Dott. Pierfrancesco Pacini -Opera Primaziale Pisana

Il ricordo di quel 6 gennaio 1990, giorno in cui fu chiuso il Campanile, appare oggi lontano per il tempo passato e perché ormai quotidianamente, centinaia di turisti provenienti da tutte le parti del mondo, risalgono i trecento scalini che dalla base conducono fino alla sommità della cella campanaria.

Ancor più lontane e superate le sensazioni, le ansie per le difficilissime e coraggiose scelte e le emozioni liberatrici vissute in anni di intensi studi e lavori a fianco dell’ultimo Comitato Internazionale per la Salvaguardia della Torre, il 17°, presieduto dal Prof. Michele Jamiolkowski.

Per questo coraggio, unito ad altissime specifiche competenze, voglio ancora una volta in questa particolare occasione ringraziare i Componenti del Comitato a cui desidero dare un ulteriore e dovuto segno di grande stima e riconoscenza mia personale e di tutta la Deputazione dell’Opera della Primaziale:

Jean Barthelemy, Michele Cordaro, Michele D’Elia, Roberto Di Stefano, Salvatore Settis, Fernando Veniale, Remo Calzona, Giuseppe Creazza, Giorgio Croci, Giorgio Macchi, Luca Sanpaolesi, John Boscawen Burland, Ing. Michele Jamiolkowski, Carlo Viggiani, Francesco Guerrieri, Mario Desideri, Renato Lancellotta, Raymond Lemaire, Prof.Fritz Leonhardt, Gerald A. Leonards, Angela Maria Romanici, Alma Maria Minosi.

Questo Comitato nel corso di più di dieci anni ha centrato uno scopo che sembrava impossibile da raggiungere e, riducendo l’inclinazione del Campanile di circa 1900 arcosecondi, corrispondenti ad una diminuzione dello strapiombo della settima cornice rispetto al piano di fondazione di ben 460 millimetri, ha riportato il nostro celebre Monumento alle condizioni di preesistenza databili ai primi dell’Ottocento restituendogli oltre 200 anni di vita in sicurezza.

La riconoscenza e l’ammirazione nostra e di tutto il mondo scientifico e culturale per questo risultato e soprattutto per le modalità con le quali è stato raggiunto, sono da attribuire alle caratteristiche di un intervento che, pur nella drammaticità delle condizioni al contorno (la Torre poteva crollare in qualsiasi momento e senza preavviso alcuno o per rottura del terreno sottostante o per rottura fragile della struttura in elevazione), ha risolto il problema senza minimamente modificare le caratteristiche del monumento, nel rispetto assoluto della sua unicità e originalità.

L’Opera della Primaziale Pisana è testimone e conserva nei suoi archivi numerosissimi progetti di ogni genere, dai più autorevoli ai più bizzarri, che nel corso dei decenni ipotizzavano comunque e costantemente pesantissimi interventi di consolidamento che avrebbero per sempre e irreversibilmente modificato l’anima del nostro celeberrimo Monumento: tutto questo non è avvenuto e sintesi grafica quanto mai rappresentativa della tecnica adottata e del risultato raggiunto è quella piuma che nel dipinto di Rènè Magritte “ il Regno Incantato” si oppone allo strapiombo della Torre.

Come ci ha insegnato il Prof.Michele Jamiolkowski la stabilizzazione della Torre è stata una vera e propria sfida difficile per l’ingegneria geotecnica dovuta al fatto che gli interventi al terreno di fondazione potevano essere pericolosi, per tale motivo l’impiego delle tecnologie convenzionali, come iniezioni o sottofondazioni comportavano un rischio inaccettabile. La sottoescavazione si è invece rivelata una tecnica completamente compatibile con i requisiti di un restauro architettonico del tutto conservativo e ha permesso di vincere questa incredibile sfida.

Oggi, riportata in condizioni di stabilità, la Torre (o meglio il Campanile della Cattedrale di Pisa) è ancora sotto controllo attraverso un Gruppo di Sorveglianza, Presieduto dal prof. Salvatore Settis e composto dal prof. Carlo Viggiani e dal prof. Donato Sabia che ha il delicato compito di controllare i suoi movimenti.

