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Nature- MARIO BOTTA SACRO E PROFANO-Galleria Gian Ferrari- MAXXI

Nature-MARIO BOTTA_SACRO E PROFANO
a cura di Margherita Guccione e Pippo Ciorra

8 aprile – 4 settembre 2022
Galleria Gian Ferrari

 

«Costruire è di per sé un atto sacro, è un’azione che trasforma una condizione di natura in una condizione di cultura; la storia dell’architettura è la storia di queste trasformazioni. Il bisogno che spinge l’uomo a confrontarsi con la dimensione dell’infinito è una necessità primordiale nella ricerca della bellezza che sempre ha accompagnato l’uomo nella costruzione del proprio spazio di vita»
Mario Botta

Roma, 7 aprile 2022. Architetto svizzero di fama internazionale, ha realizzato in tutto il mondo opere e progetti di grande importanza, come il MoMA di San Francisco e il Museo Tinguely di Basilea. Formatosi con Carlo Scarpa e profondamente ispirato dagli incontri con Le Corbusier e Louis I. Kahn, è oggi riconosciuto a sua volta come un grande maestro dell’architettura internazionale. Mario Botta (Mendrisio, 1943) è il protagonista della settima edizione del ciclo NATURE, in cui il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo invita un architetto a progettare un’installazione site specific che rappresenti una sintesi della propria ricerca architettonica, una sorta di “autoritratto tridimensionale”.
MARIO BOTTA. SACRO E PROFANO, a cura di Margherita Guccione e Pippo Ciorra, è allestita nella Galleria Gian Ferrari del MAXXI dall’8 aprile al 4 settembre 2022.

In mostra una selezione di progetti realizzati, perché, come afferma Botta stesso “il costruito, al di là dell’idea dell’architetto, risulta infinitamente più ricco e testimonia lo spirito della comunità e della committenza interpretando il tempo del vivere collettivo”.
Il tema del Sacro e del Profano, individuato dall’autore e dai curatori come concetto guida della mostra, si riferisce ovviamente alla diversa funzione degli edifici scelti per l’esposizione, quindi alla distinzione tra luoghi di culto e spazi dedicati alle istituzioni civili. Per l’autore l’accostamento di sacro e profano ha però un valore più ampio e rappresenta il punto di partenza ideale per una riflessione profonda intorno a quel senso di sacralità che è insito nell’architettura stessa e in alcuni dei suoi elementi chiave: luce e ombra, gravità e leggerezza, trasparenza e materia, percorsi e soglie.

Per la Galleria Gian Ferrari del MAXXI Botta ha immaginato un’installazione molto coinvolgente, affollata di oggetti/architetture a varie scale: dai prototipi di vasi ai modelli di edifici, alla riproduzione in scala 1:2 dell’abside della chiesa di Mogno fino al grande padiglione ligneo costruito in dimensioni reali, utilizzando materiali naturali e profumatissimi legni pregiati, trattati con cura artigianale. L’obiettivo è creare intorno al visitatore un’atmosfera che riassuma essa stessa le forme, la materia e l’essenza delle architetture di Mario Botta.

Completano il racconto dell’universo progettuale di Botta il grande tappeto-arazzo “Anatolia”, realizzato da Atelier Moret su progetto di Cleto Munari, una serie di schizzi originali, fotografie e il film documentario di Francesca Molteni, appositamente prodotto per l’occasione, ricco di voci, testimonianze e commenti di persone del mondo della cultura a lui vicine.

Dice Margherita Guccione: «Tutto il percorso professionale di Mario Botta ci racconta la sua consapevolezza della sacralità dell’architettura. Nella mostra del MAXXI, attraverso la sapiente presentazione di alcune delle tante opere realizzate si ritrovano tutti i valori del suo modus operandi: l’essenza del progettare, la memoria della materia, il rispetto del contesto, l’espressione della collettività, la durata nel tempo.
Un paesaggio potente fatto da grandi modelli lignei di varie dimensioni è quello che Mario Botta ha disegnato per il MAXXI, in un efficace corpo a corpo con gli spazi di Zaha Hadid».

