La notizia. Un’arte inclusiva e accogliente, aperta a tutti, libera da limiti architettonici e barriere sensoriali. Questo è l’intento della Soprintendenza Speciale di Roma che, lo scorso 14 dicembre 2018, ha inaugurato un nuovo percorso visivo-tattile nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma. L’allestimento in questione riguarda il Mausoleo di Giulio II, famoso per la presenza della statua del Mosè scolpita da Michelangelo.

Non solo Michelangelo. Risultato di un lungo iter progettuale (ben sei progetti proposti, rifiutati e modificati nell’arco di quaranta anni) e di non pochi litigi e battaglie legali, il monumento viene iniziato soltanto il 23 novembre 1541. Ad abbreviare i tempi e accelerare i lavori è lo stesso Paolo III, che convince gli eredi di Giulio II a spostare la collocazione dal Vaticano a San Pietro in Vincoli e ad accettare interventi di altri artisti. Nel 1545 il Mausoleo viene terminato con la sistemazione del Mosè (scolpito già in precedenza) e delle statue di Rachele e Lia, allegorie della vita contemplativa e della vita attiva. Nella realizzazione dell’opera a Michelangelo, che si limita soltanto al piano inferiore della tomba, si aggiungono altri scultori: se Giovanni di Marchesi e Francesco d’Urbino si occupano della parte superiore, Raffaello da Montelupo procede all’esecuzione delle statue della Madonna col Bambino, del Profeta e della Sibilla su disegno di Michelangelo del 1537. La statua di Giulio II disteso è invece attribuita allo scultore Tommaso Boscoli.

L’allestimento. Per garantire la sicurezza delle sculture è presente una piccola cancellata che, se non desta problemi ai visitatori normovedenti, diventa invece una barriera invalicabile per non vedenti e ipovedenti. La Soprintendenza Speciale di Roma ha deciso di abbattere questo limite con l’installazione di un percorso visivo-tattile che consente di ‘toccare’ gli elementi più rilevanti del monumento. L’ideazione e la progettazione sono state curate da un team di professionisti ed esperti nel settore della ricezione museale, che, servendosi delle tecnologie più avanzate e ispirandosi alle norme deontologiche della museografia accessibile, hanno dato forma a un allestimento articolato in due sezioni. La prima parte è prettamente informativa e consiste in classici supporti esplicativi. I pannelli riportano testi e planimetrie utili a orientarsi nella basilica, a comprendere le forme e i volumi degli ambienti e, in ultimo, a conoscere la storia del luogo sacro. Le informazioni, scritte nei consueti caratteri latini e nel sistema dattilobraille, dispongono anche di un codice QR per smartphone e android connesso a sua volta a contenuti audio in italiano e in inglese. A questa parte, prettamente divulgativa, segue invece la più interessante sezione ‘touch’. Per permettere una migliore comprensione dell’opera ai non vedenti e agli ipovedenti sono stati realizzati dall’Università ‘La Sapienza’ di Roma tre modelli in scala di altrettanti elementi del monumento: un plastico in scala ridotta del Mausoleo, la statua di Mosè e il volto dello stesso. I calchi sono composti di resina e sono stati realizzati con la fotogrammetria, una particolare tecnica di rilievo che si basa sull’analisi di oltre 1500 fotografie digitali e sull’acquisizione di 30 gigabyte di dati. Le tre copie si presentano fedeli agli originali e molto agevoli al tatto: dei tre soggetti si distingue, in particolar modo, la copia del volto di Mosè della quale colpisce la cura con cui è stata riprodotta la curvatura della folta barba e i rilievi della conformazione facciale.

Collaborazione. Alla realizzazione del percorso visivo-tattile hanno partecipato istituzioni di natura diversa: i lavori sono stati coordinati dalla dott.ssa Tiziana Ceccarini, referente del Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale di Roma, in collaborazione con l’Università La Sapienza e i responsabili del Museo Statale Tattile Omero di Ancona, che hanno offerto la propria consulenza. L’allestimento rientra nelle attività dell’Anno del Patrimonio Culturale Europeo 2018 e ha previsto un budget di circa 25.000 euro, di cui 10.000 finanziati dal MiBAC.

Luca Capannolo

Le foto per gentile concessione dell’ Ufficio Comunicazione Istituzionale e Social Media
Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma