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CATALOGO, SITO, PIATTAFORMA DIGITALE: nuovi strumenti integrati per la Collezione Paolo VI

CATALOGO, SITO, PIATTAFORMA DIGITALE:

nuovi strumenti integrati per la Collezione Paolo VI

Gli anni della pandemia hanno messo a dura prova la tenuta dei musei, ma questo non significa affatto che essi siano stati a guardare. Molti musei, anzi, hanno colto l’occasione del generale rallentamento delle attività ordinarie per imboccare con maggiore convinzione la strada della digitalizzazione e per lavorare a impegnativi progetti “straordinari”.

Sabato 12 marzo, alle ore 16:30, la Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio presenta presso la propria sede i risultati del proprio lavoro, che grazie al sostegno di enti e istituzioni che hanno creduto ai progetti proposti dal museo possono ora essere messi a disposizione del pubblico.

Nello specifico, la Collezione Paolo VI presenta tre progetti tra loro integrati: il nuovo catalogo 100 artisti, 100 opere, il nuovo sito del museo (www.collezionepaolovi.it) e la nuova modalità di fruizione del database delle opere sulla piattaforma online Museum realizzato con il contributo di InnovaMusei -Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Fondazione Cariplo.

«Per l’Associazione Arte e Spiritualità, ente gestore della Collezione Paolo VI» – spiega il Presidente del museo concesiano, Giovannimaria Seccamani Mazzoli – «la giornata di oggi è senz’altro una tappa importante. I nuovi strumenti di cui ci siamo dotati ci consentiranno di svolgere al meglio il compito affidato da San Paolo VI e da Mons. Pasquale Macchi all’Opera per l’Educazione Cristiana, ente proprietario del museo e delle sue collezioni, e da questa delegato già nel 1987 alla nostra Associazione. Desidero ringraziare lo staff del museo per il grande lavoro che ha svolto e tutti gli enti che ci sono stati vicini, e senza il sostegno dei quali questi progetti non avrebbero potuto vedere la luce».

 

Il nuovo catalogo: “100 artisti, 100 opere”

 

«Peccato per la mancanza di un catalogo, perché darebbe più visibilità ad un museo inaspettato»; «Avrei volentieri acquistato un catalogo per me e per un amico appassionato d’arte, ma non ne avete!»; «Sarebbe importante avere un catalogo, se non altro per noi studiosi e almeno delle opere più importanti»; «Per il corso di Museologia in Università dovrei fare un approfondimento su un museo poco conosciuto, ma per farlo mi servirebbe un punto di partenza e senza catalogo è difficile… pazienza, ma attrezzatevi che ritorno perché il museo merita!»; queste sono solo alcune delle frasi che a partire dal 2017 – ovvero dal momento dell’esaurimento dei vecchi cataloghi – i visitatori hanno lasciato sulle pagine dei “libri delle firme” della Collezione Paolo VI, sottolineando il dispiacere per non aver potuto acquistare un catalogo che rendesse ragione della storia e delle caratteristiche «almeno delle opere più importanti» del museo.

Per rispondere a questa esigenza, del resto fortemente sentita in primo luogo proprio dall’istituzione oltre che dai suoi visitatori, la Collezione Paolo VI ha partecipato al Bando per la valorizzazione, promozione di istituti e luoghi della cultura, patrimonio immateriale, Siti UNESCO e itinerari culturali, catalogazione del patrimonio culturale. Anni 2021-2022. Regione Lombardia DI CUI AL D.D.U.O. N. 9596 DEL 13 LUGLIO 2021 – D.d.u.o. 15 novembre 2021, n. 15445, meritando da Regione Lombardia un contributo di 10.000 € che è risultato decisivo per la realizzazione del progetto.

La realizzazione del catalogo è stata preceduta da un ampio e approfondito lavoro di inventariazione, di studio, di ricerca e di documentazione fotografica del patrimonio del museo, svolto da tutti i collaboratori nel periodo immediatamente successivo al lockdown (maggio-dicembre 2020) e tale da aver messo a disposizione del museo una significativa mole di dati – peraltro già in parte elaborati e contestualizzati – che attendevano solo l’occasione per trovare una formalizzazione più compiuta.

«Il catalogo 100 artisti, 100 opere» – spiega il direttore Paolo Sacchini, curatore del volume con Marisa Paderni, conservatore del museo – «si prefigge di offrire al visitatore, e allo stesso tempo allo studioso, una panoramica sufficientemente ampia e documentata relativamente a 100 opere tra le più importanti della raccolta, al fine di rafforzare il ruolo del patrimonio artistico del museo quale attivo strumento di educazione civica, sociale e spirituale».