Prosegue Pippo Ciorra: «Scorrendo il catalogo della mostra e il regesto delle opere di Mario Botta viene ancora una volta in mente il piccolo capolavoro critico di Italo Calvino, le sue Lezioni Americane. Cinque capitoli cristallini – lightness, quickness, exactitude, visibility, multiplicity – più uno rimasto “in bianco” per la scomparsa prematura del maestro: consistency. Ecco, l’architettura di Botta sembra riassumere le due possibili traduzioni della parola inglese, quella più corretta, “coerenza” e quella più letterale (e maccheronica) “consistenza”. Botta ha attraversato quasi sessant’anni di architettura applicando ai suoi edifici una coerenza espressiva di straordinaria efficacia, nutrita – tra l’altro – da una consapevolezza estrema dell’uso dei materiali, delle loro proprietà, della loro consistenza e potenzialità costruttiva ed estetica».

I progetti in mostra:
A rappresentare il tema del SACRO i progetti di una serie di edifici di culto realizzati da Botta in tutto il mondo: dalla Chiesa di San Giovanni Battista a Mogno, in Svizzera, iniziata nel 1986 e che per l’architetto rappresenta il primo vero incontro con la dimensione del sacro, fino alla Chiesa di San Rocco a Sambuceto in Abruzzo, ultimata nel 2022. E ancora: la Cattedrale della Resurrezione a Évry (Francia), con il suo iconico corpo cilindrico tagliato in diagonale; la Cappella di Santa Maria degli Angeli sul Monte Tamaro (Svizzera), che sembra essere ancorata nella montagna; la Sinagoga Cymbalista e l’annesso Centro dell’eredità ebraica di Tel Aviv, due spazi dai volumi identici ma che si differenziano per l’uso della luce; la maestosa struttura lignea del San Carlino sul Lungolago di Lugano, realizzata per commemorare i 400 anni dalla nascita di Borromini, per rileggere in chiave contemporanea l’eredita del maestro barocco; la Chiesa del Santo Volto di Torino, frutto di un programma di riqualificazione della città pensato per reintegrare nel tessuto urbano le aree industriali dismesse degli anni Settanta.

Il tema del PROFANO è invece rappresentato da quattro progetti: due edifici museali, il MART di Rovereto e il Museo Bechtler di Charlotte, Carolina del Nord (Stati Uniti), entrambi pensati come “cattedrali laiche”, luoghi in cui comunicare e diffondere la cultura e la memoria e interrogarsi sul senso più profondo dell’arte. E ancora: il Fiore di Pietra sul Monte Generoso, in Svizzera, ristorante dall’inconfondibile struttura a pianta ottagonale che ricorda i petali di un fiore, con vista a 360 gradi sulle montagne e il nuovo Centro termale Fortyseven° di Baden, sempre in Svizzera in cui le vasche termali, come dita di una grande mano, si protendono verso il fiume Limmat, che abbraccia la città.

 

Catalogo:
Il volume, settimo della collana Nature, racconta il pensiero e il lungo percorso professionale di Mario Botta, attraverso alcune delle sue opere più importanti dagli anni ’80 ad oggi. Esplorando i concetti del sacro e del profano, la pubblicazione offre uno sguardo sulle figure che hanno influenzato la sua lunga carriera. Un ricco apparato iconografico accompagna le riflessioni dell’architetto.
Testi di Mario Botta, Pippo Ciorra, Margherita Guccione, Fulvio Irace, Claudio Strinati.
Il volume, in italiano e inglese, è corredato da un apparato antologico e da un’ampia appendice bibliografica.

comunicato stampa

UFFICIO STAMPA MAXXI +39 06 324861 press@fondazionemaxxi.it

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