Il tema “Confine” è uno stimolo per spingere gli autori a sviluppare espressioni culturali che riflettano le sfaccettature socio/culturali del proprio mondo.

Premio di Fotografia Contemporanea 2ª edizione 2019, aperto alla partecipazione di opere in fotografia, edite e non edite di artisti di tutto il mondo. La Fotografia è lo strumento ideale per esprimersi in modo creativo su temi che riguardano le questioni personali, sociali e attuali.

 

/con·fì·ne/
L’essere umano nel corso della vita si trova a varcare confini materiali e immateriali; il primo è il momento della nascita, in seguito alcuni altri importanti confini sono il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, il matrimonio, il diventare genitore, fino ad arrivare all’ultimo: la morte.

Fin dall’antichità questi passaggi di confine sono stati trasformati in funzioni rituali e nel corso del tempo, pur avendo perso gran parte del significato religioso, hanno mantenuto una grande valenza sociale e ci danno un’idea di quanto sia stato importante per l’uomo seguire un percorso e superare determinati confini, nell’ordine stabilito dalle regole comuni.

Anche la vita quotidiana è delimitata da confini e scandita da semplici rituali come, ad esempio, quello che separa la sfera personale da quella lavorativa. Spesso questo passaggio è preceduto in senso pratico da un cambio di vestiario o dalla marcatura di un badge che attesta anche giuridicamente la presenza nel luogo di lavoro, oppure tutte quelle situazioni in cui siamo costretti a seguire linee di comportamento dettate da regole che ci mettono di fronte a passaggi obbligati o scelte di profondo cambiamento. In tempi moderni spesso questi confini sono vissuti come un prezzo da pagare alla società, obblighi che limitano la libertà personale.

Pensiamo ai confini tra stati che un tempo delimitavano il territorio “conosciuto” da quello “sconosciuto” che davano una sensazione di appartenenza e di sicurezza, oggi vengono aperti per permettere spostamenti più veloci, scambi di ogni genere, libertà di movimento.

Anche i confini tra periodi della vita sono stati modificati e assottigliati tanto che adesso risulta difficile identificare i momenti delicati in cui dall’infanzia si passa all’adolescenza e dall’adolescenza all’età adulta,ma se questo processo ha avuto un ottimo risultato in termini di consumismo, dall’altra ha avuto una conseguenza sfavorevole in quanto ha causato un disequilibrio, uno stato di apolidia sociale che rivendica un volere anticipato e spesso rifugge la responsabilità e i doveri.



Il confine è inteso anche come una soglia, un concetto visto nella prospettiva dinamica dell’attraversamento, che diventa in quel momento luogo della creatività, dell’immaginazione. Solo ciò che non riusciamo a immaginare non ha confini ne’, di conseguenza, possibilità di superamento.

Le soglie che incontriamo nella nostra vita, sono passaggi che ci consentono di vivere le terre di mezzo, sono esse il luogo e lo spazio dove si facilitano l’incontro, il contatto, la contaminazione, dove l’arte ha il suo spazio vitale. Sono luoghi di ricerca interiori, che non negano i confini ma al contrario valorizzano le diversità, la conoscenza di esse e il rispetto reciproco.

E’ possibile vivere in un mondo senza confini? E’ auspicabile? La nostra unicità non è forse dettata proprio dalla presenza di un confine tra “io sono io” e “tu sei l’altro”? Non è proprio in questa terra di confine che avviene il processo di conoscenza del sé’ e dell’altro?

Quale forza riesce ad assottigliare la linea di confine fino a farla diventare valicabile? L’amore? La determinazione? La curiosità? La vita stessa?

Cosa accade all’animo umano quando varca il confine della ragione, della decenza, della sopportazione, di tutto ciò che credevamo impossibile? Qual’è il confine tra immaginazione e immagine?

L’arte è confine da superare o meta da raggiungere?

Queste sono solo alcune delle domande che rivolgiamo agli artisti che decideranno di cimentarsi con ADG photocontest 2019, per porli idealmente davanti ad una grande mappa sulla quale potranno rappresentare il loro concetto di confine: quelli naturali come i mari, i grandi fiumi, le montagne o quelli politici che raccontano la Storia dei popoli. Potranno rappresentare i confini visti da quelle persone costrette a lasciare il loro paese dilaniato dalla guerra, spinti dal sogno di una vita migliore o la realtà di chi invece vive questi flussi migratori come una vera e propria invasione che produce paura, preoccupazione, ostilità.

Più di ogni altra cosa vorremmo che gli artisti cercassero di disegnare i confini più nascosti, invisibili, che ognuno ha dentro di sé, quelli superati, spostati in avanti o trasformati in ossatura che protegge e rende individui unici.


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Per informazioni: https://www.adgphotocontest.org/confine/