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Koinè 2015: Chiesa e creatività

Tra arte e Chiesa si sta recuperando brano a brano la sostanziale collaborazione che tradizionalmente è sempre esistita e che nei due secoli passati è in parte scemata. L’evento fieristico vicentino di quest’anno si pone come un momento rilevante nel recupero di questa tradizione. Anche i “santini”, espressione tipica di pietà popolare, sono portati a una dignità nuova.

 

 

Si chiama “Santini d’Autore” ed è forse la maggiore novità presentata nell’edizione 2015 della rassegna  internazionale di Vicenza dedicata agli oggetti per il culto e agli arredi liturgici. La devozione popolare costituisce una parte rilevante delle manifestazioni materiali collegate alla cultura delle Chiese. I “santini”, le “immaginette” sono semrpe state considerate un’arte minore e la loro pur vastissima produzione e diffusione si vale in prevalenza di riproduzioni di opere artistiche non realizzate ad hoc. “Koinè ricerca” quest’anno ha voluto affiancare questo inedito tema a due esposizioni relative alle vetrate e alle casule: tematiche, queste, già ampiamente esplorate negli anni passati, basti pensare che la prima edizione di Koinè nel 1989 è stata accompagnata proprio da un’esposizione di casule di design.

Come ha spiegato mons. Fabrizio Capanni, Officiale del Pontificio Consiglio della Cultura, riassumendo anche la “filosofia” che informa l’evento fieristico “La mostra Santini d’autore. Interpretazioni contemporanee per le immagini devozionali si pone nella più autentica tradizione di ‘Koinè ricerca’ che da sempre tenta di conciliare una domanda interna alla Chiesa di oggetti di qualità per il culto e la devozione con le esigenze degli artisti e con il pragmatismo del mondo industriale e del mercato. In questo ambito ha grande importanza naturalmente il dialogo fra artisti, liturgisti, pastori e produttori che si danno convegno ogni due anni alla Fiera di Vicenza come in un laboratorio di esposizioni, dibattiti e confronti”.

I santini sono stati commissionati ad artisti di tendenza figurativa e sono a questo punto disponibili per un “mercato” molto specializzato e di “nicchia” quale quello degli oggetti per le chiese, che in coerenza con il dettato del Concilio Vaticano II si ispirano alla “nobile semplicità”, in ciò distanziandosi dalla tendenza barocca affermatasi nell’epoca successiva al Concilio di Trento.

E non a caso uno dei convegni di maggiore rilevanza svoltosi nell’ambito di Koinè 2015 ha riguardato proprio questa problemática: “Nobile semplicità. Esperienze europee negli oggetti, nelle vesti e negli arredi liturgici dopo il Concilio Vaticano II”, con la partecipazione di alcuni dei princiali esperti di argomenti riguardanti l’estetica delle architetture e dei riti, quali i monss. Giuseppe Russo (responsabile Servizio edilizia di culto della CEI), Angelo Lameri (docente di Liturgia sacramentaria alla Pontificia Università Lateranense) e Giancarlo Santi (docente all’Università Cattolica di Milano) che si sono espressi insieme con Enzo Romeo (vaticanista del TG2), con l’arch. Tino Grisi PhD (cultore della materia Composizione architettonica presso l’università di Bergamo), col prof. Ralf van Büren (docente di storia dell’arte nella Pontificia Università della Santa Croce) e con Emmanuel Bellanger, musicista e caporedattore della rivista Narthex che ha  parlato in luogo di Maud de Beauchesne-Cassanet, responsabile del dipartimento di Arte sacra del Servizio di pastorale liturgica e sacramentale della Conferenza Episcopale Francese.

Il senso di questo incontro è riassunto nelle parole di Angelo Lameri: si considerino assieme “sacro, mistero, comunione, comunicazione, che nella liturgia si esprimono in quella forma singolare che è il rito celebrato con arte, che crea comunione non solo col mistero di Dio, ma anche tra tutti coloro che, celebrandolo, ne divengono partecipi”.

Tra gli altri eventi più rilevanti di Koinè 2015 si segnalano l’incontro su “L’aspetto climatico nelle chiese e nei complessi parrocchiali”, coordinato dall’arch. Stefano Mavilio (coordinatore didattico e scientifico del Master in Progettazione degli edifici per il culto delle università La Sapienza e LUMSA di Roma) che ha visto la partecipazione del prof. Günter Pfeifer (Thechnische Universität di Darmstadt) che ha presentato diversi progetti di chiese da lui realizzati, in cui l’accorta disposizione delle vetrate e lo studio dei flussi d’aria interni all’edificio consentono di conservarvi un clima ideale pur in assenza (in alcuni casi totale) in consumo di energia. Inoltre sono intervenuti l’arch. Giulio Barazzetta (dipartimento ABC del Politecnico di Milano) in merito alla progettazione integrata tra architettura e ingegneria; l’arch. Andrea Longhi (dipartimento DIST del Politecnico di Torino) che ha analizzato le condizioni climatiche in diversi edifici del secondo dopoguerra, spesso nate in assenza di uno studio adeguato e pertanto inadeguate, “non tanto per ragioni formali, quanto per la scarsa qualità dei materiali”; e l’arch Edoardo Milesi ha discusso il tema della qualità del progetto architettonico, tra l’altro notando: “Dobbiamo smettere di parlare di bioarchitettura e di architettura sostenibile. Il progetto dell’architetto, se non ha questi requisiti, non parla il liguaggio dell’architettura”.

Di non minore interesse è dato il convegno sulla “Manutenzione programmata delle chiese” in cui mons. Giuseppe Russo, insieme con la prof. Cinzia Talamo del dipartimento ABC del Politecnico milanese e l’arch. Marco Migliore PhD hanno dato conto dello stato di avanzamento delle indagini svolte assieme dal Servizio Nazionale Edilizia di Culto della CEI e dal Politecnico al fine di giungere a redigere un documento chiaro e aggiornato relativo al come impostare progetti che rendano semplice e facilmente praticabile la manutanzione e, d’altro canto, come procedere al meglio per manutenere le chiese esistenti onde prevenire di dover ricorrere a costosi interventi restaurativi pur a non molti anni di distanza dalla costruzione. Come ha notato mons. Giuseppe Russo, “già la Nota pastorale pubblicata nel 1993 dalla Conferenza Episcopale Italiana faceva riferimento alla necessità di redigere un piano di manutenzione”. Questo sarà  pronto a breve.

Il senso globale della manifestazione è stato riassunto nelle parole di S.E. Mons Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza, nell’aprire l’evento: “Koinè continua a rappresentare a livello internazionale un’esperienza singolare e innovativa”. Mentre Matteo Marzotto, Presidente di Fiera Vicenza ha spiegato: “Siamo felici di promuovere una rassegna dalla forte vocazione internazionale, impegnata a valorizzare il Bello e il Ben Fatto del patrimonio culturale della tradizione cattolica”.

 

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