Con il patrocinio del

partenariato

partenariato

Oratorio San Giovanni Bosco di Colognola (Bg)

1. Lo stato di fatto

Un oratorio degli anni ’50, firmato dal noto progettista Giovanni Muzio. All’epoca della realizzazione la zona era libera. Successivamente si è infittita di condomini alti tra i quali la presenza dell’oratorio restava soffocata.

La richiesta del Committente è stata molto pensata e articolata: si voleva trasformare lo spazio dell’oratorio per renderlo ben visibile nella città di oggi e accogliente per le persone giunte dai posti più lontani che compongono la nuova città multietnica.

2. Le richieste del Committente

Il Committente chiedeva un luogo adatto alla “animazione come linguaggio, accoglienza aggregazione e scambio, porre le condizioni per una ricerca di fede, oratorio come “cerniera” tra Chiesa e mondo giovanile contemporaneo, casa aperta, casa attenta, casa con valori solidi”.

3. L’affidamento dell’incarico

Il progetto è stato affidato all’Arch. Mario Bonicelli che ha operato insieme con l’Arch. Benardo Percassi, l’Ing Alberto Gervasoni, l’Ing. Fabio Corbani e il Per. Ind. Tranquillo Rossi

Dopo una lunga e attenta analisi del sito, che ha messo in rilievo come la crescita delle case attorno all’oratorio finisse per sacrificarne, quasi occultarne la presenza, progettisti e Committente hanno deciso di intervenire anzitutto modificando il rapporto tra oratorio e quartiere.  Attorno all’oratorio si trovano condomini, parcheggi e  recinzioni in cemento armato e ferro. Tutti hanno osservato che in tale contesto l’ingresso angusto e scomodo mette in crisi l’idea di accoglienza, prerogativa assolutamente primaria per un oratorio. L’aiola vicina all’ingresso era considerata “terra di nessuno”.

L’architettura dell’oratorio è costituita da due fabbricati adiacenti: il teatro poliedrico, massiccio, restaurato di recente, e l’oratorio vero e proprio, un edificio a due livelli, costruito nel 1952 con riferimenti alla tipologia della cascina (il porticato al piano terra) e alla tipologia dell’architettura monastica (le piccole aule-cellette disposte in linea al piano primo). Il teatro e l’oratorio sono collegati da un  portico.

Le richieste della committenza sono state così articolate:

*              Ridefinizione dell’ingresso da connotarsi all’insegna dell’accoglienza.

*              Dislocazione del salone bar in zona baricentrica alle varie attività dell’oratorio.

*              Ridare qualità al complesso degli spazi esterni e interni, ora ritenuti freddi e carenti di fascino.

*              Ridare importanza alla segreteria, come spazio di prima accoglienza e luogo di divulgazione delle varie attività dell’oratorio.

*              Realizzazione di un magazzino interrato

*              Adeguamento alle normative vigenti e risoluzione dei problemi legati agli impianti e all’umidità.

Il progetto è stato sottoposto alle verifiche della committenza e degli organi di controllo della curia, passaggi questi che hanno talvolta spinto il gruppo di progettazione a rimettere in discussione alcuni aspetti definiti in precedenza. Il risultato è stato il frutto di decisioni attentamente meditate.

L’edificio progettato da Muzio nei primi anni ’50. Di fronte, il teatro e sulla sua destra un continguo edificio lineare che contiene le aule e i laboratori, raccordati da un porticato continuo. Di fronte a questi la piazza ora aperta  a seguito della ristrutturazione, in precedenza chiusa da un’inferriata perimetrale.

4. L’elaborazione del progetto

La piazza

Colognola ha grande necessità di piazze, in quanto non ne ha di vere e proprie: l’unica situazione denominata “piazza” è poco più che uno slargo accanto a una strada di grande percorrenza. Si è deciso quindi di demolire la recinzione in pilastri di pietra e le inferriate metalliche che delimitavano lo spazio di accesso e di costituire al suo posto uno spazio aperto, con pavimentazione “nobile” con un piano inclinato raccordato alla quota del portico. La nuova piazzetta è stata corredata di alberi, sedute, una fontana e una tettoia per la protezione dei ciclomotori (il “cavallo” dei giovani).

La tettoia con andamento a onda che diventa l’elemento di richiamo, simbolo del luogo e il nuovo  edificio dedicato a segreteria-reception, vicino al quale, oltre il porticato si trova il bar.

In questo modo l’oratorio mira a dare un segnale forte di apertura verso la città, donandole un nuovo luogo di incontro all’aperto. Inoltre questa soluzione mette in evidenza la struttura del teatro, connotandolo di quella valenza urbana che si è meritato grazie alla sua intensa attività.

La segreteria-reception

La nuova piazzetta è stata completata con un nuovo edificio che funge da catalizzatore. La prima idea era di dislocare un bar con affaccio diretto sull’esterno dell’oratorio. Questa idea è stata riveduta a seguito degli incontri con la curia, perché esperienze precedenti di questo tipo hanno messo in evidenza come tale scelta talvolta abbia innescato situazioni di difficile gestione. Si è quindi scelto di porre nel nuovo edificio sulla piazza una funzione altrettanto vitale: la segreteria.

Questa diviene momento di accoglienza e di divulgazione dell’attività dell’oratorio: una sorta di “reception informativa” sul modello delle strutture ricettive dei paesi europei (esempio: i centri divulgativi posti all’inizio dei parchi naturali).

L’architettura della reception (a un piano unico, con portico anteriore, e andamento sinuoso della copertura) fa da spartiacque a due ingressi: quello a sinistra, sotto l’attuale portico, funge da accesso unico pedonale, e quello a destra da accesso alla rampa che porta a un grande magazzino sotterraneo.

Il salone bar

Il salone bar è stato invece posto in un nuovo edificio (analogo per concezione a quello della segreteria-reception) posto al di là dell’edificio porticato, a ridosso del retro del teatro, con lo scopo aggiuntivo di ridare “tono” agli spazi a monte dell’oratorio.

Ma il bar, che si apre all’interno dell’edificio porticato è individuabile non appena si supera l’ingresso pedonale.

L’allestimento interno intende distinguere gli spazi dedicati alla conversazione da quelli dedicati al gioco, in modo da rendere il più possibile compatibili le due funzioni.

L’edificio porticato progettato da Muzio è stato sottoposto a una sorta di “restauro conservativo” che ripropongono l’originaria fisionomia architettonica restituendogli per intero il porticato che gli apparteneva, organizzando sui due livelli (piano terra e primo) un sistema identico di aule e laboratori, separati da pareti con porte scorrevoli, tali da permettere l’utilizzo unificato di entrambi gli spazi.

Team di progettazione: Arch. Mario Bonicelli (capogruppo), Arch. Bernardo Percassi, Ing. Alberto Gervasoni, Ing. Fabio Corbani, Per. Ind. Tranquillo Rossi.

Inizio progettazione 1999. Fine progettazione 2001. Realizzazione 2005.

Condividi articolo
Share on facebook
Facebook
Share on linkedin
LinkedIn
Share on email
Email
Share on whatsapp
WhatsApp
Articoli correlati

Ultimo numero di thema

BACHECA THEMA

error: Avviso:Questo contenuto è protetto