Il tema del monitoraggio dei monumenti è per le Cattedrali e per i suoi Campanili un tema di assoluta attualità e per questo abbiamo ritenuto di celebrare i venti anni dalla conclusione dei lavori di consolidamento del Campanile inserendoli nel ciclo di conferenze che dal 2011 l’Opera della Primaziale Pisana ha organizzato tra gli addetti ai lavori che si occupano della conservazione delle Cattedrali Europee.

Sono state iniziative caratterizzate da un “serrato e proficuo confronto” tra gli oratori invitati, il cui alto profilo ha permesso di delineare modelli gestionali e procedure relative alla programmazione conservativa nonché di definire specifici interventi dedicati alla conservazione delle vetrate, o al confronto tra le cattedrali come grandi contenitori di opere pittoriche e scultoree. Per poi lavorare sul fondamentale utilizzo delle nuove tecnologie legate ad imponenti interventi conservativi o alla tematica relativa alla conservazione dei campanili e delle loro campane.

Il programma di queste due giornate si sviluppa con un primo momento, quello di questa mattina, dedicato al Campanile in cui si parlerà della sottoescavazione e di rinforzo strutturale con Michele Jamiolkowski, Carlo Viggiani e Luca Sanpaolesi, ai quali faranno seguito, su temi analoghi, le voci di relatori di livello internazionale, dal Portogallo, dalla Francia e dalla Spagna.
Il ruolo del Comitato di Salvaguardia della Torre si chiuderà con l’intervento di Gisella Capponi, già direttrice dell’Istituto Superiore per il Restauro e la Conservazione, che progettò e diresse il restauro materico, quello sulla ‘pelle’ del campanile.

Sempre ai campanili è dedicata la seconda parte della giornata del 24 ottobre: il Big Ben, la torre degli Asinelli e della Garisenda di Bologna, il campanile di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia sono i casi di studio che verranno analizzati dai tecnici e conservatori impegnati nel loro monitoraggio. Concluderà i lavori della prima giornata il Prof. Salvatore Settis.

Il Convegno proseguirà domani con un parterre internazionale di grande importanza e il compito di aprire i lavori è affidato alle associazioni ed istituti internazionali impegnati nel campo della conservazione: prenderà parte al convegno Luigi Ficacci, direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, Regine Hartkopf per la Dombaumeister E.V. (l’associazione europea dei Capimastri delle Fabbricerie), Ed Morton per la Cathedral Architects Association e Roberto Cela per l’Associazione delle Fabbricerie Italiane. A loro si aggiunge Paul Bellendorf, dell’Università di Bamberg, già parte del consorzio nato intorno al progetto europeo NANO-Cathedral, di cui anche l’Opera della Primaziale Pisana era partner. Il suo intervento verterà sull’uso dei sistemi di scansione 3D applicati agli edifici monumentali non solo come metodo di digitalizzazione ma anche come valido strumento di monitoraggio.

Si proseguirà poi con i vari casi di studio delle Cattedrali non solo europee: per la prima volta, infatti, una cattedrale fuori dai confini del vecchio continente, quella di Ani, già capitale dell’Armenia medievale e ora Turchia orientale, farà la sua comparsa fra i numerosi casi di studio che concluderanno queste due giornate in cui si alterneranno interventi dei rappresentanti delle Cattedrali di: Santa Maria del Fiore di Firenze, di Colonia, di Vittoria, di Friburgo, di Todi, di Orvieto, di Siviglia e appunti di Ani.
Concluderà i lavori il Prof. Stefano della Torre esperto di queste tematiche del Politecnico di Milano.
Desidero concludere questo mio breve intervento ringraziando l’Arcivescovo di Pisa Monsignor Giovanni Paolo Benotto e il Capitolo della Chiesa Pisana, la Deputazione dell’Opera della Primaziale e tutto il personale che con dedizione e professionalità hanno organizzato questo convegno, e infine i rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali coinvolte che con passione hanno aderito a questa iniziativa.