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Il Sagrato della Chiesa di S. Ambrogio a Zoagli, Genova-Un progetto del paesaggista Pietro Porcinai

Nel 1983 Porcinai progetta la sistemazione del sagrato della Chiesa di Sant’Ambrogio a Zoagli. La chiesa è un luogo di culto cattolico, situata nella frazione di S. Ambrogio della Costa, a duecento metri sul livello del mare. Da qui la vista spazia da Rapallo a Portofino. Dedicata al vescovo di Milano Ambrogio e già citata in un atto del 984, questa chiesa è molto bella, ricca di opere d’arte fra le quali l’immenso affresco, sopra la navata centrale, del pittore Nicola Neonato.
L’ispirazione per il disegno del sagrato della chiesa nasce da alcune indicazioni dello scultore ed amico Costantino Nivola, con cui Porcinai ha avuto fin dagli anni Cinquanta, un rapporto sempre improntato a reciproca stima, di collaborazione professionale e attento a favorire scambi e contatti utili per la rispettiva crescita professionale. In una lettera del 25 settembre 1981, Nivola invia a Porcinai alcune indicazioni che prevedono la realizzazione in marmo di “prodotti del mare nella piazza: sirene, pesci, nettuni, ecc., in scultura su pavimento di ciottoli bianchi e neri a disegno di ondine sulla sabbia”; nella lettera è abbozzato anche uno schizzo dell’idea che poi il paesaggista in parte realizzerà almeno per quanto riguarda l’indicazione delle onde, ottenute alternando sassi bianchi e neri.
Lo spazio non grande antistante il luogo di culto, è infatti decorato con ciottoli secondo la tradizione ligure delle ville e dei sagrati e da strisce di ardesia in corrispondenza delle porte delle tre navate interne che segnalano le entrate.Lo spazio è delimitato da un muro basso su cui si può sedere per ammirare su un lato della piazza la vista del mare.Le basi dei grandi lecci sono ritagliate nel disegno generale dell’acciottolato.

Chi contempla lo spazio del sagrato, che invita alla meditazione, non può non sentire che un significato profondo si cela dietro questa profonda ed elegante semplicità e può percepire il senso della vita intesa come ascesi forte e pacata.

Mio padre considerò il giardino un punto ideale di incontro fra uomo e natura. In un suo libro, “Giardini d’Occidente e d’Oriente”, scritto con Attilio Mordini (Scrittore e teologo; Firenze 1923-1966) nel 1966, traccia la storia del giardino attraverso i secoli e in numerose culture del mondo; e indica col termine greco “paradeisos” il giardino come simbolo di riposo e di meditazione.

“Durante il Rinascimento” disse “ a Firenze i Rucellai , mecenati crearono i noti Orti Oricellari, giardini con portici e colonne, destinati alla meditazione, ove i filosofi potevano passeggiare, discutere e riflettere. Ecco io ritengo che la meditazione sia necessaria come la preghiera è indispensabile come l’ossigeno”.
“Se sapremo ricominciare dallo Spirito, il resto ci sarà dato in più; ma se questo non ci sarà possibile – anche noi siamo figli del secolo!- ricordiamoci che potremo ricominciare dalla materia, purchè le nostre azioni siano sempre mosse dalla carità e non dall’egoismo e dal denaro come fine.”

Paola Porcinai

le foto per gentile concessione di Paola Porcinai

info  www.pietroporcinai.it

 

 

 

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