LA CHIESA CON CUPOLA A “TRULLO” DI SAN NICOLA DA TOLENTINO | STILO

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Stilo, posta sulle pendici del Monte Consolino, a 400 metri di altitudine dal mare Ionio, domina dall’alto la vallata bizantina dello Stilaro e custodisce gelosamente fra le sue vetuste costruzioni ricordi secolari, ricchi di arte, storia e cultura. La città è molto conosciuta per essere la patria natia di Tommaso Campanella, il frate domenicano politico e filosofo che fu artefice di coraggiose teorie che gli causarono il carcere e il supplizio, in un periodo di pesante oscurantismo religioso ed oppressione violenta da parte del Sant’Uffizio, ma è anche assai noto per i suoi tesori d’arte, in particolare per la Cattolica, autentica “gemma dell’architettura bizantina”, ma anche per la poco conosciuta Chiesa di San Nicola da Tolentino.

Le notizie riguardanti Stilo, anteriori al IX secolo sono ancora avvolte in un alone di mistero. Di grande interesse sono i resoconti dei cronisti «Thietmaro ed ‘Ibn ‘Al ‘Atîr1», che ci offrono notizia del cruento scontro svoltosi, probabilmente, lungo la vallata dello Stilaro, tra Ottone II di Sassonia e le sue truppe e gli Arabi di Sicilia alleatisi con i bizantini, poiché tanto gli uni quanto gli altri vedevano nell’imperatore sassone un temibile nemico comune.

E’ ancora aperta la questione circa l’individuazione del posto in cui detta lotta fu combattuta. Ottone II, fu sconfitto dagli Arabi di Sicilia «al comando di Abu’l-Qasim nella località di Punta Stilo, un tempo collocata a Capo Colonna, presso Crotone, e ora vicino a Reggio, nell’antica statio di Columna Regio. Fu, questa, una vittoria soprattutto per Bisanzio, che si liberò di due nemici: l’imperatore sassone e il suo vincitore, Abu’l-Qasim, morto in battaglia dopo aver per anni invaso e rovinosamente occupato gran parte della Calabria2». Il paese era compreso nella diocesi di Squillace, il cui vescovo in età normanna aveva anche il titolo di vescovo di Stilo e di Taverna, e ciò chiarisce la presenza di un episcopio a Stilo, in cui soggiornava il vescovo durante le visite periodiche. Il Conte Ruggero in persona dimorò per un certo periodo a Stilo, come risulta da un atto del 1093, pubblicato dal Trinchera: “Mense januario, anno 6601, indizione V. Cum ego Comes Rogerius degerem Styli, ad me accesserunt Simeo et Chamenias cum fratribus suis […]­3

Stilo continuava a rimanere fondamentalmente di cultura greca 4, dal momento che in molti documenti di età normanna, ma anche del Trecento, relativi a Stilo, si trovano nomi di protopapi, protospatari, strateghi, a testimonianza della sopravvivenza della tradizione bizantina anche dopo la conquista normanna 5. Sia sotto i bizantini che sotto i normanni, risiedeva infatti a Stilo uno stratego, con ampi poteri civili e militari, mentre un vicecomes vi amministrava finanza e giustizia, e l’importanza della postazione stilese si rileva anche dal fatto che lo stratego poteva estendere la propria autorità fin sulla fortezza di Gerace.

All’ingresso del centro abitato, al di sotto della curva della via Guglielmo Marconi, nella zona anticamente denominata “petto”, proprio alle falde della collina che sovrasta la località “loco” dimora la piccola e graziosa chiesetta dedicata a San Nicola da Tolentino, del XIII secolo. Tale edificio è stato oggetto, negli ultimi anni, di alcuni interventi della soprintendenza archeologica della Calabria, guidati dall’archeologo F. Cuteri. Durante alcune operazioni di scavo, nel transetto orientale sono state scoperte due sepolture, forse fosse comuni, che probabilmente, in precedenza, rappresentarono le tombe dei santi monaci fondatori dell’edificio.

