Davide Dimodugno -Gli edifici di culto come beni culturali in Italia.

Gli edifici di culto come beni culturali in Italia.

Nuovi scenari per la gestione e il riuso delle chiese cattoliche tra diritto canonico e diritto statale

Davide Dimodugno

Università degli Studi di Torino, Torino, 2023, 414 pp.

Disponibile in formato open access sul sito della collana dei “Quaderni del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino” al seguente link: https://www.collane.unito.it/oa/items/show/145

 

 

Il volume affronta i temi della gestione e del riuso degli edifici di culto e, nello specifico, delle chiese cattoliche, quali beni culturali di interesse religioso in Italia. Ricostruita la complessa disciplina sottesa alla “dimissione” – riduzione ad uso profano non indecoroso ex can. 1222 § 2 – e alla “dismissione” – trasferimento di proprietà – delle chiese, l’esposizione prosegue con la disamina di casi concreti di riuso, verificatisi nell’Arcidiocesi di Torino tra il 1978 e il 2019. Una volta inquadrati gli edifici di culto dimessi tra i “beni comuni”, si individuano nei patti di collaborazione, nella fondazione di partecipazione e nel trust i nuovi modelli di governance, inclusivi e sostenibili, che potranno trasformare questi immobili sovrabbondanti in una risorsa per lo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità territoriali di riferimento.

Il lavoro costituisce l’esito delle ricerche condotte tra il 2018 e il 2022 per il conseguimento del Dottorato di Ricerca in “Diritti e Istituzioni” presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, sotto la supervisione delle professoresse Ilaria Zuanazzi, Annamaria Poggi e Gabriella Margherita Racca. In particolare, la redazione del secondo capitolo, dedicato alla disamina di casi concreti di dimissione e di riuso, è stata possibile in virtù di una convenzione stipulata tra l’Università degli Studi di Torino e l’Arcidiocesi di Torino, che ha messo a disposizione del ricercatore l’elenco dei decreti di dimissioni emanati tra il 1978 e il 2019 tenuto dalla Cancelleria e i relativi fascicoli conservati presso l’archivio corrente dell’Ufficio Arte e Beni Culturali. Lo studio dei casi, oltre ad evidenziare criticità e buone pratiche, è stato fondamentale al fine di prospettare strumenti giuridici innovativi, come i beni comuni, la fondazione di partecipazione e il trust, volti ad affrontare il problema su una scala più ampia del singolo caso e a restituire questi beni alle comunità cristiane e all’intera società civile, per scopi di natura sociale e culturale compatibili con l’originaria destinazione cultuale.

Il volume è consultabile in formato open access sul sito della Collana dei “Quaderni del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino” e può essere gratuitamente e liberamente stampato e condiviso (Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale): https://www.collane.unito.it/oa/items/show/145.
È possibile, inoltre, l’acquisto di copie cartacee, contattando direttamente l’Ufficio vendite della casa editrice Rubbettino, che ha curato la composizione, la grafica e la stampa per conto dell’Università degli Studi di Torino, nella persona del signor Francesco Aragona (tel. 0968/6664298; e-mail: francesco.aragona@rubbettino.it).

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Davide Dimodugno ha conseguito con lode nel 2022 il Dottorato di Ricerca in “Diritti e Istituzioni” presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino. È stato visiting scholar presso la KU Leuven (Belgio) e l’Université Paris-Saclay (Francia). Ha pubblicato numerosi contributi in tema di beni culturali ecclesiali e riuso degli edifici di culto e del patrimonio monastico, sulla libertà religiosa in pandemia e su “diritto, religione e opera lirica”. Ha partecipato a decine di conferenze, seminari, summer school e webinar, in Italia e all’estero, sui temi delle sue ricerche. Dal 2023 è membro di ICOMOS, International Council for Monuments and Sites, di FRH, Future for Religious Heritage, e di ICLARS, International Council for Law and Religion Studies, nonché socio aggregato dell’ADEC, Associazione dei docenti universitari della disciplina giuridica del fenomeno religioso. È abilitato all’esercizio della professione forense.

 

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