GPA&A Gustavo Penna Arquiteto e Associados -All Saints Chapel – Martinho Campos -Brasile

 

Nel mezzo della Fattoria Gurita nella città di Martinho Campos nello stato di Minas Gerais in Brasile, l’architetto Gustavo Penna ha progettato e costruito la cappella All Saints in memoria del proprietario della fattoria, suo grande amico.
Collocata sulla sommità di un prato verde e circondata da alberi, la cappella è stata pensata nel rispetto più assoluto dei luoghi così cari all’architetto: nessun albero è stato rimosso per la sua realizzazione e l’orografia del terreno non è stata modificata. “La cappella si conferma un luogo di meditazione e celebra l’integrazione del silenzio e della natura” spiega l’architetto brasiliano che in piena liberà espressiva è riuscito a fare del cemento, della pietra e del legno, una vera poesia.
All’interno della cappella nulla è lasciato al caso o dovuto a una semplice volontà estetica; ad ispirare l’architetto Gustavo Penna è infatti la nozione immortale di religione nel suo senso etimologico più originario – dal latino religare, ‘connettersi con il divino’. Il suo design riconduce alla natura simbolica degli elementi e nella sua semplicità espressiva, l’architettura della cappella mostra e richiama, attraverso il sapiente e suggestivo uso dei materiali e delle forme, alcuni valori e simboli essenziali della cristianità: “per prima cosa il fonte battesimale; una fonte di acqua pura – l’origine di tutto. Dopo tutto – spiega l’architetto – è attraverso il battesimo, qui rappresentato dall’acqua e dal fiume, che il credente entra nella vita cristiana ed è in grado di godere (sia all’interno che all’esterno di sé stesso) di uno spazio riparatore che lo porta a terreni più alti – o, per usare un’espressione mistica, che lo porta al cielo”. Poi la croce, il simbolo/sintesi del vero legame tra cielo e terra – religare, appunto – nel suo essere elemento verticale e tra tutti gli uomini nel suo essere anche orizzontale. E in ultimo il bisogno, tutto umano, di protezione che all’interno trova risposta: “È il nucleo che fornisce calore e riparo; La natura attorno partecipa con solidarietà “.
Prende così forma questa struttura in cemento di 160 mq che ribalta in altezza il tradizionale impianto a croce delle planimetrie nell’architettura sacra e dà vita a una grande croce di cemento della facciata cieca che fronteggia quella della parete opposta, dove è l’altare, sulla quale è collocato un crocifisso stilizzato. “Tra questi due confini solidi – scrive l’architetto – si trova la parte più importante: lo spazio vuoto della meditazione. Ciò che conta è lo spazio creato dal movimento della croce, non le pareti, i soffitti o i pavimenti”. Le pareti in vetro attorno alla stanza delimitano il volume ma permettono al contempo un maggior legame (e ancora il religare) con il cielo e la terra.
Di forte impatto simbolico è anche il fonte battesimale: posizionato all’esterno del volume principale, come alle origini della cristianità, è costituito da una lineare vasca in travertino ed è alimentato dalle acque del vicino fiume. Da questa vasca si sviluppa uno specchio d’acqua (sempre viva) che, ‘oltrepassate’ le solide pareti in cemento, va ad occupare parte del pavimento interno per poi trasformarsi in una sorta di passerella in legno peroba originario del luogo.
C’è un ‘gusto antico’ di rispetto anche nella scelta delle soluzioni tecniche adottate: l’uso dell’illuminazione naturale dall’alto con la luce del sole che filtra nella cappella attraverso un lucernario che corre lungo tutta la copertura; la creazione di un sistema di ventilazione attraverso la cornice summitale che consente il naturale rinnovamento dell’aria senza ricorrere al taglio degli alberi esistenti; l’isolamento acustico realizzato grazie al rivestimento interno in legno.

Lucia Valdarnini *

 

*Architetto, specialista in Restauro dei Beni Architettonici e in arte e architettura per la liturgia. Svolge libera professione e attività di ricerca in ambito pubblico e privato. Attualmente è titolare di incarico per assistenza e supporto specialistico nell’ambito della “Segreteria tecnica di progettazione” dell’Ufficio del Soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma. Ha un modulo di insegnamento nel corso di Alta specializzazione in “Arte per il culto cristiano” presso il Pontificio Istituto Liturgico S. Anselmo.

 

 

 

Informazioni di progetto

– Illuminazione zenitale naturale, un sistema di ventilazione attraverso l’inquadramento zenitale che consente il rinnovo dell’aria, impostazione scelta per evitare l’abbattimento di alberi esistenti.

– Edificio accessibile

– Isolamento acustico interno in legno

– Architettura modulare, uso di pochi materiali, utilizzo della forma naturale del terreno

Nome del progetto: All Saints Chapel

Architettura: Gustavo Penna, Laura Penna, Norberto Bambozzi, Alice Flores, Alyne Ferreira, Catarina Hermanny, Natália Ponciano, Priscila Dias de Araújo, Vivian Hunnicutt

Direzione e pianificazione: Isabela Tolentino e Rísia Botrel

Ubicazione: Gurita Farm – Martinho Campos – Brasile

Anno di progettazione: 2010

Anno completato: 2010

Area proiettata: 160m²

Photos:@ Leonardo Finotti

 

 

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