ARCABAS E L’ARTE SACRA CONTEMPORANEA | SEVESO

Si può fare della vita un capolavoro? Le opere del grande artista francese Arcabas non lasciano dubbi. Il Centro Pastorale Ambrosiano mette in mostra più di quaranta opere pittoriche della sua arte.

Un maestro dell’arte sacra contemporanea parla all’uomo, dell’uomo. Ne sa cogliere ed esprimere la sacralità e la bellezza. Quella sacralità e quella bellezza che muovono, orientano, significano il lavoro, la presenza, lo spendersi, le scelte di vita del credente, che fa proprio il pensiero di Cristo. L’invito è rivolto a tutte le età e le sensibilità, a chi non si accontenta di vivere ma cerca una vita buona e bella, perché tutti hanno il diritto di nutrirsi anche di Bellezza.

L’Arcidiocesi di Milano dedicherà il prossimo biennio 2015-2017 alla riflessione sulla dimensione culturale della fede cristiana, per abitare i luoghi della vita, facendo proprio il pensiero di Cristo.

Il Centro Pastorale Ambrosiano, che ha il compito di informare, coordinare, aiutare, verificare la formazione della Diocesi di Milano, mutua le indicazioni pastorali dell’Arcivescovo con l’esposizione di Arcabas, promuovendo la riflessione sul tema della bellezza della vita cristiana.

La mostra, che nasce dall’antica amicizia dell’artista francese e la cooperativa sociale AEPER, è già stata esposta a Bergamo Alta, conseguendo notevole successo. Il Centro Pastorale Ambrosiano propone l’iniziativa rivolta a tutte le età e le sensibilità nella sua sede di Seveso, in Brianza, una terra riconosciuta a livello internazionale come culla del design italiano e patria del mobile. L’attività di progettazione e design, che dà contenuto estetico e tecnico ai prodotti, e i valori legati alla persona, fanno di questo territorio un luogo capace di nutrire di bellezza il panorama nazionale e internazionale.

Chi è Arcabas?

“Arcabas” è lo pseudonimo di Jean-Marie Pirot.

È ritenuto dai critici “uno dei maestri dell’arte sacra contemporanea”. Nato nel 1926 a Trémery in Lorena (Francia) da madre tedesca e padre francese trascorre l’infanzia a Metz. Durante la Seconda Guerra mondiale viene arruolato nell’esercito tedesco, ma diserta e si rifugia a Parigi dove studia Belle Arti. Dal 1950, dopo il diploma, insegna presso Arti Decorative a Grenoble e dal 1960 ottiene la cattedra di pittura, fino al 1969. Partecipa a numerose esposizioni sia in Francia (Parigi, Lione, Grenoble, Marsiglia, Strasburgo), sia all’estero (Berlino, Francoforte, Bruxelles, Bruges, Ostenda, Lussemburgo, Bergamo, Ottawa, Panama…). Le sue opere sono presenti in Europa, Canada, Giappone, Stati Uniti, Messico, Ecuador e in numerose collezioni pubbliche (Museo di Grenoble, Biblioteca Nazionale di Parigi, Pinacoteca Internazionale di Waterloo, Università di Ottawa, Cuernavaca in Messico) e collezioni private.

Arcabas ha realizzato, per il governo francese e per le comunità locali, molti lavori artistici: sculture, incisioni, arazzi, mosaici, vetrate, ma la tecnica da lui preferita è la pittura. La sua fonte principale d’ispirazione è la Bibbia e il campo artistico di espressione è l’arte sacra. L’opera più importante di Arcabas è il monumentale Ensemble d’art sacre contemporain; decorazioni per la chiesa de Saint-Hugues de Chartreuse iniziate nel 1953 e terminate nel 1986. La chiesa dal 1984 è diventata Museo Dipartimentale d’Arte Sacra e racchiude una consistente porzione delle opere dell’artista. Tra il 1961 e il 1972 Arcabas ha creato per il teatro le scenografie e i costumi per la “Danza di morte” di J. A. Strindberg, “Diario di un curato di campagna” di G. Bernanos, “I giusti” di A. Camus con la Comédie des Alpes, e “Storia del Soldato” di C.-F. Ramuz con musiche di I. F. Stravinskij all’Opera du Centre National des Ars del Canada.

Dal 1969 al 1972, è “artista invitato” dal Consiglio Nazionale delle Arti del Canada e professore all’università d’Ottawa, dove crea “L’atelier collectif expérimental”. Al suo rientro in Francia, fonda e dirige l’atelier di arti plastiche “Eloge de la Main” presso l’Università di scienze sociali di Grenoble. L’opera di Arcabas si evidenzia per l’inserimento di temi e figure profane all’interno dei cicli religiosi e per l’uso esuberante del colore, che sembra quasi aggredire l’occhio.

Particolare è inoltre la presenza del colore oro, legato alla tradizione dell’arte sacra europea. In Italia è presente nella Chiesa della Resurrezione a Torre de’ Roveri (Bg), con il ciclo pittorico “I pellegrini di Emmaus” realizzato negli anni 1993-1994 (frequentata da oltre 72.000 persone in laboratori di ricerca) e nella Cappella della Riconciliazione a Costa Serina (Bg), Comunità la Pèta. Nel 1999 presenta un’esposizione personale “I colori del Mistero” nella chiesa di Santa Agata al Carmine a Bergamo. Dal 1986, vive e lavora a Saint-Pierre-de-Chartreuse (Isère).

 

Informazioni

27 settembre 2015 – 06 gennaio 2016

www.arcabasaseveso.it

prenotazioni@arcabasaseveso.it

 

Condividi articolo
Share on facebook
Facebook
Share on linkedin
LinkedIn
Share on email
Email
Share on whatsapp
WhatsApp
Articoli correlati

Ultimo numero di thema

BACHECA THEMA

error: Avviso:Questo contenuto è protetto