Il dialogo tra la comunità e la progettazione architettonica è stato il nucleo tematico della prima giornata nazionale organizzata dall’ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’edilizia di Culto, che si è tenuta a Viareggio il 17 e 18 giugno 2019.
Le relazioni hanno messo in luce come nell’ultimo decennio, grazie alle acquisizioni date dall’esperienza dei progetti pilota intrapresi per sei edizioni, tra il 1998 e il 2011, la CEI abbia potuto spostare la propria attenzione dalla definizione delle necessità del prodotto dell’edilizia di culto a quelle del processo di concezione e realizzazione dell’opera. In particolare, sono state illustrate esperienze di percorsi di progettazione che hanno la volontà trasversale di ripensare l’edificio chiesa, ma affrontano il tema con sensibilità diverse e affinate, delineando così una direzione progettuale che intercetta soluzioni virtuose, frutto di percorsi comunitari e metodologie sperimentali diversificate.
Che si tratti di percorsi di architettura bioclimatica, di progettazione partecipata, o di percorsi diocesani, si legge nelle intenzioni della CEI un invito a cambiare lo sguardo che si rivolge all’edilizia di culto. Infatti, l’edificio chiesa non può essere considerato una qualunque fornitura architettonica, ma l’espressione della comunità celebrante che in essa si riunisce, e come tale ha una grande influenza non solo sulla comunità stessa, ma anche sul paesaggio e sul tessuto territoriale in cui essa si innesta e porta frutto. A questo proposito è risultata significativa una prima lettura critica dell’attività sperimentale “CLI/LAB” condotta dalla CEI con giovani professionisti, per attività partecipative finalizzate alla scrittura del Documento Preliminare di Progettazione in quattro diocesi italiane.
A coronamento delle due giornate, un riscontro formativo è dato dal contatto diretto con la comunità di Varignano (Viareggio), protagonista nel nord Italia, allo stesso titolo della diocesi di Forlì-Bertinoro nel centro e della diocesi di Monreale nell’area meridionale, di uno dei tre percorsi diocesani sperimentati tra il 2013 e il 2015 che ha portato alla realizzazione del complesso parrocchiale della Resurrezione di Nostro Signore, ad opera di TAMassociati, dedicato lo scorso 8 giugno. In un clima entusiasta è stato ripercorso il processo di progettazione del nuovo complesso parrocchiale. Attraverso la voce dei professionisti coinvolti o dei membri della comunità stessa, tale progetto è stato raccontato come risultato di un percorso pastorale e di una liturgia inculturata: un luogo in cui la comunità celebrante riconosce la propria memoria e ritrova la sua direzione escatologica.

Silvia Negroni