Ristrutturazione Chiesa S.Maria Immacolata a Nocera Inferiore

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1. Lo stato di fatto

A Nocera Inferiore, cittadina di 50.000 abitanti in una valle tra Napoli e la Costiera amalfitana, la chiesa Maria Immacolata è stata costruita negli anni ’60 con struttura mista in tufo e cemento armato e pianta spiraliforme. È preceduta da un ampio piazzale, l’esterno è caratterizzato da una serie di “costole” parallele poste a intervalli regolari e da una copertura a vela rivestita in lamine di rame corrispondente all’interno all’aria presbiterale. Dall’atrio si accede all’aula principale circolare separata dalla navata laterale da una serie di setti. Alle spalle del presbiterio si trova la sagrestia e, in un volume di altezza inferiore che è stato addossato alla chiesa in un momento successivo alla costruzione, sono ospitati gli spazi di servizio.

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Vista esterna, l’ingresso (dopo l’intervento); la pianta della chiesa

2. La necessità dell’intervento

L’edificio si è trovato in condizioni di fatiscenza. Questo, insieme alla necessità di migliorarne la fruibilità, ha suggerito di impostare un intervento di ristrutturazione. Questo è stato reso possibile dai fondi CEI per il finanziamento dell’edilizia di culto derivanti dall’8 per 1000 alla Chiesa cattolica; la decisione è stata presa dal parroco che si è rivolto allo studio di architettura  74 RAM di Napoli.

3. L’intervento

In primo luogo si è provveduto alla verifica delle condizioni statiche dell’edificio, poi alla protezione delle superfici esterne tramite la posa in opera di biointonaco, una tinteggiatura al quarzo bianco crema e un nuovo manto impermeabile. Data la scarsa salubrità dell’aula, si è creato un impianto di climatizzazione radiante a pavimento, mentre per gli altri ambienti è stato utilizzato un sistema a ventilconvettori. La deumidificazione dell’aula è garantita da un sistema canalizzato nascosto a parete da griglie su disegno. Successivamente pannelli fotovoltaici completeranno il sistema energetico.

Per favorire l’illuminazione e la ventilazione naturali inoltre, sono state aperte nella muratura 3 finestre rivolte a nord-ovest e tre a sud-est dal forte sviluppo verticale che si inseriscono tra le costole della facciata. I serramenti sono in acciaio corten e vetro stratificato satinato bronzo, gli stessi materiali sono stati usati per il portone di ingresso, realizzato  su disegno.

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Da sinistra: l’aula liturgica vista dall’ingresso; vista verso l’altare; vista verso il tabernacolo

Il pavimento in lastre di Trani bronzetto sfuma dal beige chiarissimo al marrone più carico.

L’area presbiterale è stata ricalibrata creando due differenti altezze: la prima per ambone, crocifisso, altare e sede del celebrante, la seconda per il fonte battesimale. Tutte le opere artistiche sono state progettate in funzione delle esigenze devozionali seguendo le indicazioni fornite dalla riforma liturgica. Esse sono un esplicito richiamo all’immagine della vela ispirata dalla struttura stessa della chiesa, in particolare dalla copertura del presbiterio e dal logo del primo sinodo diocesano. L’altare è un blocco di travertino noce e travertino navona su cui è incisa una croce lunata ed è incastonata una pietra proveniente dalla grotta di Massabielle a Lourdes.

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L’altare, l’ambone e il fonte battesimale

L’ambone è correlato all’altare per forma e materiale e ha nel prospetto elementi scultorei che rappresentano un libro aperto da cui le parole come pioggia germogliano la terra della vita spirituale di chi le accoglie nell’ascolto. Il fonte battesimale è costituito da un cilindro in travertino noce studiato in modo da avere due livelli d’acqua: una conca centrale in cui conservare l’acqua della veglia pasquale, e un’intercapedine dalla quale fuoriesce acqua corrente che scivolando sulla pietra levigata, crea un suggestivo gioco di riflessioni e suoni prima di scomparire nell’anello in rame. Le due acquasantiere sono vasche in rame avvolte da “drappi” in travertino navona.

Il tabernacolo è inserito al centro di tre vele in rame ancorate a pali in legno.

Sono poi state realizzate alcune opere lignee in faggio: la sede presidenziale appoggiata alla parete di fondo del presbiterio che ne segue la curvatura, i nuovi banchi distribuiti a ventaglio realizzati grazie alle offerte dei fedeli, il controporta che conserva nella parte superiore i vetri cattedrale su cui è posta la “M” di Maria, mentre la parte inferiore alloggia nuovi vetri satinati.

4. Il risultato

Tutti i fuochi liturgici sono in relazione armonica tra loro per disegno e materiali e con l’invaso in cui sono collocati, e sono disposti in maniera tale che dall’ingresso e dall’assemblea si possano vedere tutti i simboli liturgici.

L’architettura della chiesa non è priva di pregio, ma le superfici in cemento a vista non reggono nel tempo. Con l’intervento si è ottenuta una nuova luminosità delle superfici esterne e interne così che l’edificio appare come nuovo. Le vernici protettive conserveranno le condizioni per diversi anni; dovranno essere riviste ed eventualmente nuovamente stese ogni dieci anni circa. La nuova sistemazione liturgica esalta l’articolata unitarietà dello spazio cultuale.

5. Dati riassuntivi

04Progetto: Studio 74 RAM, viale villa S.Maria 14, Napoli

Progettisti: Arch. Emilia Abate con architetto Francesco Rotondale

Collaboratori: Arch. Germana Maranca

Direzione lavori: Arch. Emilia Abate

Liturgista e Committente: Don Piercatello Liccardo, chiesa Maria Immacolata, diocesi Nocera-

Sarno

Superficie del lotto: 2760 mq; superficie lorda edificata: 850 mq; altezza massima fuori terra: 23 m

Cronologia: 2009-2010, progetto; giugno 2010-maggio 2011, realizzazione