Il Museo di Arte Sacra della Reggia di Caserta, accanto agli arredi liturgici e alla collezione di Argenti, conserva tele di argomento sacro tra cui la serie del pittore Francesco Liani ispirata alla Via Crucis, pratica cattolica nella quale si ripercorrono i momenti salienti della Passione di Gesù Cristo, dalla condanna nel Pretorio fino alla deposizione nel Sepolcro.

Per testimoniare gli episodi della vita di Cristo, in una sorta di Biblia pauperum, la Chiesa Cattolica ha, nel tempo, legittimato l’uso delle immagini per insegnare, illustrare, divulgare e spiegare i testi biblici a chi non sapeva leggere. Nel Concilio di Nicea (787), infatti, l’arte viene riconosciuta come forma di espressione della fede per commuovere e suscitare sentimenti di devozione. L’immagine su di una tela o su di una tavola si trasforma in una presenza viva, in una teofania.

In questo contesto si inserisce l’opera di Francesco Liani, artista nato a Fidenza (Parma) agli inizi del ‘700 e morto a Napoli dopo il 1783. La sua presenza è documentata a Napoli per la prima volta nel 1755, quando riceve il pagamento per un ritratto di Sua Maestà Carlo di Borbone.

Intorno al 1760 esegue il ciclo Storie della vita di Cristo e di Maria e, negli anni immediatamente successivi, porta a termine la serie degli Episodi della Via Crucis per la Real Chiesa di Santa Maria delle Donne Monache di Capua, oggi conservata nella Cattedrale.

Al 1767 infine, è databile la serie delle Storie della Passione di Cristo attualmente presso il Museo di Arte Sacra della Reggia di Caserta.

L’artista cerca di adattare e di replicare il raffinato eclettismo di autori ben più grandi come Pompeo Batoni, Corrado Giaquinto, Francesco Solimena ma in alcuni passaggi della sua opera dimostra di non aver assimilato del tutto la lezione dei suoi maestri di riferimento: le fattezze dei suoi personaggi risultano talvolta goffe e in taluni casi la sproporzione anatomica è fin troppo evidente.

Nella ritrattistica, invece, Liani giunge a risultati sofisticati mostrando evidenti richiami alla pittura classica lasciando emergere la sua capacità di indagare, attraverso l’espressione, la psicologia dei personaggi raffigurati, fornendo una testimonianza della società colta e raffinata del tempo.

 

Vincenzo Mazzarella, 

Area Promozione Culturale, Servizi Educativi e Marketing Reggia di Caserta



referenze fotografiche del sig. Antonio Gentile.



 

Per approfondire, leggi l’articolo introduttivo sulla Reggia di Caserta e le collezioni di arte sacra

 

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