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L’ALTARE E L’AMBONE NELLA CHIESA DI SAN NICOLA DA TOLENTINO, VENEZIA

Saranno presentate domenica 29 maggio le opere  a cura dello scultore milanese Alberto Gianfreda relative al nuovo altare e al nuovo ambone nella chiesa di San Nicola Da Tolentino a Venezia.

Di fronte alla ‘macchina scenica’ del maestoso altare tridentino policromo, si colloca il nuovo altare rispondente alle indicazioni conciliari: “rendere possibile la celebrazione rivolti al popolo” e “consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti” (CEI, L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, 1996, n. 17) e fuori dal presbiterio, in prossimità dell’assemblea è posizionato l’ambone, entrambi opera di Alberto Gianfreda.

Lʼaltare è caratterizzato da una superficie lievemente opalescente sulla quale si condensano piccole schegge di Okite colorata, azzurra e grigia. Le sue singole facce si presentano quali schermi irradianti capaci di proiettare bagliori di luce partecipativa verso lʼassemblea. I frammenti di colore si intensificano verso la parte alta dellʼaltare sollevando concretamente il piano superiore dal restante volume, marcando così la differenza tra ara e mensa.

Lʼambone, ponendosi quale superamento del sepolcro vuoto da cui il Cristo è risorto, si propone quale rigorosa pagina frontale su cui si poggia il tessuto realizzato anch’esso in Okite, contrassegnato da una trama flessibile, morbida e modificabile, suggerendo l’idea di una tenda che svela, di unʼala dʼangelo che annuncia, della parola che si estende verso chi ascolta.” L’ambone è dunque metafora di quel luogo: presenza della tomba vuota e dell’annuncio pasquale al mondo. “(liturgista Francesca Leto)

I due poli liturgici, altare e ambone, oltre a rispondere alla funzione per cui sono progettati, si inseriscono per forme, materiali, e riferimenti nel panorama complesso dei linguaggi della scultura contemporanea misurandosi sul rapporto tra ciò che è permanente e statico, (natura della scultura e dei suoi materiali) e la transitorietà delle “cose” che viviamo attraverso un processo tra frammentazione e ricostruzione della materia e della forma. Per entrambi spicca la presenza inedita e originale delle lastre di Okite, di un nuovo materiale di sintesi tra quarzo, resina poliestere e pigmenti naturali, in grado di apportare quegli evidenti elementi di luce e soprattutto di colore, che reinterpretano e rilanciano nella Chiesa dei Tolentini i valori della pittura veneziana.

Rispettando il valore monumentale della pietra, i dati di centralità e di attrazione nello spazio, la specifica lavorazione delle lastre di Okite, la loro mirata frammentazione policroma, altare e ambone appaiono in grado di affermare il valore dell’habitat familiare proprio del sistema sociale contemporaneo, di contrassegnare la memoria della cultura domestica riconfermando i valori e le funzioni della liturgia cristiana.


opere di Alberto Gianfreda

a cura di don Gilberto Sabbadin e don Marco Scarpa
consulenza architettonica: arch. Giovanna Ferrari
consulenza liturgica arch. Francesca Leto
consulenza storico-artistica prof. Andrea B. Del Guercio
approvazione e consulenza Diocesana arch. Gianmatteo Caputo, Delegato dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici.

Realizzato con il contributo e la collaborazione di OKITE.


Programma delle iniziative

Presentazione Domenica 29 maggio nella Chiesa di San Nicola da Tolentino, Campo dei Tolentini, Venezia:

ore 11,00: Eucaristia con benedizione dell’altare e dell’ambone
ore 11,50: Inaugurazione dell’opera alla presenza dell’autore

L’altare e l’ambone saranno visibili da Giovedì 27 Maggio 2016 ore 10,00.

 



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