Nella zona sottostante, (Loco), è stata segnalata la presenza di una necropoli con deposizioni in pithoi 6, in questo luogo, infatti, sono state rinvenute due tombe scavate nel banco di argilla che costituisce il rilievo collinare di cui si è detto; le sepolture, ricavate entrambe nella nuda terra, avevano come corredo tre anforette di cui una sola intera e le altre frammentarie, tutte databili al II sec. d.C.; al momento – scrive ancora Cuteri – non vi è traccia del probabile complesso abitativo cui i rinvenimenti sono connessi, che pure dovrebbe essere ubicato non molto distante.

Tuttavia i resti di un edificio sono stati recentemente scoperti nel corso degli scavi condotti nell’area della chiesa di S. Nicola da Tolentino, alle porte di Stilo. Si tratta di un lungo muro realizzato con pietre legate da terra che si data, sulla base dei pochi materiali raccolti, tra XI e XII secolo 7. La Chiesa di San Nicola da Tolentino, a pianta greca, che chiaramente ha subito notevoli rimaneggiamenti dal XV secolo in poi, è sormontata da una cupola “a trullo” (per la caratteristica disposizione delle tegole che la ricoprono, (sono piatte e assumono il termine di embrici).  quasi tortile, sull’incrocio delle navate.

L’architetto G. Metastasio, in un suo articolato studio, ipotizza che il piccolo monumento di S. Nicola, un tempo adibito a chiesa, doveva appartenere all’Ordine Eremitano di S. Agostino. All’interno conserva qualche pittura del sec. XVII. Sulla parete della navata centrale è ancora evidente l’affresco raffigurante il Santo nella tradizionale iconografia. Sin dagli inizi, dunque, Nicola è passato alla storia come un grande taumaturgo. Nella chiesa di Stilo, è rappresentato come giovane uomo, con l’aureola infuocata, imberbe, in abiti agostiniani, mentre espone la stella sul petto 8, il libro delle regole (aperto) nella mano destra, il giglio (quasi scomparso). Al di sopra del palinsesto recante la figura del santo, contornato da una “scalanatura” in muratura, si nota una parte rettangolare inserita in un semplicissimo contesto decorativo. Nella parte inferiore destra si nota inoltre una cavità, forse, in qualche periodo, adibita a tabernacolo. Durante i suddetti lavori di scavo, in più punti della chiesa sono stati effettuati saggi per diverse analisi. Sempre sulla parete nord, della navata centrale, nella parte inferiore si nota una piccola apertura, ostruita in epoca precedente con pietre e alto materiale laterizio. Attualmente è completamente puntellata a causa delle pessime condizioni statiche.



Note bibliografiche

1 P. Orsi, Le Chiese Basiliane della Calabria, Vallecchi editore, Firenze, 1927.

F.Burgarella, San Nilo e l’Abbazia di Grottaferrata, (a cura di), : Comitato nazionale del millenario della fondazione dell’abbazia greca di S. Nilo a Grottaferrata, 2009, pp. 19-38

3 Trinchera F.Syllabus Graecarum membranarum, Napoli, 1865.

4 Burgarella F., Calabria bizantina e cultura greca, in La Calabria classica e bizantina, Atti del Convegno Nazionale di Studi (Castrovillari, 11-12 novembre 1995), Castrovillari, 1996, pp. 72-75.

5 Burgarella F., Le terre bizantine (Calabria, Basilicata e Puglia), in AA.VV., Storia del Mezzogiorno, diretta da G. Galasso e R. Romeo, vol. II, tomo II, Il Medioevo, Napoli, Edizioni Del Sole, 1989, pp. 477-478.

6-7 CUTERI F.A., IANNELLI M.T., Da Stilida a Stilo. Prime annotazioni su forme e sequenze insediative in un’area campione calabrese, in Il Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Brescia, 28 settembre – 1 ottobre 2000), Firenze, 2000.

8 Nell’agiografia del santo: si narra che un astro lucente lo seguisse continuamente nei suoi spostamenti e illuminasse la sua figura.