Ogni restauro che possa dirsi ben condotto deve portare a una nuova consapevolezza sui beni curati. Per questa ragione il Museo della Collegiata si adopera affinché ogni azione di recupero generi studi, stimoli conferenze e iniziative divulgative per diversi tipi di pubblico, dia fresca linfa a progetti educativi e ad attività per famiglie.

Così è stato per il restauro del prezioso chandelier quattrocentesco della Collegiata, realizzato nell’ambito del progetto Restituzioni 2018. Il raro lampadario in ottone, ascrivibile al terzo o quarto decennio del XV secolo, è opera di manifattura fiamminga o tedesca: otto bracci con san Giorgio e il drago girano intorno a un tempietto centrale con la Madonna con il Bambino e i santi Lorenzo e Stefano, mentre una testa di leone, finemente lavorata, chiude il cono inferiore.

La successiva mostra presso Venaria Reale, che Intesa San Paolo ha organizzato per comunicare gli esiti degli interventi conservativi finanziati, è stata occasione per raccontare a un ampio pubblico il valore artistico del lampadario, spesso accostato al celebre ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck, in cui un simile ma più modesto lampadario è rappresentato nei minimi particolari. Si è potuta ribadire l’autenticità dell’artistico manufatto, in passato da qualcuno messa in dubbio in ragione di un furto mascherato che avvenne verso la fine dell’Ottocento.

L’avvincente giallo racconta che il parroco mandò il lampadario a Milano perché venisse pulito; al ritorno, fu ricollocato al suo posto; solo qualche tempo dopo l’architetto Luca Beltrami vide l’originale presso un antiquario milanese, permettendo di scoprire che era stata restituita una copia, ottimamente eseguita, poi spostata nella vicina Chiesa di Villa. Anche l’esemplare ottocentesco è stato spolverato e una ricognizione completa, condotta da Lucia Miazzo, la restauratrice già intervenuta sul lampadario quattrocentesco, ha consentito di raccogliere molti dati utili a illuminare un capitolo interessante della rinnovata attenzione per le arti applicate che, tra XIX e XX secolo, generò tanti falsi e traffici truffaldini.

Nelle stanze dell’antica canonica, dove dal 2013 il tesoro della Collegiata è esposto con piena dignità e un curato allestimento, ha trovato nuova leggibilità una delle sue gemme: è una tavoletta con l’Annunciazione attribuita ad Apollonio di Giovanni, pittore e miniatore che a Firenze insieme a Marco Del Buono condusse una delle più famose botteghe specializzate nella decorazione di cassoni nuziali e deschi da parto.

Il restauro ha esaltato l’alta qualità dell’opera e la finezza dei dettagli, quali la modellazione dell’equilibrata architettura, ispirata a illustri esempi del primo Rinascimento fiorentino, e ha favorito l’osservazione di particolari iconografici accattivanti, quali il Bambino Gesù che discende verso la Vergine e l’ombra di Maria, carica di forte valore simbolico, che si proietta, aureola compresa, sul muro alle sue spalle.

Laura Marazzi,  Conservatore



Per approfondire il museo

 

IL MUSEO DELLA COLLEGIATA, CASTIGLIONE OLONA