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IL MUSEO DIOCESANO DI SAN PIETRO | TEGGIANO (SA)

Dal tempio al museo

Storia, architettura ed opere d’arte della collezione diocesana di Teggiano

 

Un museo aperto alla storia della città ed alle sue espressioni d’arte, questo in sintesi il biglietto da visita del Museo Diocesano di Teggiano, ospitato, dalla fine dell’Ottocento, nell’ex parrocchiale di San Pietro. Dopo il terremoto del 1857, l’antica chiesa, seconda per importanza alla matrice di Santa Maria (attuale cattedrale), fu sconsacrata, per essere adibita a sede di raccolta di opere d’arte litiche, cronologicamente distribuite dalla romanità al XVIII secolo.

Sorta sui resti di un tempio romano, la chiesa ebbe una storia rilevante nel corso dei secoli, segnata anche dalla traditio classica, resa visibile da spolia e materiali di reimpiego, riutilizzati nelle sue fabbriche. Un restauro degli anni Trenta, ad opera dell’architetto Gino Chierici, ne ha semplificato gli interni baroccheggianti, predisponendo la struttura ad accogliere una prima raccolta lapidaria civica, su iniziativa del filantropo canonico, don Antonio Galliani e poi trasformatasi, negli anni Novanta, in Museo Diocesano.

Stratificate nel corso dei secoli le vicende architettoniche del tempio, originatosi in un’unica navata ed arricchitosi di uno spazio presbiteriale in forma di transetto e di alcune cappelle laterali sul lato destro, di patronato di famiglie aristocratiche. Nel secondo vano quadrangolare, dedicato un tempo alla Madonna dei Sette Dolori ed affrescato alla fine del Seicento, con un ciclo pittorico disteso sulle vele della volta e nelle lunette dei sottarchi, è collocata la tomba in stucco policromo di Bartolomeo Francone, del 1401, plasmata ad imitazione dei marmorei sepolcri napoletani del XIV secolo. Nella parete opposta alla tomba, che trova similitudini con il sepolcro Coppola, nel duomo di Scala, è affrescato San Filippo Benizi, in un’originale iconografia, che lo vede coronato dalla tiara, a testimoniarne la presenza di una confraternita legata ai Servi di Maria, che commissionò il ciclo d’affreschi della cappella.

Notevole è la tomba dell’arcidiacono Guglielmo Rossi in pietra di Teggiano, collocata nella terza cappella, dedicata un tempo a San Pietro e la cui cassa è sostenuta da tre statue che rappresentano le età della vita, gioventù, maturità e vecchiaia.

All’esterno, le fabbriche medievali del San Pietro, inglobano l’alta torre campanaria a più ordini, con monofore e bifore tardo-gotiche ornate da capitelli zoomorfi e fitomorfi a rilievo; il pronao d’ingresso a tre arcate, collocato sullo stilobate del tempio romano, accoglie il portale litico del 1477, commissionato dal senese Ambrogio Malavolta, che racchiude una lunetta affrescata, rappresentante la Crocifissione.

In attesa di una nuova musealizzazione e dopo l’apertura del Lapidario Dianense, oggi il Museo “San Pietro”, si presenta come una collezione d’arte ricca e significativa di opere, che ricoprono un arco cronologico di circa duemila anni. Nella collezione figurano due pale della Madonna del Rosario, che testimoniano l’espressione figurativa legata al filone culturale della battaglia di Lepanto; il primo dipinto, proveniente da Controne è del 1577 ed è firmato da Giovanni Luca De Luca ebolitano, l’altro, proveniente dalla domenicana chiesa del Rosario di Polla, è della fine del Cinquecento ed è attribuito al napoletano Decio Tramontano. Stupenda la collezione di crocifissi, esposti nel transetto, di cui tre sono realizzati con la tecnica povera della muratura su scheletro ligneo ed il più antico risale alla fine del Duecento. Alcuni affreschi strappati, del XIV secolo ed una serie di statue del Quattrocento e del secolo successivo, arricchiscono la collezione d’arte, oltre ad un corredo di vasi sacri (XVIII e XIX sec.), paramenti liturgici e mezzibusti reliquiari del Seicento.

Marco Ambrogi, Direttore del Museo

 

Bibliografia

  • Ugo Dovere (a cura di), Musei Diocesani della Campania, Milano 2004.
  • Arturo Didier, Storia di Teggiano, Battipaglia (Sa) 2010.
  • Marco Ambrogi, La chiesa di San Pietro e il Museo Diocesano di Teggiano. Il racconto storico e l’itinerario museale, Teggiano (Sa) 2010.
  • Marco Ambrogi, Il Museo e la Città. Itinerari storico-artistici alla scoperta del Museo Diocesano e del suo rapporto con Teggiano, Teggiano (Sa) 2016.


Le immagini sono per gentile concessione del Museo Diocesano. Fotografo: Martina Casella.



Come raggiungere il museo

Veduta dell'antica chiesa di San Pietro ora Museo Diocesano.
Veduta dell’antica chiesa di San Pietro ora Museo Diocesano.

 

Museo Diocesano di San Pietro

piazza v. vignone, 1  Teggiano

 

 

 

                   www.diocesiteggiano.it        Pagina Facebook, Museo Diocesano S. Pietro – Teggiano



Ulteriori informazioni

Il Museo Diocesano è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì; 10 -13 e 15 -18 (apr-ott.) o 16 – 19. Biglietto di ingresso 2,50 Euro; cumulativo con Lapidario Dianense 3,00 Euro.

Telefono 0975/79930 e 3495140708

Nel museo, gestito dalla cooperativa Paràdhosis a r.l., è allocato il Centro Turistico di Teggiano, che offre la possibilità di visite guidate nelle chiese e nei monumenti della città.

 

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