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“La Visitazione” nel Collegio Missionario Internazionale di San Paolo Apostolo al Vaticano

All’interno del Pontificio Collegio Missionario Internazionale San Paolo in Vaticano è stata inaugurata la tela del maestro Rodolfo Papa: “La Visitazione”, eseguita con la tecnica della pittura olio su tela e collocata nel corridoio centrale del Collegio, ai lati della porta della grande Cappella, speculare alla tela gemella dedicata ai “Santi Pietro e Paolo” eseguita dal medesimo artista, e inaugurata lo scorso anno.
Il tema della Visitazione è stato scelto da Mons. Remigio Bellizio, direttore della Pontificia Fondazione “Domus Missionalis”, in cui in prossimità dell’inaugurazione della tela ha affermato: “bisogna far respirare a tutti i sacerdoti che frequentano le facoltà pontificie il senso della cattolicità. L’idea è quella di abbellire i collegi con quadri e mosaici, in modo che lo studio della teologia non vada fatto solo attraverso i libri, gli scritti, ma anche attraverso l’espressione visiva, che ci riporti al centro della cattolicità” (cit. Vatican News del 22 Febbraio 2021).
Prima di iniziare a parlare di quest’opera vorrei sottolineare un messaggio che Papa Francesco ha ribadito il 4 Giugno 2016 ai partecipanti all’Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie: “Dobbiamo crescere in passione evangelizzatrice. […] La vostra unione senza passione non serve; senza “mistica” non serve. E se dobbiamo sacrificare qualcosa, sacrifichiamo l’organizzazione, andiamo avanti con la mistica dei Santi. Oggi, la vostra Unione missionaria ha bisogno di questo: mistica dei Santi e dei Martiri. [….]” (cit. Papa Francesco, Discorso ai Partecipanti all’Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie, 2016).
Secondo una mia analisi personale Rodolfo Papa (Accademico Ordinario della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon e Presidente dell’Accademia Urbana delle Arti), dipingendo la Visitazione vuole rappresentare in pittura ciò che ha detto Papa Francesco nel suo discorso: la passione missionaria fa la Chiesa e la mantiene fedele al volere salvifico di Dio.
L’artista inoltre realizzando “la Visitazione” ha pensato anche alle parole di Papa Francesco sul ruolo delle donne nella Chiesa ribadito dal Santo Padre in occasione della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio del 01 Gennaio 2020: “La rinascita dell’umanità è cominciata dalla donna. Lei con la sua carne e il suo grembo è fonte di vita. Una vita che oggi il mondo maltratta, violenta e umilia […]” (cit. Papa Francesco, Le Donne Fonti di Vita, 2020). Vorrei che questo mio quadro ha dichiarato l’artista fosse strumento di meditazione e di riflessione e in qualche modo servisse allo slancio missionario della Chiesa, nutrendone sempre l’entusiasmo secondo quando ci chiede il pontefice.
Da una parte c’è la tela dei “SS. Pietro e Paolo”, i missionari per eccellenza, coloro che sono venuti a Roma e che hanno dato inizio nella Sequela Cristi,- e all’annuncio del Vangelo. Dall’altra c’è “la Visitazione” in cui al centro campeggia Maria che ha appena saputo dell’annuncio che le viene fatto dall’Angelo del suo ruolo all’interno dell’economia della salvezza. Ha dato il suo sì, e si mette in viaggio per fare visita dalla cugina Elisabetta, la accoglie e si prostra davanti a colei che porta il suo Signore dandogli la mano. Questo è il momento in cui parte il Magnificat, il canto dell’amore, lode e ringraziamento a Dio per la sua miracolosa maternità in cui Maria manifesta una presa di coscienza di che cosa è questa missione: portare Cristo, di cui Maria è Chiesa Missionaria.
In secondo piano si erge una dimora in cui si intravede Zaccaria, marito di Elisabetta, ha in mano la tavoletta con lo stilo perché è afono, e non ha potuto dare la benedizione al popolo nel tempio, dopo l’annuncio dell’angelo della nascita di un figlio da sua moglie. L’illuminazione viene dell’alto, dallo Spirito, dal sole che sorge. Una dimensione spirituale, mistica che illumina le due figure, in modo particolare Maria.
In basso è stata dipinta una predella a monocromo, come fosse un bassorilievo, in cui sono scolpiti gli eventi fondamentali della vita di Maria che coincidono con i momenti salienti della Chiesa: la natività, Maria presso la Croce, la Pentecoste. Momenti personali, gioiosi, dolorosi all’interno della vita di Maria che sono in realtà la rappresentazione dell’intera comunità cristiana di tutti i tempi, proprio perché sono quelli fondativi e sono quelli che danno la dimensione teleologica della realtà.
Sullo sfondo un paesaggio naturale dipinto nella luce del tramonto con un azzurro brillante. Sopra il capo di Maria brilla una stella non a caso Maria è detta Maris Stella (Stella del Mare) o stella mattutina, colei che ci guida nel corso della nostra vita. Le figure che sono immerse nella luce già sono immerse nel buio, lo si vede nella casa di Elisabetta che diventa scura rispetto al cielo nell’orizzonte, un secondo dopo scenderà il buio. L’artista ci vuole sottolineare che c’è un momento della sera in cui gli ultimi raggi di luce rendono il cielo completamente illuminato dagli astri e dalla stella del mare che indica la direzione ai viandanti, agli esploratori, ai naviganti e ai missionari, dandoci la speranza di mantenere la rotta verso Cristo.
Nel dipinto ci sono riferimenti espliciti al momento dell’incontro e dell’abbraccio tra Maria e Elisabetta, nel quale l’autore si è ispirato a modelli classici, quali Giotto, Pontormo e Ghirlandaio, aggiungendo una sensibilità contemporanea e slancio missionario noti in uno dei suoi maggiori scritti: “La Missione dell’Arte secondo Papa Francesco” (Cantagalli, Siena 2016).
Attraverso questo dipinto Papa ha tentato di ricostruire con semplicità una dimensione cosmica della fede, perché molte volte le persone hanno uno sguardo orizzontale, perdono la rappresentazione cosmografica dello spazio e del cielo.
Includere quest’opera insieme a quella di “S. Pietro e Paolo” nel collegio Missionario di S. Paolo all’interno del Vaticano è un’idea stessa di educazione alla missione, perché l’artista ha pensato a chi l’avrebbe guardata, cioè i sacerdoti provenienti da tutto il mondo che completano a Roma la loro formazione professionale, ma anche pensando alle parole di Papa Francesco sul ruolo delle donne nella Chiesa, capaci di far rinascere l’umanità, di dare speranza al mondo e di essere solido fondamento nella Chiesa.

Stefano Di Rienzo*

 

info :

photos crediti “L’Accademia Urbana delle Arti”

 link  dell’artista   Rodolfo Papa  

 

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