E’ scomparsa ieri a Milano Lisa Ponti, figlia dell’architetto Gio, costruttore novecentesco di maioliche, architetture, chiese.
Lisa ha ricevuto in eredità la fantastica creatività paterna, che ha declinato nella sua lunga vita (aveva 97 anni) come passione per l’architettura ma soprattutto per l’arte e per gli artisti (tra questi, frequentavano casa Ponti, De Chirico, Sinisgalli, Cantatore): i suoi disegni erano opere giocose, talvolta collages, accompagnate da filastrocche o brevi poesie, un’attitudine che rimanda a Rodari, Munari e agli Haiku giapponesi.
Tra i suoi libri si ricordano “Gio Ponti agli amici” (1941) e “L’armadio magico” (1946).
Ha lavorato alla redazione delle riviste paterne Stile e Domus.
Ha riordinato l’archivio paterno che ha sede in quello che era il suo studio, nell’edificio da lui progettato e abitato in via Dezza 49 a Milano: “Gio Ponti Archives” ha ricevuto importanti integrazioni con nuove foto, schedature e raccolta di dati, da Salvatore Licitra, marito di Lisa.

Carlo Pozzi

 

foto Archivio Domus