Il Museo Diocesano di Volterra: una nuova esperienza di dialogo tra Chiesa e territorio

Umberto Bavoni, Direttore scientifico

Il Museo Diocesano d’Arte Sacra di Volterra fu costituito e aperto, come Museo dell’Opera del Duomo, il 20 dicembre 1932, grazie al dotto prelato Mons. Maurizio Cavallini, che curò la raccolta degli oggetti e la loro disposizione in alcuni locali dell’antica canonica della Cattedrale, oggi palazzo vescovile. Dal 30 giugno 2017 il Museo ha la sua sede centrale all’interno della monumentale Chiesa di Sant’Agostino: primo caso in Italia di Museo Diocesano all’interno di una chiesa ancora consacrata ed officiata.

Il trasferimento nella Chiesa di Sant’Agostino, riportata al suo splendore, è stato possibile grazie al lascito testamentario della  Sig.ra Franca Paoletti Adamo, che volle così onorare la memoria del padre, Avv. Paolo Paoletti, benefattore generoso della città di Volterra.

All’interno del Museo per il quale, coerentemente con quanto detto sopra, si è voluto conservare intatto il patrimonio in dotazione a questa antica Chiesa volterrana (dalle pale d’altare opportunamente restaurate alle architetture degli altari e delle cappelle), sono esposte opere provenienti per lo più dalla Cattedrale, dalle chiese cittadine e, pur in piccola parte, da chiese del vasto territorio diocesano che lambisce ben cinque province civili: Pisa, Siena, Firenze, Livorno e Grosseto.

Intendimento principale della Diocesi è stato quello di voler offrire ai visitatori, particolarmente ai ragazzi che si preparano a ricevere i Sacramenti dell’iniziazione cristiana o a persone lontane dalla vita della Chiesa, un percorso di catechesi attraverso l’arte e la liturgia. Nella esposizione museale hanno ri-trovato spazio arredi e manufatti che l’uso liturgico aveva messo da parte.

Proprio per la sua caratteristica di Chiesa-Museo, la Diocesi non ha voluto seguire criteri di disposizione tipologica o cronologica delle opere (come in molti musei moderni), ma gli oggetti sono collocati negli spazi disponibili, cercando da una lato la loro massima valorizzazione, dall’altro l’armonia rispettosa dell’area sacra e della sua fisionomia.

Un moderno apparato multimediale permette di introdurre il visitatore nella conoscenza della Diocesi di Volterra e del suo ricchissimo patrimonio storico-artistico.

Il percorso di visita è totalmente libero.

Nell’area di accesso, a ribadire il legame di questo Museo con l’intero territorio della Diocesi di Volterra, si trovano le campane di bronzo provenienti da diversi campanili di chiese diocesane, su steli sottili che emergono da una grande vasca metallica con la terra grigia dei calanchi di Volterra: esse, sormontate da un’antica architrave scolpita del sec. X, convocano il visitatore e lo invitano ad immergersi spiritualmente e culturalmente in questo specifico contesto locale.

Sulla soglia della pedana centrale, disposta come un grande tappeto rosso che conduce verso l’altare, si trovano un bellissimo crocifisso trecentesco in legno dipinto ed una acquasantiera in alabastro del XVI secolo: essi ci ricordano la peculiarità unica di questo Museo Diocesano, come luogo dove fede, bellezza e uso liturgico dialogano continuamente.

Il fedele è accolto e salutato dal busto in terracotta invetriata – di scuola robbiana – del papa e martire volterrano San Lino, secondo pontefice della storia e patrono della nostra terra, icona e simbolo di tutta la Diocesi di Volterra.

Tra gli arredi sacri di maggior rilievo – per citarne solo una piccolissima parte – la testa reliquiario di San Vittore, donata da papa Callisto II al vescovo di Volterra nel 1120; il crocifisso in bronzo del Giambologna; il prezioso cofanetto reliquario in bronzo dorato dello Jamnitzer; il calice ottocentesco di papa Pio IX, ostensori, calici, turiboli di varie epoche e alcuni importanti manufatti realizzati in alabastro. Ricchi e di pregio i paramenti della Cattedrale, che, disposti come in una processione verso l’altare, coprono un arco cronologico dal XV al XVII secolo. La sezione dei libri corali è arricchita dall’antifonario in due volumi minati del 1300. Tra le opere pittoriche ricordiamo, oltre a diverse immagini mariane dei sec. XIV-XV, l’”Annunciazione” del senese Benvenuto di Giovanni,  le opere cinquecentesche conosciute come “Pala di Ulignano” di Daniele Ricciarelli da Volterra e la famosissima “Pala di Villamagna” di Rosso Fiorentino, nonché opere di Baldassarre Franceschini, il più grande pittore volterrano del Seicento.

All’interno della sacrestia sono collocati croci ed anelli d’oro e di argento lasciati in eredità al Museo dagli ultimi vescovi volterrani; una sezione espositiva notevole è costituita anche da manufatti di artisti locali contemporanei, come Raffaello Consortini, Carlo Lazzeri, Flavio Melani, Aldo Del Colombo e altri ancora.

Il Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra è insomma un luogo tutto da scoprire, fascinoso sia per l’allestimento originale che per la vastità e qualità delle opere esposte.

 

PER INFO: tel. 0588 87733

oppure: vademecumvolterra@gmail.com –  ubce@diocesivolterra.org – archiviostorico@diocesivolterra.org