“Dolce è la luce e agli occhi piace vedere il sole”, afferma il libro dell’Ecclesiaste (11,7). La luce, concreta e intangibile, permette di vedere la realtà nella sua singolarità, creando relazioni, dando profondità ai volumi, ma soprattutto è all’origine dell’esperienza del sacro, del divino che illumina e trasfigura la storia dell’uomo.

In una costante dialettica tra vita e morte, tra gloria e dramma, «vedere» la luce significa dare un orientamento al cammino dell’uomo, discernendo il bene e il male, facendo affiorare la presenza luminosa di Dio al cuore della storia.

Sono questi i grandi temi dell’arte: riconoscere attraverso la luce il Dio della vita. In che modo la messa in scena della luce nell’arte fa affiorare la relazione tra Dio e uomo?

Senza alcuna pretesa di esaustività, in un’interdisciplinarietà tra arte, architettura, filosofia, teologia e liturgia, il convegno, ideato da Andrea Dall’Asta SI, Jean Paul Hernandez e Lydia Salviucci, intende delineare una “storia” della luce, fondamentale per comprendere la nostra contemporanea visione del mondo.

Si tratta di un argomento che è stato sempre esplorato attraverso tematiche molto specifiche e settoriali, ma mai secondo una visione d’insieme che, per quanto possa essere necessariamente limitata, apra spazi significativi di confronto tra diverse discipline.



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Per informazioni

convegnoluce@unigre.it   Pontificia Università Gregoriana

Registrazione online obbligatoria sul sito www.unigre.it entro il 1 marzo 2018

 

Immagine: Nanda Vigo, Surya, cristallo e neon blu, 2008

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