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I Cammini di Cirillo e Metodio

La Repubblica Ceca ha approntato una parte significativa dei percorsi di pellegrinaggio sulle orme di Cirillo e Metodio, i due compatroni d’Europa che sono stati i principali propagatori del cristianesimo nelle terre slave.  240 chilometri di vie ciclopedonali nella regione di Zlin in Moravia orientale preparate con appositi segnali, supporti logistici, informazioni relative alla cultura, alla storia, alla religione.

 

La notizia  è stata data nell’ambito di una conferenza svolta presso il consolato ceco di Milano il 5 novembre 2014. Da tempo si vanno preparando i cammini cirillo-metodiani: ovviamente il riferimento è quello del cammino di Santiago in Spagna, da tempo istituzionalizzato e percorso da decine di migliaia di pellegrini ogni anno.

Cirillo e Metodio nacquero a Tessalonica rispettivamente negli anni 827 e 813-15. Poiché la popolazione di quella città, importante porto sull’Egeo, era in parte di origine slava è possibile che i due abbiano appreso, oltre al greco, anche la lingua slava. Fatto sta che i due fratelli alla metà del IX secolo furono invitati in Moravia, per diffondervi il cristianesimo. Qui Cirillo formulò l’alfabeto glagolitico per una lingua che era stata sino allora carente di tradizione scritta: nacque quel che ancora si conosce come alfabeto cirillico, diffuso in tutte le lingue slave. I due fratelli provvedettero alla traduzione delle Sacre Scritture e con la loro opera catechetica posero le basi del cristianesimo in terra slava.

Nell’anno 868 il papa Adriano II accettò e approvò la liturgia in lingua slava adottata da Cirillo e Metodio che si erano recati a Roma per far completare la loro opera di evangelizzazione: lo stesso papa diede l’ordinazione sacerdotale ai primi discepoli che i due fratelli avevano portato con loro.

Cirillo morì all’inizio del 869, ma Metodio poté tornar in Moravia e continuare la sua opera, in particolare a Velehrad.

Per questo motivo Velehrad, dove Metodio concluse la sua esistenza terrena, è divenuto il principale centro per la commemorazione dell’opera dei due fratelli, che il 31 dicembre 1980 sono stati da Giovanni Paolo II elevati a “compatroni d’Europa”, insieme con san Benedetto.

Dopo la chiusura al culto di molte chiese in tutta l’Europa orientale durante il periodo del dominio sovietico, con la dissoluzione dell0ikmpero comunista cominciata a conclusione di quel decennio, il culto di Cirillo e Metodio ha conosciuto una nuova vita. Che giunge ora a pieno compimento grazie all’iniziativa, propugnata da alcuni anni in particolare da alcuni consolati milanesi a partire da quelli di Cechia e Slovenia, di riaprire al pellegrinaggio le strade su cui camminarono Cirillo e Metodio.

Iniziativa che trova nella regione di Zlin la sua realizzazione con questi primi 240 chilometri già approntati, dove pellegrini e turisti troveranno le stesse modalità di accoglienza e accompagnamento che sono a tempo in funzione lungo il cammino di Santiago.

Attraverso queste vie di “turismo religioso” si può conoscere l’antica e radicata tradizione cristiana dell’Europa dell’est. E l’Europa potrà veramente tornare a respirare con “due polmoni”, recuperando appieno la sua ecumene culturale e religiosa cristiana.

Architetture storiche e contemporanee sono i segni visibili che presentano l’antica tradizione cirillo metodiana agli occhi dei pellegrini.

 

 

Un  incontro per descrivere approfonditamente lo sviluppo dell’iniziativa dei Cammini di Cirillo e Metodio si svolge il 24 novembre a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, alle h 18. Per informazioni: Consolato ceco di Milano, tel. 0287158281/73

 

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