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IL MUSEO DEL SILENZIO | FARA IN SABINA, RIETI

 ASCOLTA IL SILENZIO E RISCOPRI CHI SEI

 

Il museo del silenzio è collocato a soli 40 km da Roma, esattamente a Fara in Sabina (provincia di Rieti), ed è stato inaugurato nel 2004 dietro ispirazione di Madre Chiara Farfalla, attuale Abbadessa del Monastero delle Clarisse Eremite, la quale ha avvertito l’importanza di conservare e far conoscere il patrimonio storico del monastero commissionando questo progetto agli architetti Sveva di Martino e Mao Benedetti. Prezioso anche il contribuito del regista Stefano Scialotti e dell’archeologa Maria Luisa Agneni responsabile del Settore Cultura del Comune di Fara Sabina.

Il Museo del silenzio ha già nel nome una forte potenza espressiva e ha sede in un luogo molto speciale poiché è collocato in un monastero di clausura – il Monastero delle Clarisse Eremite di Fara Sabina – dove un tempo vigeva la regola del silenzio assoluto.

Si tratta di un museo decisamente innovativo nel linguaggio e nella struttura poiché ruota intorno a un tema astratto, ma al contempo, da sempre fondamentale in questo luogo, ovvero il silenzio; quest’ultimo – infatti – costituiva l’esercizio ascetico attorno al quale ruotava la vita delle monache della primissima comunità qui riunite nel 1673. Ed è proprio attorno agli oggetti che queste ultime adoperavano nel quotidiano che ruota l’intero impianto: l’intento – infatti – è condurre il visitatore all’interno di questo “recinto sacro” facendogli compiere un’esperienza percettiva e conoscitiva, intellettuale ed emozionale, così che non sia soltanto osservatore ma partecipe di uno spazio intriso di memoria.

Memoria e silenzio sono infatti … ieri, oggi, e sempre … due condizioni necessarie per riscoprire chi siamo davanti a Dio!

Da un punto di vista architettonico il museo del silenzio è composto da una sala rettangolare di circa 60 mq già parte dell’antica chiesa di Santa Maria in Castello esistente fin dal XV secolo e inglobata poi nell’edificio seicentesco che ne aveva fatto il parlatorio del monastero e che era pertanto l’unico ambiente in cui si poteva venire a contatto con il mondo esterno. Della struttura originaria della chiesa è rimasto parte di un pregevole affresco del 1400, raffigurante la Madonna della Misericordia.

Alla sala si accede dall’esterno del monastero, e l’ambiente appare completamente buio; immediatamente si viene accolti da una voce enunciante i punti principali delle antiche costituzioni mentre i proiettori disegnano delle grate proprio sull’affresco della Madonna della Misericordia e sulla volta, dando la sensazione che la grata tenda ad avvolgere il pubblico separandolo dal mondo esterno poiché la premessa è proprio quella dell’isolamento.

Una volta terminata questa fase le teche degli oggetti iniziano ad illuminarsi a piccoli gruppi secondo uno schema definito, sono stati scelti – infatti – diversi temi significativi poiché caratterizzanti la quotidianità delle monache quali la preghiera, il silenzio, la disciplina, il cucito, la farmacia, il lavoro.

I temi sono accompagnanti da una serie di proiezioni (sulla volta della sala) atti a sottolineare la funzione degli oggetti che sono in totale 21 e sono tutti di uso comune; semplicissimi e poverissimi, ma sufficienti per esplorare l’universo di questo monastero. Nel momento in cui vengono illuminati – infatti – diventano preziosi e unici proprio perché espressione di un vissuto importante.

Infine, è altrettanto evidente la dicotomia costante tra silenzio e parola, tra luce e tenebre: d’altronde è questa la chiave di lettura che sintetizza il nostro modo di leggere il mondo sia in senso fisico nonché metaforico.

 

La comunità monastica





 

www.clarisseremite.com



Altre informazioni

Il museo del silenzio è sempre visitabile su prenotazione contattando direttamente la comunità monastica delle Clarisse Eremite al seguente numero 0765-277021 dalle 12 alle 13, e dalle 20 alle 20.30, oppure scrivendo una mail a clarisse.farasabina@libero.it.

Inoltre è possibile visitare anche il Monastero delle Clarisse Eremite ed esser così condotti nei luoghi interni comprendenti la cucina antica del 1400, il vecchio refettorio, il coro del 1600 e la stanza contenente 17 corpi di monache completamente incorrotti e rimasti tali dalla fine del 1600.

Al fascino del passato si aggiunge la testimonianza delle sorelle che ad oggi risiedono in monastero e che vivono – se pur in forma rinnovata – la profondità e la bellezza del silenzio e della preghiera, e che si rendono disponibili a vivere un confronto con i partecipanti. Infatti saranno direttamente due sorelle a condurvi in questa esperienza.

 

 

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