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Lampada da tavolino “il Cardinale”. Dal progetto al prototipo. Designer Francesco Crotti

Come sempre guizza in testa una parvenza di idea, non ancora ben definita, ma delineata nel suo concetto “ideale”.
Da qui il passo successivo è “capire”: forma, contenuto, tecnica, verifica di fattibilità.
Questi passi sono corroborati dalla preparazione che l’idea sia “originale”, cioè che non sia presente sul mercato; degli schizzi, delle proporzioni da far assumere, da far apparire quello che è ancora solo nebuloso nella mente.
Il ciclo del processo è affascinante e mette in gioco le “conoscenze acquisite”: che materiali, che forma, che significato, che implicazioni: un “rebelot” (parola dialettale bergamasca che sta a significare caos non ancora regolamentato), e soprattutto perché lo si sta a dar forma e con che implicazioni posteriori.
Dubbi e concetti che si concretizzano nel momento che si progetta e si impone una linea di demarcazione tra quello che è fattibile e da quello che può essere un volo pindarico.
Ora il progetto è delineato e si passa alla fase successiva per la sua realizzazione: cruciale perché occorre disporre delle dovute conoscenze delle tecniche di lavorazione e dei rischi di insuccesso: processo che è eseguito non direttamente da te ma da persona competente ed in sintonia alla quale trasmettere “verbalmente” i concetti e che cosa realmente vuoi ottenere.
Sperimentazione e qualche insuccesso occorre mettere in conto, ma poi rimani soddisfatto dal suo prendere forma e dalla tua idea “idealizzata”.
Il “CARDINALE” è una figura emblematica, rivestito con sacralità, sia per gli abiti sia per quello che rappresenta.
Un ricordo ancestrale è stata la guida: il giorno della cresima nella chiesa…figura imponente e carismatica…
Il passo poi è breve…

Dettagli tecnici:
Base e collarino in legno di ontano tornito e verniciato in bianco ral: 9010, corpo in lastra di vetro float, modellato con tecnica “slumping”, successivamente la superficie esterna è stata sabbiata e trattata anti-impronte, come pure il “cappello”; la sfera/testa è in vetro soffiato, successivamente sabbiato e trattato.
L’illuminazione della base è data da quattro lampade led G9 3W-lampadina con 64 led AC220-240V e la sfera è dotata di lampada led spot RGB multicolor riflettore orientabile 3W AC220-240V con controller telecomandato.
Le lavorazioni in vetro sono state eseguite da Giuliano Gaigher, scultore in vetro

Francesco Crotti

 

foto per gentile concessione arch Francesco Crotti 

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