Un altare che esalta la storia, le risorse e le tradizioni locali

Alberto Silvani, vescovo di Volterra

«L’altare convenientemente ornato, incensato, baciato dal celebrante all’inizio e alla fine della Messa, non è semplicemente un tavolo utile alla celebrazione o il supporto per una bella composizione di fiori, ma è il segno della presenza di Cristo, sacerdote e vittima. L’altare è di pietra per indicare chiaramente che Gesù è la pietra viva alla quale dobbiamo accostarci» (Lettera Pastorale “L’offerta più grande”, § 62).

Dopo decenni di uso di un altare posticcio, poco dignitoso per la celebrazione e poco consono allo stile della Cattedrale di Volterra, l’imminenza delle celebrazioni giubilari per i 900 anni dalla dedicazione, ha comportato la necessità di una iniziativa. Si è scelto di non toccare l’altare maggiore, detto ormai “tradizionale” anche se di tradizione recente, e di costruire un nuovo altare artistico.

Questo nuovo altare è l’ultima opera che si aggiunge agli altri capolavori della nostra Cattedrale, e mette in risalto storia, tradizioni e risorse locali: è stato progettato ed eseguito da artisti volterrani, costruito in alabastro, pietra locale di Volterra, ed è ornato con la rappresentazione di dodici santi volterrani. Esso è stato generosamente donato dal Capitolo dei Canonici.

Al di là di queste particolarità, teniamo presente il grande rispetto con il quale dobbiamo guardare all’altare: è il luogo dell’incontro con Dio, che lì riceve le nostre offerte e lì ci fa il dono più grande di tutti, il suo stesso Figlio.



Il progetto: insieme a Cristo si racconta la santità volterrana

Arch. Alessandra Fadda

Il nuovo altare della Cattedrale di Volterra, fisicamente collocato al centro del presbiterio, nel punto di maggiore visibilità, presenta la classica conformazione a “cassa”, in armonia con l’antico altare in marmi policromi. La soluzione formale elaborata intende essere rispettosa del contesto nel quale il nuovo altare si inserisce, non tralasciando, al contempo, l’inserimento di elementi contemporanei e innovativi.

Fin dai primi schizzi progettuali, si è voluto tentare di alleggerire la tradizionale forma a “cassa”, arrivando così ad una soluzione finale che si articola su due livelli di profondità:  il primo, più interno e avente funzione strutturale, realizzato in acciaio corten; il secondo, esterno, costituito da un gioco di intarsi in alabastro del tipo scaglione e agata.

Dal punto di vista cromatico, l’altare viene esaltato dal contrasto che si crea tra il colore brunito-ruggine dell’acciaio corten sullo sfondo, e la veste luminosa, a tratti trasparente, dell’alabastro. La decorazione di natura geometrica degli intarsi in alabastro si ispira a quella della lunetta del portale di ingresso della Cattedrale. Gli intarsi si legano, in un gioco di pieni e di vuoti, a formelle quadrate, le quali ospitano sculture ad alto rilievo raffiguranti i Santi protettori della Città e della Diocesi di Volterra: quelli stessi (e non solo) che nel 1580 l’arch. Francesco Capriani fece intagliare nel soffitto ligneo.

I Santi cono raffigurati con i rispettivi attributi iconografici e un cartiglio identificativo a mezzo busto: sul prospetto frontale, il centro è occupato dalla formella, di dimensioni maggiori, che presenta il Nome di Gesù nella tipica iconografia del trigramma di San Bernardino;  nella formella sinistra il Santo pontefice Lino e il Santo vescovo Ugo; in quella destra i Santi patroni della Città, Giusto e Clemente; sul lato sinistro dell’altare le Sante martiri Attinia e Greciniana e su quello destro i Santi Ottaviano eremita e Vittore soldato; sul prospetto posteriore, occupano le due formelle rispettivamente i Santi teologi Giordano da Rivalto e Leone Magno papa da una parte, e dall’altra gli eremiti San Vivaldo e Beato Giacomo da Montieri. Valore aggiunto al progetto è che, per la realizzazione del nuovo altare, si è fatto ricorso a maestranze locali. I bozzetti dei Santi, infatti, sono stati elaborati dal prof. Gianfranco Gianfaldoni.

Le decorazioni in alabastro, invece, sono state realizzate da due associazioni cittadine di alabastrai: la “Cooperativa Artieri Alabastro” e “Arte in bottega”, che hanno attuato un’ampia e positiva collaborazione, la quale fa onore non solo all’artistico manufatto, ma all’intera Città di Volterra.


 

I materiali fotografici sono per gentile concessione della Diocesi di Volterra.