Ponteggi per interventi di restauro: da opere provvisionali a percorsi di visita. Il caso dell’ Arciconfraternita della SS. Trinita’ di Torino

 

Il lavoro di tesi di Paolo Badino, svolto a conclusione del suo percorso di studi del corso di laurea magistrale in “Architettura per il progetto sostenibile” presso il Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design, affronta il tema dei ponteggi per gli interventi sul costruito. Per quanto possa sembrare un argomento inusuale per una tesi di laurea in Architettura, il tema è stato affrontato in modo originale e con spirito progettuale, valorizzando le competenze professionali specifiche dell’autore. Il lavoro, infatti, a partire dall’analisi delle caratteristiche e delle prestazioni dei ponteggi, esplora funzioni aggiuntive rispetto a quella primaria di opera provvisionale di servizio, indispensabile per realizzare in condizioni di sicurezza le lavorazioni in un intervento di recupero o di restauro.

Sempre più nel mondo contemporaneo, i cantieri di restauro di opere monumentali diventano occasioni di studio, di didattica e di sperimentazione per operatori e specialisti del settore ma possono anche diventare “musei temporanei” dell’opera e aprirsi alla visita da parte di un pubblico ampio, con obiettivi diversi. La possibilità di visita di un cantiere di restauro, infatti, è sempre più richiesta dai finanziatori degli interventi, è indispensabile per fini didattici e, come documentato nella tesi, sempre più costituisce un’interessante occasione anche per un pubblico vasto per poter vedere da altre prospettive e in dettaglio l’opera, così come per comprendere a pieno l’intervento di restauro. Per rendere visitabile un cantiere è necessario che le opere provvisionali, oltre a rispondere alle funzioni di servizio all’intervento, permettano anche la fruizione di percorsi di visita, appositamente progettati, in piena sicurezza.

La tesi ha affrontato questo interessante tema con un’applicazione al caso studio del ponteggio interno allestito per i lavori di restauro della Confraternita della S.S. Trinità a Torino che, sia per la morfologia dell’edificio, sia per una serie di condizioni secondarie, di per sé si configurava già come un’opera provvisionale piuttosto complessa. A partire dall’impalcatura realizzata, sono state studiate e messe a confronto due alternative progettuali per migliorarne il grado di accessibilità, rispondendo alle esigenze di fruibilità e sicurezza sia degli operatori sia degli utenti di possibili percorsi di visita al cantiere, con attenzione particolare anche per le persone con disabilità motorie.

prof.ssa Daniela Bosia