AoS 4th edition | RELIGIOUS HERITAGE understanding the past, shaping the future- seconda giornata

20 ottobre 2023 – Mosteiro de Batalha

La seconda giornata ci introduce “agli usi e riusi del patrimonio religioso nel tempo” – spiega la moderatrice del mattino Catarina Fernandes Barreira – e alla sfera di tutte quelle azioni propedeutiche al “futuro” del patrimonio religioso: dagli strumenti di indagine e digitalizzazione, ai metodi e alle pratiche per l’adeguamento liturgico e il riuso.

La plenaria tenuta da Eduardo Carriero Santamaria, dell’Universitat Autònoma de Barcelona, ci guida in un viaggio tra affascinanti complessi monastici spagnoli tra storia, arte e architettura.

Le sessioni parallele del mattino ci introducono alla storia e alle metodologie di analisi, conservazione e trasformazione di alcune architetture religiose e complessi storici emblematici, principalmente in ambito italiano. Una sessione specifica tratta, invece, il regesto di alcune preziose testimonianze scritte di antiche comunità portoghesi. Infine, nell’ultima parte della mattinata, un trittico si confronta sulla valorizzazione e il riuso di complessi monastici tra Grecia, nord Italia e Portogallo: ricorrono i temi del coinvolgimento delle comunità locali, dell’inclusione sociale, del significato e il valore memoriale di tali architetture, e della sostenibilità delle loro future funzioni.

Si affacciano, anche, riflessioni ed esempi sul riuso degli spazi di culto europei: il caso della Norwich Cathedral, descritto da Peter Doll; un intervento che propone una interessante carrellata di esempi europei e un “decalogo” di azioni per il riuso del patrimonio religioso, di Davide Dimodugno; un approccio metodologico di lettura e valutazione multicriteriale applicato ai casi del sud Italia presentato da ricercatori dell’Università di Salerno.

Il pomeriggio entra nel vivo dei temi della digitalizzazione, della trasformazione, della valorizzazione e della protezione del patrimonio contemporaneo. Le relazioni si susseguono intorno agli ambiti degli adeguamenti liturgici italiani, dei processi partecipativi, dei metodi di Security by Design, con riflessioni, più o meno organiche, che mostrano ricerche e studi monografici su edifici, o gruppi di edifici, del periodo moderno e contemporaneo.
Qui i dibattiti si fanno più accesi, mostrando l’interesse per il tema: molti commenti e considerazioni si soffermano sul patrimonio del Novecento – forse ad oggi il periodo più “incompreso”, specialmente in ambito religioso – mostrando le diverse attitudini dei Paesi rispetto alla sua valorizzazione, trasformazione, riuso, e talvolta abbandono, con molte domande aperte e riflessioni in corso.

Verso la conclusione, Henrik Lindblad della University of Uppsala in Svezia e FRH, presenta alcune ricerche sul patrimonio svedese, che si confronta con la fortissima secolarizzazione del Paese, auspicando riflessioni e ricerche su come sostenere chiese come “living heritage” e progettare riusi adattivi e sostenibili, verso una “Conservazione 3.0”.
Dopo di lui l’ultimo keynote speaker, Livio de Luca, del CNRS, ci guida nel delicato e affascinante processo per la conservazione e il restauro di Notre-Dame de Paris, condotto tramite la definizione di un complesso sistema di framework collaborativo digitale per la raccolta dati e la condivisione di conoscenze sull’oggetto.

Alla fine della giornata, vengono presentati i risultati di F-Atlas, un progetto di ricerca internazionale sul rilievo e la mappatura del patrimonio dell’Osservanza francescana tra Portogallo, Spagna e Italia.

In sintesi, la giornata di oggi si è rivelata complessivamente più omogenea della precedente, e in qualche modo consequenziale ad essa, proponendo una rosa di sfaccettature e interpretazioni di un’unica – forse l’unica – “reale” questione: come agire, a tutti i livelli – dalla rilettura della storia e la conservazione del manufatto, sino alla trasformazione e al riuso – su questo pesante e straordinario fardello chiamato “patrimonio religioso”, che ciascuno di noi è, a modo suo, vocato a salvaguardare.

Speriamo che questo densissimo convegno (che si chiude effettivamente domani con una tavola rotonda e una visita allo splendido Mosteiro) sia solo una delle numerose occasioni di confrontarsi, in maniera multidisciplinare e internazionale, su queste urgenti e rilevanti tematiche.

Francesca Daprà

 

 

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