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Dal Vaticano a Torino, la tavola di Ugo da Carpi per l’altare del Volto Santo

 

 

È un incontro particolarmente significativo quello che prende forma nella Corte Medievale di Palazzo Madama, nel cuore di Torino, fino al 29 agosto 2022. In alto è lì presente, da secoli, un bell’affresco che raffigura la Sindone, realizzato nel 1642, nella città che custodisce il sacro lino dal 1578.

L’affresco sindonico si confronta ora con la straordinaria tavola di Ugo da Carpi per l’altare del Volto Santo nella Basilica Vaticana (1524-1525), in prestito temporaneo grazie alla collaborazione nata tra la Fondazione Torino Musei e la Fabbrica di San Pietro, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Torino. Qui ad essere rappresentata è la Veronica che dispiega il velo del Volto Santo tra gli Apostoli Pietro e Paolo. Si tratta di una tavola “fatta senza pennello”, come è scritto dall’autore e come riferisce Giorgio Vasari che la vide in San Pietro insieme a Michelangelo.

Quella di Ugo da Carpi “intagliatore” fu una sperimentazione audace, ingegnosa e senza precedenti che nessuno ebbe in seguito l’ardire di ripetere; un’opera unica nel suo genere perché eseguita non con l’arte della pittura, ma con la tecnica della stampa a matrici sovrapposte. Un’opera quindi che vuole presentarsi non dipinta ma impressa, come non dipinto ma impresso è il volto di Cristo nel velo della Veronica, velo che tradizionalmente è proprio la Basilica di San Pietro a custodire.

La mostra in effetti non è solo un viaggio nella storia dell’iconografia cristiana e delle tecniche artistiche del primo Cinquecento, ma fornisce un interessante approfondimento sulla storia della basilica stessa.

Il maestoso progetto espositivo, ideato dall’Architetto Roberto Pulitani, colloca infatti l’opera, e il visitatore con lei, all’interno di un percorso che si snoda dall’antica Basilica Costantiniana all’attuale Fabbrica di San Pietro. L’allestimento rappresenta questi due fondamentali capitoli della storia dell’architettura a grandezza pressoché reale, da un lato una navata dell’antica basilica con il ciborio del Volto Santo, dove la tavola di Ugo da Carpi trovò la sua prima collocazione, e dall’altra la riproduzione dell’attuale grandioso Pilastro della Veronica, così come lo vediamo oggi. Due quinte che fanno da supporto alle copiose documentazioni storiche e scientifiche.

La mostra, curata da Pietro Zander, dedica inoltre una sezione alla figura e all’opera dell’artista Ugo da Carpi, al quale fa riferimento un bel saggio in catalogo di Laura Donati, e del quale si espone il settecentesco ritratto del Postetta dal Museo di Carpi. Del celebre intagliatore sono presentati alcuni chiaroscuri del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, da cui proviene anche il disegno preparatorio di Parmigianino per la tavola di San Pietro, mutuato da una xilografia di Dürer del 1510, concessa in prestito dalla Galleria Sabauda dei Musei Reali Torino.

Dal 7 al 10 luglio 2022 la mostra è stata visitata da molti giovani partecipanti all’Incontro Internazionale di Taizé a Torino, per il quale è stata inaugurata anche un’altra mostra sui temi del sacro, “volti nel Volto”, presso la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, visitabile fino al 18 settembre 2022.

Il Cardinale Mauro Gambetti, Prefetto della Fabbrica di San Pietro, nel suo testo introduttivo alla mostra ha definito la Sindone e la tavola di Ugo da Carpi “due immagini che riassumono in modo mirabile un secolare dialogo di storia, fede e devozione e che costituiscono un invito alla preghiera e un forte richiamo alla basilica vaticana, luogo di accoglienza per tutte le genti della terra desiderose di giungere presso la tomba dell’Apostolo Pietro, primo Papa nella guida della Chiesa”.

Enrico Zanellati *

 

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