Organizzato da Koinè Ricerca in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana, l’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Vicenza e l’Ordine degli Ingegneri di Vicenza, il seminario  “L’ acustica nelle chiese. Tra esigenze liturgiche e tecnologia” in programma lunedi 13 marzo dalle ore 10,00 in occasione della XVII edizione di Koinè – rassegna biennale internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l’edilizia di culto in programma a Vicenza dall’11 al 14 marzo 2017, affronta il tema dell’acustica delle chiese, attraverso la presentazione delle linee-guida della CEI.

I casi che vengono presentati mirano a mettere in luce la necessità di praticare una metodologia progettuale che metta al centro dell’attenzione le esigenze della liturgia, per un corretto utilizzo degli apparati tecnologici sempre più sofisticati. La pubblicazione della CEI è un prezioso strumento per quanti si trovano ad affrontare il tema dell’acustica nell’ambito del progetto di una nuova chiesa, o ad intervenire sull’esistente.

ioTHEMA Magazine ha intervistato Francesco Martellotta, ingegnere e professore Associato in Fisica Tecnica Ambientale presso il Politecnico di Bari che sarà tra i relatori della giornata con una relazione che tratterà le linee guida della CEI come strumento per la comprensione dei fenomeni acustici nelle chiese, la definizione dei requisiti di progetto e l’individuazione delle strategie per conseguirli.

 

  • In occasione del seminario sulla progettazione dell’acustica delle chiese è molta attesa la presentazione delle ‘linee guida CEI’,  elaborate, su incarico e con la supervisione del Servizio Nazionale dell’Edilizia di Culto della CEI, da un gruppo di lavoro del Politecnico di Bari. Essendo lei uno dei componenti del gruppo di lavoro, può anticiparcene gli elementi ispiratori più importanti?

Alla base delle linee guida, così come concordato con il Servizio Nazionale dell’Edilizia di Culto, vi è la volontà di rendere fruibili da un’ampia platea di utenti i concetti alla base dell’acustica, nonché le sue più specifiche applicazioni al complesso caso delle chiese. In primis, infatti, si è voluto che le linee guida potessero contribuire a sensibilizzare sulle problematiche acustiche delle chiese non solo i progettisti, ma anche gli operatori diocesani e i sacerdoti. Se i primi necessitano di strumenti tecnici per prevedere e progettare il comportamento acustico di uno spazio, comprendendo le complesse relazioni che legano il risultato acustico alla spazialità e alla scelta dei materiali, i secondi necessitano degli elementi che gli consentano, partendo dall’indissolubile legame con gli aspetti liturgici, di maturare una consapevolezza delle problematiche acustiche tale da consentire sia di interfacciarsi con i progettisti e con i fornitori (formulando richieste non soltanto basate sull’esperienza), sia di imparare a trovare il miglior compromesso fra comportamento acustico ed esigenze liturgiche. Le linee guida si articolano in un capitolo in cui vengono brevemente richiamati i concetti di base dell’acustica, seguito da un capitolo in cui vengono illustrate le specificità e le necessità dei luoghi di culto alla luce del loro legame con la celebrazione liturgica. Nel terzo capitolo vengono illustrate le caratteristiche acustiche dei materiali, mentre nel quarto, e più corposo, capitolo si entra nel vivo delle tematiche più tecniche individuando i parametri acustici da prendere in esame ed esaminandone i valori ottimali e le modalità per raggiungerli. Nel quinto capitolo si esamina il ruolo della forma dello spazio sulle condizioni acustiche ed il ruolo svolto dalle diverse sorgenti sonore (sacerdote, lettore, coro, organo) in funzione del loro posizionamento. Infine, nell’ultimo capitolo si discute brevemente del ruolo degli impianti elettroacustici e delle diverse possibilità di impiego nelle chiese.

  • In che modo i nuovi sistemi di diffusione audio possono interagire e/o contribuire a migliorare la qualità degli spazi architettonici delle chiese?

L’impianto di diffusione riveste un ruolo cruciale nelle chiese, dal momento che le esigenze di intelligibilità della parola e quelle del canto liturgico e della musica sono differenti. Le prime, infatti, richiedono un’acustica più asciutta, mentre le seconde richiedono una riverberazione più generosa. L’utilizzo di un buon impianto elettroacustico consente di massimizzare l’intelligibilità, senza rinunciare al contributo dell’acustica naturale dell’ambiente al canto e alla musica. L’avanzamento tecnologico, peraltro, grazie agli altoparlanti a controllo digitale, oggi consente di raggiungere condizioni di ascolto accettabili anche in ambienti estremamente critici, come in tante chiese storiche, dove non sarebbe pensabile intervenire con interventi di correzione acustica dello spazio. L’importante, però, quando si parla di impianti di diffusione sonora, è che essi siano progettati e verificati utilizzando criteri oggettivi (come l’indice di intelligibilità del parlato), cercando di valorizzare al meglio le proprietà acustiche dello spazio in cui essi vengono impiegati. In questo senso, ad esempio, le linee guida forniscono dei valori di riferimento che possono essere convenientemente usati nelle fasi di scelta dell’impianto più idoneo.

  • In composizione architettonica è nota l’importanza del processo analitico nella definizione dei requisiti di progetto. Quali altri metodi e tecniche ritiene possano essere altrettanto utili considerando più specificatamente il progetto dell’acustica delle chiese?  

Più che parlare di metodi o tecniche, io ritengo che ai fini della buona riuscita acustica di un progetto sia indispensabile un approccio multidisciplinare e integrato, in cui cioè gli aspetti acustici vengano presi in esame sin dalle prime battute e sviluppati insieme al progetto architettonico. L’idea che le questioni acustiche possano essere verificate a progetto ormai concluso o, ancora peggio, nelle fasi di cantierizzazione, è profondamente sbagliata e può solo portare a risultati approssimativi e ad incrementi di costi imprevedibili.  Al contrario, sarebbe opportuno maturare sin dalle prime fasi una consapevolezza riguardo al tipo di acustica che si vuole che lo spazio abbia, esattamente come si fa con gli aspetti visivi, in modo da poter raggiungere quel risultato combinando insieme forme e materiali. Peraltro, oggi abbiamo tutti gli strumenti per poter ottenere dei “rendering” acustici (ovvero le cosiddette “auralizzazioni”) che consentono anche ai non esperti di poter ascoltare e valutare le diverse configurazioni senza necessariamente conoscere i tanti descrittori numerici con cui si qualifica uno spazio sul piano acustico. Pertanto, dal mio punto di vista, l’integrazione delle competenze sin dalle prime battute, è imprescindibile per una buona riuscita del progetto.



PROGRAMMA

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Per partecipare all’evento formativo è indispensabile la preventiva iscrizione mediante i portali www.isiformazione.it per gli ingegneri, http://corsi.ordinearchitetti.vi.it/ per gli architetti. Per il riconoscimento dei C.F.P. è obbligatoria la presenza per tutta la durata dell’evento.

 

La foto di copertina è tratta da www.coloniasoloandata.blogspot.it/


Per info: https://www.koinexpo.com/it/

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