In particolare, aggiunge Marisa Paderni, «il catalogo si indirizza su una strada mediana tra il rigore metodologico della produzione scientifica (che è garantito, in primo luogo, dal notevole curriculum accademico e professionale dei collaboratori coinvolti nel progetto, tra cui gli autorevoli membri del Comitato Scientifico del museo) e l’agile piacevolezza della divulgazione intesa nel suo senso più alto (anch’essa, peraltro, assicurata dalla specifica e documentata predisposizione alla mediazione culturale di molti dei redattori delle schede delle opere)».

Così, anche nella prospettiva di un potenziale utilizzo del supporto – da parte del visitatore – non solo come catalogo ma anche quale rapido strumento di “accompagnamento” nel percorso all’interno delle sale del museo, si è optato per un catalogo in formato 17×24, che prevede un’introduzione di Paolo Sacchini dedicata al rapporto di Paolo VI con l’arte contemporanea, le immagini delle 100 opere selezionate e le schede scientifico-divulgative di queste ultime, per un totale di 192 pagine.

Il volume è pubblicato e curato tipograficamente da Silvana Editoriale, editore tra i più importanti del settore dei cataloghi d’arte a livello nazionale e internazionale.

Il catalogo è disponibile presso la Collezione Paolo VI ed è in vendita sul sito di Silvana Editoriale (https://www.silvanaeditoriale.it/libro/9788836650972).

Allo stesso tempo, la rete distributiva di Silvana Editoriale garantirà al catalogo un’ampia circolazione nelle librerie (sia generaliste che specializzate), nelle biblioteche, nei bookshop dei musei e delle sedi di esposizioni temporanee sia in Italia che all’estero.

Il nuovo sito: www.collezionepaolovi.it

Contestualmente, la Fondazione Opera per l’Educazione Cristiana – ente proprietario del museo e delle sue collezioni – ha deciso di operare un completo restyling dei siti delle realtà ad essa afferenti, tra le quali appunto rientra anche la Collezione Paolo VI, che è gestita dall’Associazione Arte e Spiritualità.

Per operare tale rinnovamento, che nel caso della Collezione Paolo VI ha assunto l’aspetto di una vera e propria e ben più organica ristrutturazione del sito, il museo ha presentato alla Fondazione ASM – che l’ha premiato con un finanziamento di 1.000 € – il progetto Un altro portale. Una nuova accessibilità nel flusso ininterrotto tra reale e virtuale, nel cui titolo la formula “Un altro portale” è da intendersi in due accezioni: da un lato come “ingresso alternativo e aggiuntivo, ma allo stesso tempo integrativo, al portone fisico di Concesio”, e dall’altro come “portale internet diverso, rinnovato, più funzionale e più integrato con i vari servizi a disposizione del pubblico”.

«La pandemia ha imposto ai musei di ripensare la propria stessa identità, virandola inevitabilmente verso l’esperienza digitale», spiega Sacchini, «ma questa esperienza, per quanto generata da una situazione tragica, ha permesso il dischiudersi di nuove opportunità nelle quali l’attività dell’utente/visitatore/spettatore online non è percepita come un surrogato della tradizionale esperienza on site, ma piuttosto come un prodotto e un’esperienza completamente nuovi, pensati e strutturati ad hoc: ne è ad esempio prova il fatto che a partire dal 2020, grazie alla rete, la Collezione Paolo VI è riuscita a raggiungere – con i propri eventi – un gran numero di utenti molto distanti geograficamente dal museo (con ospiti dall’intero territorio italiano e anche dall’estero: Francia, Russia, Argentina, Giappone). Proprio per questo motivo, allora, il rinnovamento del sito era fondamentale proprio in senso strutturale, e non certo solamente per avere una “vetrina” adeguata».

