bfa/büro für architektur -Catholic Church “Heilig-Geist” a Ergenzingen- Rottenburg

 

Nel 2017, per il 50° anniversario della costruzione della chiesa dello Spirito Santo a Ergenzingen (parte della parrocchia di Rottenburg – distretto di Tubinga) è stato indetto un concorso per il rinnovamento degli interni della chiesa giudicati “troppo grandi, troppo scuri, troppo impersonali e troppo freddi”. La chiesa, in effetti, progettata negli anni ’60 dagli architetti Eugen e Rainer Zinsmeister, rispettivamente padre e figlio, è ancora oggi un imponente edificio a forma di ‘tenda’ che molto riflette lo spirito del periodo in cui si colloca sia nella scelta dei materiali che delle tecnologie utilizzate. La prima pietra fu posta il 29 maggio 1966 e l’inaugurazione ebbe luogo la terza domenica di Avvento nel 1967. Era questo il tempo del “cemento a vista” e la grande chiesa dovette apparire certamente moderna per l’epoca. Con il tempo, però, il soffitto oscurato da pannelli in legno, il cemento molto invecchiato, il riscaldamento lento del pavimento e la mancanza di isolamento hanno creato un’ambiente obsoleto e poco confortevole che in inverno, peraltro, non riusciva a superare i 13°. Anche la disposizione degli spazi, tipica di molte congregazioni tedesche del periodo, non risultava più adeguata né alle pratiche liturgiche né alle esigenze della nuova comunità numericamente diminuita ma necessitante di più spazio per attività aggiuntive ed aggregative.

Oggi l’edificio, riconsegnato alla comunità nell’ottobre del 12017, appare completamente rinnovato grazie al progetto vincitore proposto da Büro für architektur/bfa con sede a Stoccarda che non solo ne ha aggiornato la tecnologia di costruzione ma ne ha ridefinito gli interni secondo concetti di ispirazione più contemporanea e che meglio si adattano alle esigenze del presente.
Il fulcro della ‘nuova chiesa’- dicono i progettisti – è la compatta ‘chiesa bianca’ nel mezzo della chiesa” pensata “come uno spazio aperto che si adatta alle esigenze del presente con installazioni precise: a volte una conversione riuscita consiste nel fare solo le necessità indispensabili, ma con convinzione”.
Per non snaturare l’edificio originario pensato come “tenda di Dio tra gli uomini”, i progettisti hanno lasciato l’interno come un grande, unico ambiente nel quale gli spazi destinati alla celebrazione liturgica si configurano come ‘isole sotto il tetto di una tenda’ e, delimitati da pavimentazione e elementi di arredo realizzati su progetto, sono ben distinti sia in termini liturgici che pratici: “l’attenzione -spiegano i progettisti – si concentra ancora sull’area dell’altare e sulla corrispondente isola della comunità”. Queste, inoltre, “sono state integrate da un battistero aperto e da un’area di incontro più intima situata sotto il castello degli organi”.
I posti fissi sono stati ridotti in numero da 600 a 200 ma possono essere integrati, in modo flessibile, da altri 100. Questo permette, così come richiesto dalla committenza, di creare opportunità diverse anche in termini di utilizzo degli spazi che possono essere destinati, temporaneamente, a concerti, mostre o ‘occasioni speciali’. Qui si trovano anche il ripostiglio per le sedie, una piccola cucina da tè e servizi igienici.
È interessante sottolineare, perché non frequente, l’attenzione e il rispetto che i progettisti hanno avuto verso le forme devozionali dei fedeli creando appositi spazi e piedistalli per la Pietà, la stele mariana e per le altre immagini devozionali.

Il design di questi interventi spaziali, dichiaratamente contemporaneo, è giuocato sulla contrapposizione del cemento, del legno, della pietra e delle superfici bianche che definiscono i volumi degli arredi (in pino verniciato hemlock e cemento chiaro). Questo è in evidente e netto contrasto con l’edificio originario eppure non lo nega: il senso di continuità, volutamente cercato dai progettisti, è raggiunto dall’uso di forme monolitiche e da materiali coerenti con il linguaggio precedente. Il risultato è, inoltre, completato da oggetti liturgici astratti, opera dello scultore Herbert Lankl, che sono in linea con lo spirito architettonico del tempo della costruzione originale della chiesa (Fonte: BauNetz).
La nuova illuminazione sottolinea l’approccio progettuale degli architetti di bfa: due sistemi di illuminazione bianchi e rettangolari al centro della chiesa supportano il chiaro contrasto e la struttura della sala spaziosa; Le lenti a LED dimmerabili ad emissione diretta enfatizzano gli spazi liturgici della parrocchia mentre la luce indiretta illumina appena il vecchio tetto.
Per quel che riguarda l’adeguamento delle tecnologie “pensare ad una ristrutturazione generale era fuori discussione a causa dei costi, ma è importante capire che l’uso di una chiesa non corrisponde a quello di un edificio residenziale. Pertanto, l’idea era quella di implementare il riscaldamento solo nelle aree in cui si trovano di solito le persone”. È stato così progettato un nuovo e più moderno riscaldamento a pavimento inserito, per il momento, nel massetto dell’area in cui si trovano i banchi ma “pronto a riscaldare ‘l’isola dei congressi’ su richiesta” e ad essere esteso anche nelle altre zone della chiesa. In caso di un inverno molto freddo, i banchi possono anche essere riscaldati elettricamente. È previsto in futuro, come suggerito da Transsolar (https://transsolar.com ) di sfruttare l’inclinazione della grande falda del tetto, esposto a sud, per l’inserimento di moduli fotovoltaici.

 

Construction February bis October 2017
Client Community Ergenzingen
Art Herbert Lankl
Lighting Design Dinnebier Licht
Energy Concept Transsolar
Function Catholic Parrish Church
Space 5.530 cbm
Area 650 qm

Crediti: 
Fotografie: Valentin Wormbs, Stoccarda
Disegni: BFA

 

Büro für architektur/bfa, è uno studio di architettura con sede a Stoccarda e con una filiale sull’isola di Poel sul Mar Baltico. Il lavoro ha vinto numerosi premi nazionali ed è stato nominato dalla rivista Wallpaper come una dei “25 migliori progetti di architetti in tutto il mondo”. Lo studio ha progettato edifici di piccole e medie dimensioni per clienti privati e pubblici – ad esempio un multi-auditorium a Schorndorf e una caserma dei pompieri ad Auenwald-Unterbrüden. Gli architetti realizzano proposte architettoniche sofisticate e individuali, sia per edifici esistenti che di nuova progettazione.

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