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PERCORSI DIOCESANI|BEATO PAOLO VI, FORLI’

Presentiamo il progetto vincitore del team di progettazione composto dagli architetti Romano Pretolani, Filippo Pambianco e Alessandro Pretolani del nuovo complesso parrocchiale “Beato Paolo VI”  della parrocchia di Santa Maria del Voto in Romiti – Forlì organizzato dal Servizio Nazionale Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana nell’ambito dei “Percorsi Diocesani“.

 

La relazione di progetto 

L’area oggetto d’intervento si trova a cavallo tra la città e la campagna. Il lato maggiore dell’area di progetto segue l’andamento dell’antica centuriazione Romana, silenzioso segno di un antico passato che a partire dalla via Emilia ha delineato l’attuale configurazione della campagna Emiliano Romagnola.

La variazione di orientamento rispetto al tessuto residenziale di via Valeria e via Papirio è motivata dal desiderio di identificare già a scala generale il Nuovo Centro Parrocchiale come un elemento primario della nuova espansione del quartiere Romiti. La rotazione rispetto all’edificazione residenziale esistente chiarisce immediatamente il carattere peculiare del nuovo complesso, che si adatta al tessuto senza però confondersi con esso.

L’architettura del complesso Parrocchiale si configura in questo luogo mediante una forma concava, che richiama antiche esedre di origine Romana e genera uno spazio pubblico che ispira un senso di accoglienza.

Aula liturgica e centro parrocchiale sono coesi in un tutto unitario. La corte centrale a forma ellittica è un luogo aperto ma al contempo protetto, dove potranno svolgersi innumerevoli attività culturali, conviviali e religiose.

Una partecipazione pienamente attiva da parte dell’assemblea dei fedeli alla liturgia ha costituito l’obiettivo principale del progetto per l’aula liturgica. Attorno al presbiterio l’assemblea trova posto su tre lati e tale aspetto genera un senso di collettività e vicinanza all’azione liturgica che determinano un forte coinvolgimento dei fedeli durante le celebrazioni.  Lo sviluppo dello spazio interno della nuova Chiesa di Santa Maria del Voto in Romiti è caratterizzato da una forte dinamicità generata da potenti murature perimetrali in laterizio. Se a piano terra la fruizione dello spazio è lasciata libera e flessibile, senza interruzioni a livello planimetrico, dal punto di vista volumetrico interno lo spazio è trattato in maniera articolata. Una struttura in legno genera, dalla quota di due metri e trenta in su, una spazialità tipica di una chiesa con pianta a croce. I fedeli, che spesso lamentano di non riconoscere come Chiese molte delle aule liturgiche contemporanee, si sentiranno perciò avvolti da uno spazio a loro familiare, poiché per la maggior parte abituati a una percezione della volumetria interna tipica delle chiese tradizionali con pianta a croce.

 

L’accesso all’aula liturgica e al centro parrocchiale avviene attraverso un segno unitario: un taglio orizzontale nel compatto volume murario impreziosito da portali metallici con bassorilievi. L’ingresso all’aula liturgica principale può avvenire direttamente dal sagrato, oppure avviene attraversando l’atrio di collegamento tra chiesa e salone parrocchiale che immette su un secondo ingresso regolato da una bussola e che potrà essere sfruttato quotidianamente. Entrambi gli ingressi immettono nell’area iniziale del percorso interno all’aula che contiene il fonte battesimale incipit del percorso simbolico verso l’altare. Il fonte battesimale è posto in un luogo riservato, illuminato da un lucernaio dedicato che infonde su di esso una luce sacrale proveniente dall’alto. L’ambone, stereometrico volume in marmo travertino, si protende dinamicamente verso l’assemblea, con il chiaro intento di comunicare con intensità la parola di Dio. La sede del presidente è scavata dal volume solido della pietra e dal punto di vista percettivo lavora proprio nel senso di un elemento stabile, fisso. La scelta di porre la sede all’interno dell’assemblea, e non lontana sul presbiterio, lavora nel senso di una maggiore visibilità del presidente, che presiede l’assemblea e di cui anch’egli è parte integrante. Un linguaggio semplice, arricchito solo dalla bellezza dei materiali trattati in maniera naturale, decora l’altare di forma quadrata, realizzato mediante una struttura a croce in ferro, che sostiene quattro cunei in travertino che si inseriscono con forza a terra e simboleggiano l’inamovibilità dell’altare. Una croce astile è posta di fianco all’altare e si staglia sullo sfondo dell’immagine del Cristo Risorto.

Il gruppo di progettazione

arch. Romano Pretolani, Filippo Pambianco, Alessandro Pretolani

Crediti:

Gruppo di progettazione: architetti Romano Pretolani, Filippo Pambianco, Alessandro Pretolani

Esperto in architettura dell’edificio sacro: prof. arch. José Ignacio Linazasoro

Artisti: Francesco Bombardi, Simone Bombardi

Liturgista: don Cristian Cerasa

Progetto energetico dell’edificio: arch. Kristian Fabbri

Collaboratori prima fase: arch. Francesco Mariani, Laura Vestita

Collaboratori seconda fase: architetti Francesco Mariani, Federico Tassinari, Ylenia Donati

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