La nuova piattaforma digitale Museum realizzata con il contributo di InnovaMusei -Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Fondazione Cariplo

Nel periodo marzo-settembre 2021 la Collezione Paolo VI ha stabilito proficui rapporti con le “Imprese Creative e Culturali” coMwork e Craon al fine di partecipare – in collaborazione anche con un altro museo riconosciuto da Regione Lombardia, il MAGA di Gallarate – a InnovaMusei. Bando per partenariati di Imprese Culturali e Creative – Istituti Museali per lo sviluppo di progetti innovativi in ambito culturale, promosso da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Fondazione Cariplo con l’obiettivo di favorire la nascita di «partenariati strategici tra gli istituti museali […] e le imprese attive nel settore culturale e creativo capaci di rispondere alle nuove necessità della domanda e dell’offerta di consumi culturali», anche allo scopo di consentire ai musei di dotarsi di servizi capaci di renderli competitivi in vista della piena ripresa delle attività a seguito dell’emergenza pandemica.

In particolare, il progetto – che è stato presentato a cura di Craon – intende rispondere contestualmente a due esigenze strettamente interconnesse.

Innanzitutto, la piattaforma Museum – già utilizzata da numerosi importanti musei, tra cui la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, il Museo Bagatti-Valsecchi e il Museo Poldi Pezzoli a Milano, i Musei Reali di Torino, il Muse di Trento, il Museo del Tessuto di Prato, la Rete Museale dell’800 Lombardo e vari altri – consentirà di migliorare il lavoro del museo all’interno, grazie all’acquisizione di un software gestionale capace di rendere più sicure, più moderne, più rapide e più flessibili l’inventariazione e la catalogazione delle opere.

Inoltre, la piattaforma consentirà di rendere agevolmente e automaticamente disponibili al pubblico – sia pur nei limiti, ovviamente, della vigente normativa sul diritto d’autore – i “dati” delle opere stesse, da utilizzare sia a scopo promozionale, sia a scopo di valorizzazione del patrimonio, sia ancora a fini didattici e scientifici (per mettere cioè gli insegnanti delle scuole e gli studiosi – anche “a distanza” e già prima di mettere piede in museo – nelle condizioni di conoscere meglio la Collezione e quindi di poter anche immaginare i possibili sviluppi di un lavoro di ricerca o di una partnership pedagogico-formativa).

«Il passaggio alla piattaforma Museum non è ancora completato, perché la mole di dati relativa alle nostre quasi 8000 opere è notevole e quindi saranno necessarie ancora alcune settimane di lavoro per ottimizzare tutto», spiega Marisa Paderni, che in qualità di conservatore della Collezione Paolo VI sta seguendo direttamente il progetto. «Certamente, però, già adesso grazie alla disponibilità di questo nuovo strumento il lavoro si è snellito dal punto di vista pratico e soprattutto può essere svolto in maniera più efficace e precisa, anche rispetto alle funzioni di studio e di rapporto con i ricercatori interessati al nostro patrimonio».

 

 

LA COLLEZIONE PAOLO VI – ARTE CONTEMPORANEA

Inaugurata nella sua nuova sede dalla visita di papa Benedetto XVI nel 2009, la Collezione Paolo VI – arte contemporanea è il museo che conserva ed espone un patrimonio di dipinti, disegni, stampe, medaglie e sculture del ’900 riconducibile alla figura di Giovanni Battista Montini, raccolto in buona parte dal suo segretario don Pasquale Macchi.

È un museo unico al mondo, che testimonia il prezioso e profetico rapporto che papa Paolo VI intrattenne con il mondo dell’arte contemporanea. La Collezione non è esclusivamente una galleria d’arte sacra, e nemmeno un memoriale dedicato alla figura di Montini, bensì un museo che vuole concretizzare l’ideale di apertura ai linguaggi espressivi contemporanei che fu propugnato con tanta forza da Paolo VI.

Nella Collezione sono esposte circa 270 delle oltre settemila opere conservate, tra cui capolavori di molti dei più grandi artisti del Novecento: Chagall, Kokoschka, Matisse, Picasso, Magritte, Dalí, Severini, Rouault, Casorati, Sironi, Morandi, Fontana, Hartung, Vedova, Manzù, Azuma, Pomodoro, Hockney…

La Collezione Paolo VI è stabilmente aperta al pubblico dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 17; il sabato dalle ore 14 alle 19; domenica e lunedì chiuso.

Biglietto unico d’ingresso: € 2,50

Collezione Paolo VI – arte contemporanea

Via Marconi,15

Concesio (Brescia)

Per informazioni e prenotazioni:

Tel. +39 030 21.80.817

Fax +39 030 27.50.885

E-mail: info@collezionepaolovi.it – www.collezionepaolovi.it

Ufficio stampa

Valeria Magnoli

M: comunicazione@collezionepaolovi.it
T: +39 3397275321

 

 

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