La “Cappella di sua Maestà la Regina”, così definita nel primo inventario della Reggia nel 1799 (consultabile presso l’Archivio Storico della Reggia, in seguito ARC), è collocata nel percorso delle Retrostanze del Settecento, in prossimità della Biblioteca Palatina.

La “Cappella di Sua Maestà la Regina”, in cui si celebrava la santa messa ordinariamente nei giorni festivi, è stata decorata a fine Settecento dai pittori Fedele Fischetti (Napoli, 1732-1792) e Carlo Brunelli (Firenze,? – Caserta 1806), come risulta da alcuni documenti d’archivio. Nel 1781, infatti, il pittore Carlo Brunelli consegna una supplica (ARC, Misure e lavori, 3216, f. 14, gennaio 1781),  in cui sollecita il pagamento per: «li quadri per le due cappelle private del Real di Caserta».

L’intero ciclo della decorazione è dedicato alla Vergine Addolorata e alla Passione di Cristo. Al centro della volta un angelo in primo piano regge i simboli della Passione: la croce, la lancia di Quinto Cassio Longiano, il soldato romano che trafisse il costato di Cristo per accertarne la morte e l’asta con la spugna imbevuta d’aceto. Lungo il soffitto – con una finta trabeazione marmorea – la decorazione è ricca della simbologia del sacrificio di Cristo; sorretti da due angeli – entro serti di alloro – vi sono la Sacra Sindone, il calice dell’Eucarestia, il gallo con i flagelli e le palme del martirio ed un bacile con altri arredi sacri. Quattro ghirlande di fiori, agli angoli della cappellina, incorniciano altri simboli della Passione legati alla Madonna Addolorata: i chiodi, il guanto e i dadi, le tenaglie e il martello, la corona di spine. Alle pareti invece- in ovali inghirlandati con foglie di quercia – dipinti a monocromo rappresentano cinque episodi della Via Crucis: La preghiera nell’orto del Getsemani, La Flagellazione, La Salita al Calvario, La Crocifissione, La Resurrezione. Sull’altare, composto da marmi policromi e bianco di Carrara, si trova la tela della Vergine Addolorata del Brunelli. La tela raffigura la Madonna trafitta da una spada con accanto i chiodi della crocifissione, mentre sulla destra un angelo le regge la corona di spine con ai piedi il cartiglio con la scritta INRI, mentre, in lontananza, sullo sfondo si intravede il monte Golgota. Nell’inventario del 1799 la cappella si presentava completa di un crocifisso, sei candelieri, tre carte gloria di bronzo dorato, un confessionale in legno ingessato ed un inginocchiatoio rivestito di damasco rosso. L’arredo prevedeva  anche due comò di legno bianco a tre cassetti, quattro sgabelli lunghi di noce con cuscini di pelle gialla che fungevano da inginocchiatoio, una “scarabattola” in ebano con applicazioni in oro contenente la statua di San Francesco di Paola in bisquit. Alla cappellina era attigua la “Prima stanza della Cappella”, spazio riservato alla sagrestia, arredata con uno stipo di legno a due cassetti tinti cinerino.

Antonella Diana, Area Promozione Culturale e Servizi Educativi della Reggia di Caserta 

 



referenze fotografiche a cura di Antonio Gentile, Laboratorio fotografico della Reggia



 

 

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