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Cappella Sistina: e nuova luce fu

In Vaticano le date non sono mai casuali. Il 31 ottobre, ad esempio, è un giorno che scandisce alcune tappe fondamentali per la Cappella Sistina. Nel 1512 Giulio II della Rovere inaugura in quel giorno la decorazione della volta, nel 1541 Paolo III Farnese scopre il grande Giudizio Universale. Non è un caso dunque se i prossimi 30 e 31 ottobre l’Auditorium della Conciliazione ospiterà il Convegno Internazionale “La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro nuova luce”.

L’evento  corona tre anni di lavori sugli impianti della Sistina, un banco di prova per le tecnologie più innovative e scientificamente avanzate, come lo fu per il colossale restauro realizzato nel ’94 da Gianluigi Colalucci e diretto da Fabrizio Mancinelli.
La Sistina vive, e al tempo stesso soffre, dell’incredibile interesse che suscita: è un’antologia della storia dell’arte tra Quattro e Cinquecento e attrae milioni di turisti ogni anno.

Nel ’94 gli impianti furono dimensionati per resistere a una “pressione antropica” di 3 milioni di visitatori annui. Oggi i numeri sono raddoppiati e per preservare la salute degli affreschi si è dato inizio al grande progetto di adeguamento tecnologico. Con i nuovi impianti di climatizzazione e illuminazione, la Sistina godrà finalmente di nuovo respiro e nuova luce.
La multinazionale Carrier ha realizzato un impianto d’aerazione, invisibile dopo la sua installazione, con un’efficienza doppia rispetto al precedente: riesce infatti a garantire l’abbattimento delle polveri, degli inquinanti e lo smaltimento dell’anidride carbonica prodotta.
La Osram ha invece progettato e realizzato l’impianto illuminotecnico a led, che ha consentito anche un risparmio energetico di oltre il 50% e una riduzione del surriscaldamento dell’ambiente, vantaggi insiti nella tecnologia led stessa.
La vera particolarità della nuova luce sta nel calore, insolito per chi conosce la comune illuminazione a led. La ricerca ha permesso di superare i limiti tecnologici della resa cromatica e delle problematiche che la componente blu dei led ha sollevato in passato. L’illuminazione ambientale, dall’aspetto soffuso, saprà così esaltare i colori dei capolavori presenti, senza prediligere Michelangelo e i suoi 170 mq di lapislazzuli sui moltissimi autori presenti nella Cappella.
C’è anche un’ulteriore innovazione tecnologica di cui il direttore dei Musei, Antonio Paolucci, è particolarmente fiero: è in cantiere un occhiale intelligente, grazie al quale il visitatore potrà avere già dall’albergo o dal pullman notizie e informazioni anche tridimensionali sulla Cappella, in modo da arrivare “istruito” ai Musei e poter concentrare l’attenzione sugli affreschi con maggiore consapevolezza.
A 450 anni dalla morte di Michelangelo la Cappella Sistina è così ancora pronta ad accogliere senza timore tutti i suoi visitatori per continuare a incantarli. Dunque… intra omnes!

 

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