola romana, alla quale egli non si legherà mai esclusivamente.

Pericle Fazzini (Grottammare 1913-Roma 1987)

 “Ogni statua è una preghiera. (…) C’è sempre da fare rispetto all’infinito (…), questo è il problema che ci tormenta”

Così si esprimeva nel 1932 il giovane Pericle Fazzini, a proposito del bassorilievo Uscita dall’Arca, che gli vale la vittoria al concorso del Pensionato artistico nazionale, tra i primi riconoscimenti ufficiali del suo talento.

Nelle parole di Fazzini, allora diciannovenne, appaiono già l’impeto e la profonda spiritualità che animeranno tutta la sua brillante carriera, culminando nella realizzazione della magistrale Resurrezione, commissionata da Papa Paolo VI per la Sala Nervi in Vaticano.

Capolavoro scultoreo monumentale a cui l’artista lavora con il massimo impegno fisico e morale negli anni Settanta del secolo scorso, essa rappresenta il vero testamento creativo e spirituale di Fazzini.

Visionaria ed arcaica, sacra e profana, la scultura di Pericle Fazzini esprime il linguaggio intimo e poetico di un artista che ha segnato indelebilmente il panorama culturale del Novecento. Numerosi sono i paesi che hanno celebrato la figura di Fazzini negli anni -dal Giappone agli Stati Uniti, dalla Francia e alla Germania-, così come illustri sono le istituzioni museali nazionali ed internazionali che ne conservano l’opera, tra le quali la GNAM di Roma, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Setagaya Art Museum di Tokyo e il Centro Pompidou di Parigi.

 

Roberta Serra, Responsabile attività culturali e Archivio Storico

 



Le immagini sono per gentile concessione della Fondazione Pericle Fazzini.



 

Contatti:

Fondazione PERICLE FAZZINI

Via delle Colonnette, 26/A – 00186, Roma

info@periclefazzini.it

Sito Fondazione e Archivio Storico Pericle Fazzini: www.periclefazzini.it

Facebook: https://www.facebook.com/Fondazione-e-Archivio-Storico-Pericle-Fazzini

Instagram: https://www.instagram.com/fondazione_periclefazzini/

 

 

 

 

 

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