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Il XIV Convegno Liturgico Internazionale “Viste da fuori. L’esterno delle chiese”, Bose, 2 – 4 giugno 2016

Mentre nei precedenti convegni di Bose sono stati trattati in modo analitico i temi cruciali riguardanti gli spazi e la configurazione interna delle chiese a partire dall’altare e dall’ambone per finire con la luce, il XIV Convegno Liturgico Internazionale di Bose ha spostato l’attenzione verso l’esterno, considerato in forma sintetica, mettendo a tema le chiese “viste da fuori”.

Si è trattato di una scelta tematica che ha tutto il sapore di un punto di approdo posto al termine di un prolungato cammino di ricerca. Secondo la consueta impostazione dei convegni di Bose il tema è stato affrontato nelle sue diverse sfaccettature da studiosi di varia provenienza e competenza. Le relazioni, tutte di alto livello, sono state tenute da liturgisti (Bert Daelemans, Albert Gerhards, Paul Janowiak), storici dell’arte (Birgit Kastner, Antonio Paolucci) e storici dell’architettura (Andrea Longhi, Isabelle Saint – Martin, Francesco Dal Co) oltre cha da noti architetti come Paolo Portoghesi, Cino Zucchi, Vittorio Gregotti e Rafael Moneo. Il punto di vista del cinema, inconsueto nei convegni di Bose, è stato illustrato da mons. Dario Edoardo Viganò.

Dalle relazioni e dagli interventi è emersa una rassegna assai ricca di considerazioni e di valutazioni sull’architettura della chiesa contemporanea, come i significati degli spazi interni considerati nella loro globalità (Viganò); il ruolo della chiesa nella città che in età contemporanea è diventato sempre meno centrale ma continua a essere una presenza importante (Gregotti); la costruzione della facciata da punto di vista storico (Longhi) e progettuale (Zucchi) e, per converso, la scomparsa della facciata (Isola); la porta/le porte come opere d’arte (Paolucci). Una rassegna di riflessioni che, occorre dirlo, ha messo a fuoco soprattutto le relazioni tra chiesa e città nel contesto attuale, un contesto decisamente contrassegnato in senso multietnico e multireligioso. Per questo motivo nel corso del convegno hanno acquistato un ruolo preminente le relazioni tra architettura ed ecclesiologia, tra Chiesa e società, piuttosto che quelle tra architettura e liturgia, nella linea di pensiero elaborata da Severino Dianich, attivamente presente. D’altra parte, in questa stessa linea si è posta l’introduzione assai vivace e a tratti appassionata di Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della CEI.

Nel corso del convegno, comunque, è stata offerta una massa notevole di spunti di altro genere e di elevato valore (mi riferisco alla sapiente relazione di Vittorio Gregotti sull’alleanza tra persone pensanti, credenti e non, in una società globale dominata dall’economia finanziaria in cui per i più i mezzi si sono drammaticamente trasformati in fini) che non sono stati approfonditi nel corso dei dibattiti ma che potranno essere apprezzati e discussi grazie agli atti che la comunità di Bose intende pubblicare in tempi brevi, come è avvenuto per i dieci convegni precedenti.

Come si è detto, il profilo liturgico, benché trattato da tre relatori, è sembrato meno incisivo e forse anche meno pertinente rispetto ai precedenti convegni. Va rilevato inoltre che nelle relazioni il profilo ecumenico ha avuto un rilievo inferiore rispetto al solito, benché, come sempre, fossero presenti rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli e di Mosca che hanno dimostrato di apprezzare molto l’impostazione del convegno, il tema scelto e le diverse relazioni. Anche per questi motivi, a nostro parare, il convegno andrebbe letto in stretta connessione con i precedenti come momento terminale di un ciclo organico di riflessioni.
Il convegno è stato introdotto da Enzo Bianchi con un intervento incisivo e sintetico che ha messo in luce il rilevante valore comunicativo dell’architettura delle chiese anche e specialmente nella loro immagine esterna, dal momento che l’edificio della chiesa è in grado di comunicare molte cose della Chiesa anche a chi si limita ad osservarlo dall’esterno.

Enzo Bianchi ha anche concluso il convegno con un’importante comunicazione che ha offerto la chiave di lettura del convegno stesso. Dopo avere brevemente ripercorso la storia dei convegni fin dalla loro origine, che risale al 2003, Enzo ha comunicato che il ciclo dei convegni appare/deve ormai ritenersi concluso.

Nello stesso tempo, guardando al futuro, il priore di Bose ha posto al folto uditorio, formato in prevalenza da architetti due quesiti: se sia opportuno/utile che Bose organizzi ancora convegni di questo genere e quali temi scegliere e quali modalità nuove adottare per proseguire il cammino, nel caso in cui si ritenesse opportuno proseguire. Enzo ha chiesto ai presenti di inviare liberamente considerazioni, pareri e suggerimenti che saranno oggetto di discernimento da parte della comunità e del comitato scientifico.

Per concludere questa breve recensione del XIV convegno di Bose ritengo necessario richiamare due punti forti dell’iniziativa. In primo luogo il contesto comunitario e ambientale, incondizionatamente favorevoli. L’insieme di relazioni, dibattiti, scambi personali, immersi nel verde della brughiera e nella preghiera monastica, ha giovato alla riuscita degli incontri, ha favorito l’incontro tra le persone e ha conferito alle riflessioni l’orientamento migliore. In secondo luogo la collana di atti, ormai giunta a dieci volumi, che con quelli dell’ultimo convegno raggiungerà gli undici. Salvo errori ed omissioni, mi sembra di poter affermare che in Europa la collana di Bose costituisce un unicum, un patrimonio di grande valore, quanto ai contenuti e quanto al livello editoriale, messo a disposizione di studiosi e di progettisti italiani e non solo dalla lungimiranza della stessa comunità di Bose. Si tratta di uno strumento di lavoro assai utile per la formazione di liturgisti, architetti e artisti di cui si sentiva da anni l’urgenza e la necessità e che, a parere dello scrivente, celebra in modo degno/concreto i cinquanta anni del Concilio Vaticano II.

 

Alcune foto della gallery sono tratte dal  sito http://www.monasterodibose.it/ospitalita/convegni/convegni-liturgici/2016-viste-fuori-esterno

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