AUDACI E CREATIVI, L’ORIGINALITA’ DEL TORNARE ALLE ORIGINI – LECTIO MAGISTRALIS ALLA FACOLTA’ DI TEOLOGIA DELL’EMILIA ROMAGNA

L’apertura dell’anno accademico 2019/2020 della Facoltà di Teologia dell’Emilia Romagna è stata l’occasione di una lectio magistralis a più autorevoli voci, dal titolo “Audaci e Creativi, l’originalità del tornare alle origini” con un chiaro riferimento all’Evangeli Gaudium.

Sull’esortazione che fa Papa Francesco: “Siate audaci e creativi” (EG, 33) la lectio magistralis ha inizio con la riflessione di Mon. Valentino Bulgarelli, preside della Facoltà, su che cos’è la creatività e su come viverla: un volo pindarico tra il Creatore della Creazione e Gianni Rodari che ci insegna l’importanza dell’essere creativi “la creatività – dice Rodari – è insita nella natura umana ed è quindi alla portata di tutti. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”. Mons. Bulgarelli fa un identikit preciso del creativo come “colui che unisce, stimola, si fa stimolare: creatività è pensiero divergente.”

A seguire S. E. Card. Josè Tolentino Calaca de Mendonca, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, pone l’attenzione su cinque punti fondamentali per uno studente:
DESIDERARE, una facoltà è un posto dove insegnano a desiderare, a capire chi sono e qual è il mio desiderio;
STUPIRSI, farsi sorprendere e sostenere questo stupore, per una vita non statica ma estatica; COMPRENDERE , ad esempio un testo che, citando Maria Gabriella de Judicibus, è come comprendere un cane con cui non si parla ma si sta in compagnia;
RICERCARE senza temere l’incompiutezza : “sbagliando si inventa” dice Gianni Rodari e proprio l’incompiutezza ci mostra la differenza tra cominciare e ricominciare;
CREDERE, per una facoltà di teologia, è rischio così come amare è rischiare di amare : “Gesù valorizza chi prende una iniziativa, chi non rimane spettatore ma rischia. Gesù ci insegna a rischiare” ( esegesi sul Vangelo di Luca 16, 1-9 -la parabola del fattore disonesto lodato dal padrone).

Jordi Faulì, architetto responsabile dei lavori della Sagrada Familia, rivive cosa vuol dire ereditare un progetto pensato e assoggetto alla creatività di chi eredita. Gaudì, che nella sua opera voleva rendere nota la Parola di Dio a tutti coloro che sarebbero entrati nella Cattedrale, quando iniziò i lavori sapeva che non avrebbe mai visto l’opera compiuta. Ha pensato , quindi, il progetto custodendolo da uno stravolgimento ma nello stesso tempo lo ha lascito strumento a chi lo avrebbe proseguito per completare, integrare e migliorare la sua idea. Un progetto di creatività oltre che architettonico.

S. E. Card. Matteo Maria Zuppi, in veste di gran cancelliere per l’inaugurazione solenne del nuovo a. a. conclude ricordando a tutti che chi copia non collabora al processo creativo di Dio e “che creatività non è mai improvvisazione ma piuttosto è perseveranza e la perseveranza è il dono che custodisce tutti gli altri doni”. La lezione è quindi quella di essere credenti audaci e creativi.

Giulio Girasante 

 

Giulio Girasante, architetto libero professionista dottorando di ricerca presso il dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi G.D’Annunzio a Pescara. Si occupa in particolare dell’uso della pietra e dei suoi metodi  di lavorazione nell’architettura sacra.

 

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