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RIAPERTURA CATACOMBE SAN VITTORINO | L’AQUILA

Dopo il sisma del 6 aprile 2009 in cui si era reso necessario un intervento di restauro,  da domenica 7 febbraio saranno riaperte al pubblico le Catacombe di S. Vittorino, nell’omonima frazione del comune di L’Aquila, nell’area dell’antica città romana di Amiternum. L’intervento è stato reso possibile grazie al contributo della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e permetterà a studiosi e pellegrini di ri-ammirare questo monumento della fede paleocristiana.

Il complesso di S. Michele Arcangelo presso S. Vittorino è fra i più suggestivi monumenti abruzzesi poiché consente, grazie alla stratificazione delle strutture ed ai molteplici materiali scultorei conservati, di poter ripercorrere a ritroso i secoli medievali fino all’epoca paleocristiana e tardo antica. L’esterno dell’edificio, estremamente semplice e privo di ornati, cela al visitatore la lunga storia del suo insediamento, legata al culto del vescovo Vittorino, martirizzato presso Rieti al tempo di Traiano. La chiesa infatti nasce su delle catacombe che accolgono fra le sepolture la tomba del martire, monumentalizzata da un altare del V secolo. Le prime notizie documentarie relative ad una “ecclesia sancti Vittorini” si traggono dal Regesto dell’abbazia di Farfa dell’anno 763. L’edificio odierno è di epoca successiva, ma conserva tracce della chiesa altomedievale e numerosi frammenti scultorei riconducibili al suo arredo, databili all’VIII e al IX secolo. Numeroso anche il materiale proveniente dalla vicina città dei Sabini, Amiternum, riutilizzato di spoglio. La chiesa che oggi vediamo riflette l’impianto assunto nella ricostruzione del XII secolo, documentata dall’iscrizione affissa nella parete destra della navata, nella quale si ricorda la consacrazione avvenuta il 24 luglio del 1170 alla presenza di Dodone, vescovo di Rieti e dei vescovi Anselmo di Foligno e Berardo di Forcona. Un ulteriore intervento di restauro e ripartizione dei vari ambienti è realizzato nel 1528. All’interno l’edificio presenta una pianta a croce latina con ampia navata, transetto ed abside semicircolare. Il catino absidale conserva tracce di affreschi datati al XIII secolo; parzialmente conservate sono le figure di Cristo, raffigurato entro una mandorla sorretta da angeli, di S. Giovanni Battista e di S. Pietro. Uno strato inferiore di affresco lascia riconoscere una scena della Crocifissione con Cristo fra la Madonna e S. Giovanni Evangelista. Sull’intonaco rimane il segno di iscrizioni graffite dai devoti a partire dal tardo Medioevo. Attraverso due scalette poste ai lati dell’altare maggiore si scende nella cripta che nelle pareti e nella volta riutilizza diversi pezzi di età romana e, in corrispondenza dell’altare maggiore, è decorata da dipinti narranti il martirio di S. Vittorino. Tornando alla chiesa superiore, in luogo di una controfacciata troviamo una parete che delimita lo spazio riservato al culto dall’ambiente che immette nelle catacombe, la cosiddetta “chiesa vecchia”, ove sono conservati diversi frammenti scultorei di età romana e medievale. Tale parete-diaframma incastona due bassorilievi del XII secolo raffiguranti episodi del martirio di S. Vittorino, realizzati dal magister Pietro Amabile per un perduto ambone. La chiesa vecchia è illuminata da una piccola bifora e al centro apre alla scalinata che conduce al primo ambiente della catacomba, dove a seguito dei restauri del 1940 è stata ricomposta la tomba di S. Vittorino. Il monumento, risalente al V secolo, è composto da lastre di marmo decorate con un motivo a squame e petali lanceolati, scandite da quattro pilastri con capitelli compositi e chiuse in alto da una lastra in cui è incisa un’iscrizione che ne ricorda il committente, il vescovo Quodvultdeus (“IVBENTE DEO CRISTO NOSTRO SANCIO MARTYRI VICTORINO DVODVVL(t) DEVS EPIS(copus) DE SVO FECIT”, trad. “Per volontà di Dio Cristo nostro, il vescovo Quodvultdeus fece (questo monumento), a sue spese, al santo martire Vittorino”). L’iscrizione è fiancheggiata da due figure palliate da identificare con due apostoli o lo stesso Quodvultdeus ed un apostolo; lo stile è chiaramente tardo antico. Lo stesso stile impronta un altro interessante rilievo posto al centro del monumento sepolcrale in cui è raffigurato Cristo su di un globo con ai lati una figura non identificata e S. Vittorino (?), che si rivolge a Cristo nel gesto di intercedere per un defunto, forse lo stesso vescovo Quodvultdeus. Alcuni ambienti della catacomba sono ricavati nella roccia e conservano tombe “a forno”, altri hanno forma più regolare e sono rivestiti in muratura. Il vano con le colonne romane reimpiegate a sostegno della volta conserva un affresco riconducibile per caratteri stilistici al XIV-XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino fra S. Giovanni Battista ed un santo non identificato. Da questo vano è possibile accedere sia ad un ambiente rettangolare in cui tra il Cinquecento ed il Seicento è stato eretto un altare con materiale medievale e sia al corridoio principale delle catacomba. Da qui per uno stretto ambulacro si risale fino alla superficie.

Il testo sulle vicende storiche del complesso e l’immagine di copertina sono tratti dal portale web della Regione Abruzzo – Cultura – Schede su Chiese Medievali.

 

Programma di domenica 7 febbraio 2016

Ore 11.00 S. Messa presieduta da Mons. Giovanni Carrù, Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

CHIESA VECCHIA

Ore 11.40 Saluto del Can.co Giorgio Hanejko, Direttore delle Catacombe di S. Vittorino

Ore 11.50 Dott. Marcello Orlandi, Società Tiburtina di Storia ed Arte

Presentazione del Progetto di Valorizzazione del complesso – Programmi futuri di carattere socio – culturale

Ore 12.00 Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana

Le catacombe di San Vittorino

Conclude

Mons. Giovanni Carrù, Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

Seguirà la visita guidata alle Catacombe di San Vittorino.

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