Il Museo Diocesano Arborense, nato nel 2012 ma aperto al pubblico dal maggio 2016, è il più vasto museo diocesano della Sardegna. Il complesso museale, situato tra la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Seminario Tridentino, è articolato su quattro edifici che affacciano sulla corte interna della Cattedrale, per un totale di 1300 metri quadrati utili di spazio espositivo.

Il progetto di restauro, datato 2008/2012, realizzato grazie ad un finanziamento dell’Unione Europea e della CEI, ha restituito all’uso gli antichi edifici in parte desueti, trasformati all’interno in spazi espositivi contemporanei. La corte della Cattedrale è stata assunta dal progetto come spazio espositivo a cielo aperto ed elemento principale di distribuzione dei diversi ambiti spaziali facenti parte del complesso museale. L’area ospitava anticamente il cimitero e l’orto del Capitolo Metropolitano, che lambivano le mura medievali della città di Oristano. Nei secoli successivi, gli spazi vennero ripartiti tra le diverse istituzioni ecclesiastiche con diverse destinazioni.

Dall’ingresso, situato nel portale sul fianco destro della Cattedrale, attraversato il novecentesco Portico Monumentale dell’architetto Cominotti e la corte, si accede al nuovo atrio del museo che collega le tre grandi sale: la Sala San Pio X, articolata su due livelli, si trattava di un teatro del quale la sala ha mantenuto il nome, realizzato negli anni ’50 per l’Opera Catechistica; la Galleria delle Esposizioni, in origine alloggi per il clero, trasformati in un unico ampio spazio espositivo che si sviluppa per oltre 60 metri di lunghezza; le Sale del Seminario, grandi spazi voltati seminterrati del palazzo settecentesco che sono stati integrati nel museo.

La collezione permanente del Museo Diocesano Arborense è costituita dalle opere esposte nella Sala San Pio X, ovvero da suppellettile liturgica, argenti, reliquiari, paramenti sacri, statuaria lignea e dipinti dal XV al XIX secolo, provenienti dal Tesoro del Duomo e dalle chiese cittadine. A questi si aggiungono alcune sculture appartenenti alla collezione dell’Episcopio e il Dossale della Madonna con Bambino e santi (XIII-XIV secolo), opera unica in Sardegna.

Una sezione è dedicata alla storia della Cattedrale medievale attraverso le opere superstiti quali i magnifici Picchiotti bronzei (Placentinus, 1228), i Plutei marmorei (Pluteo pluteo con leoni che trattengono vitelli e  pluteo con daniele nella fossa dei leoni, fine dell’XI- inizi del XII secolo) e altri frammenti scultorei e restituzioni grafiche che aiutano il visitatore a ricostruire idelamente l’antica cattedrale. Una sala adiacente ospita la più ricca e antica collezione di codici della Sardegna medioevale. Si tratta di 13 manoscritti liturgici in pergamena – sontuosamente miniati – quasi tutti risalenti all’epoca del Giudicato d’Arborea (XIV sec.).

Le Sale del Seminario ospitano, in uno spazio dedicato, i materiali archeologici, fenici, greci, cartaginesi e romani dell’antica città di Tharros e la collezione numismatica. La collezione dei materiali conta circa 500 ceramiche; quella numismatica è composta da 1099 pezzi tra monete e medaglie. Tra i reperti punici, i più antichi sono datati VII- VI secolo a.C. La Galleria delle Esposizioni ospita mostre temporanee, per lo più di pittura.

Nei suoi sedici mesi di apertura il museo ha all’attivo tantissime iniziative, mostre temporanee, presentazioni di libri, rassegne concertistiche e cinematografiche, che hanno visto il coinvolgimento di istituzioni, enti, scuole, ma anche di tanti giovani artisti.

Tra le attività regolari, vi è la piena fruibilità del Museo attraverso le visite guidate, disponibili anche per la Cattedrale e il campanile di Santa Maria Assunta. Il Museo propone le visite guidate straordinarie notturne, non solo nelle strutture dello stesso ma alla Cattedrale e ad alcune chiese cittadine raramente fruibili.

Il museo organizza laboratori didattici rivolti ai bambini e ai ragazzi, pensati espressamente per gli studenti di ogni ordine e grado con l’intento di favorire una maggiore conoscenza e fruizione dell’istituzione museale, e dell’arte sacra in particolar modo, in chiave storico-artistica e religiosa (laboratorio di ceramica, laboratorio di

iconografia, laboratorio archeologico, caccia al tesoro al museo). Le visite straordinarie organizzate per le scuole, invece, comprendono anche la Biblioteca del Seminario Arcivescovile e l’Archivio Storico Diocesano.

Il Museo, nella Sala San Pio X ospita abitualmente rassegne concertistiche e nel periodo estivo la corte esterna diventa scenario per molte iniziative culturali.

Il Museo Diocesano Arborense costituisce, quindi, un polo culturale, luogo di grande interesse, che va oltre il suo ruolo di conservazione attiva delle opere, dialogando e aprendosi alla città, al territorio della Diocesi e non solo, attraverso iniziative ed eventi che si propongono di stimolare il pubblico, avvicinandolo alla bellezza anche spirituale dell’arte.

Arch. Silvia M. R. Oppo





Come raggiungere il museo

Museo diocesano Arborense