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SANTIAGO DEL CILE, LA SECONDA GIORNATA DEL V CONGRESSO INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA RELIGIOSA CONTEMPORANEA

La seconda giornata di lavori

 

Dopo la giornata introduttiva e istituzionale, giovedì 24 agosto i lavori del V CIARC sono entrati nel vivo.

La lectio magistralis della giornata è stata tenuta da Zoran Vukoszavlyev, della facoltà di architettura di Budapest (noto anche agli studiosi italiani per i suoi interventi ai convegni di Venezia e di Bologna), che ha tracciato una “mappa” dell’architettura delle diverse confessioni protestanti in Europa, offrendo un panorama assai articolato sia di variabili liturgico-teologiche, sia di approcci formali, con una forte attenzione al rapporto con i contesti politici e geografici mitteleuropei e scandinavi. La lezione ha anche contribuito a precisare un lessico condiviso tra i partecipanti, e a mettere in discussione fin dalle sue radici un approccio tipologico eccessivamente determinista, che rischia di associare a ogni confessione un impianto liturgico “tipico”.

Le prime due sessioni di contributi brevi, selezionati tramite call far paper, hanno riguardato la sezione “Hitos” (Siti), ossia hanno inquadrato il tema tramite alcuni casi-studio esemplari, individuati o in concorsi “periodizzanti” (il concorso per la chiesa nazionale presbiteriana di Brasilia), o in contesti geografici (i presbiteriani in Cile, le diverse confessioni in Città del Messico, l’Ungheria nel passaggio dall’impero, allo stato nazionale, al regime e all’integrazione europea), o in architetture particolarmente influenti (la cappella di Otaniemi, il progetto di Robert Venturi per una cappella episcopaliana).

Nel pomeriggio è stata avviata invece una riflessione sulle “Transferencias“, ossia sul tema critico di come si possano indagare, dimostrare e discutere le relazioni tra le diverse confessioni cristiane, in particolare tra il mondo protestante e quello cattolico. Anche in queste sessioni pomeridiane il tema è stato affrontato per casi-studio, che consentono di superare le generalizzazioni sulle “influenze” e di discutere criticamente l’effettivo interscambio di esperienze.

Le relazioni hanno affrontato o la concretezza delle situazioni effettive di impatto di singoli progetti protestanti (la chiesa unitariana progettato da Kahn, la congregazione metodista di Pachuca), o la complessità di alcuni contesti geografici in cui si sperimenta la presenza di confessioni diverse (le regioni di Cordoba e del Mar della Plata).

Con un taglio più teorico è stato affrontato il tema dell’influenza del pensiero del teologo Paul Tillich – più volte citato in diverse relazioni – sulla riflessione cattolica sull’architettura. Il dibattito ha chiuso la giornata di lavoro, che ha visto alternarsi sul palco 13 relatori di 8 diversi paesi.

 

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