La Congregazione Salesiana  ha inaugurato l’opera di Street art realizzata a Foggia dall’artista internazionale Jorit, raffigurante il volto di San Giovanni Bosco. Nel giorno dell’Immacolata, in cui nel mondo si fa memoria del 178esimo anniversario del primo Oratorio pensato dal Santo per i giovani ultimi e abbandonati, il sud italia salesiano si raduna ai piedi del maestoso graffito che si erge sulla parete cieca alta sei piani di un edificio residenziale di via Lucera, nel periferico rione Candelaro.

La Direzione Generale della Congregazione ha affidato l’incarico artistico proprio a Jorit per la sua unicità, riconosciuta nel mondo, di realizzare imponenti graffiti dal profondo realismo e dai forti messaggi sociali in contesti significativi di povertà e periferia. Vedi le raffigurazioni di Pier Paolo Pasolini a Scampia, della giovane attivista Ahed Tamimi in Palestina e di Ilaria Cucchi.

Così, con solo quattro giorni di intenso lavoro tra le vie in cui l’Istituto salesiano di Foggia si prodiga con attività educative ed evangelizzatrici, i colori vivaci degli spray di Jorit hanno gradualmente svelato i dettagli distintivi del volto di don Bosco e dimostrato come l’arte coniugata a valori condivisi è capace di rigenerare di bellezza i toni rassegnati della periferia urbana ed esistenziale.

Il murale è stato commissionato, inoltre, anche per la produzione cinematografica della “Strenna” del Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime, decimo successore di Don Bosco: il messaggio pastorale destinato per tradizione a fine anno alla Famiglia Salesiana in missione nei 5 continenti del mondo. La Strenna che don Ángel si avvia a diffondere, supportata dalle suggestioni pittoriche del “don Bosco di Jorit”, affonderà le mani nelle esigenze delle nuove generazioni, nei modelli socio-economici scellerati e il bisogno di aiutare i ragazzi e le ragazze a impegnarsi attivamente nella società. Per dirla come don Bosco: a invogliarli ad essere «buoni cristiani e onesti cittadini».

 

 

comunicato e foto per gentile concessione di don Moreno Filipetto- ufficio stampa don Bosco Italia,