Nel 2003 è stata annunciato un concorso urbano anonimo. La giuria propose la nostra squadra – Andrea Macejková, Miro Macejko and Marek Tkáčik – quasi all‘unanimità. L’idea principale era quella di creare l’ultimo luogo di riposo sotto forma di parco, spazio non solo per la venerazione, ma anche per uso l’quotidiano. La combinazione di aree di sepoltura e foresta è stata progettata per il principio urbano di base. La posizione dei siti di sepoltura nella composizione all’aperto e la conservazione del carattere naturale dell’area era sostenuta dalla presenza di vegetazione alta e bassa. Abbiamo prevalentemente livellato l’area. Paesaggio, angoli, composizione morbida. Questa modellazione del terreno mirata ha creato una barriera sia ottica che sensoriale a contatto con le aree di sepoltura. Il mondo dei vivi e quello dei morti sono vicini ma al contempo lontani. In contatto armonico. Il progetto originale è rimasto una griglia di comunicazioni concrete – questi sono determinati dai settori di sepoltura (40 x 40 metri), come curriculum di comunicazione e orientamento di base. Uno strato contrastante di curve increspate di passerelle pedonali è stato modellato sulla curvatura definita. I punti finali delle strade principali hanno una destinazione – luoghi con panchine per fermarsi e meditare. Il posto più frequentato è la punta meridionale, una piccola superficie d’acqua, oggi abitata da pesci. Grazie, donatore sconosciuto. La prima prova di accettazione di questo territorio da parte dei residenti.
Il progetto originale è rimasto una griglia di comunicazioni concrete – questi sono determinati dai settori di sepoltura (40 x 40 metri), come curriculum di comunicazione e orientamento di base. Uno strato contrastante di curve increspate di passerelle pedonali è stato modellato sulla curvatura definita. I punti finali delle strade principali hanno una destinazione – luoghi con panchine per fermarsi e meditare. Il posto più frequentato è la punta meridionale, una piccola superficie d’acqua, oggi abitata da pesci. Grazie, donatore sconosciuto. La prima prova di accettazione di questo territorio da parte dei residenti.
Inoltre, è stata effettuata una ricerca archeologica che ha confermato l’essenzialità di questo sito. Era già abitata nel periodo neolitico in epoca slava e agli inizi dello stato ungherese. In un altro livello dell’area, sono presentati su dei pannelli i risultati più importanti circa lo studio dei singoli periodi storici.
La vegetazione alta e bassa creerà in futuro contrasto con le strade in cemento e i singoli siti funerari. Già oggi ammorbidiscono l’atmosfera e allo stesso tempo sostituiscono le aree mancanti del parco nel circostante complesso residenziale. I vicoli di fianco e i gruppi composti dovrebbero creare vedute e angoli intimi che variano a seconda delle stagioni.
La venerazione del luogo e il carattere naturale hanno delineato la scelta della soluzione artistica e materiale. Tre elementi: acciaio Corten con corrosione controllata, cemento armato e legno naturale. L’acciaio Corten come simbolo di invecchiamento graduale viene applicato al portale d’ingresso, che è un monumentale, pesante passaggio tra due mondi. L’ampio cancello in combinazione con le colonne di cemento serve anche come punto di riferimento principale in una vasta area. Il recinto costituito da pali in calcestruzzo è più un elemento spaziale e visivo che una vera barriera fisica. Elementi alternativi, forme architettoniche atipiche, come nelle piccole panche, nei bidoni dei rifiuti, pannelli di informazione e orientamento, prese d’acqua, impianti di illuminazione, … sono in linea con questo concetto.
Una parte integrante della progettazione e realizzazione del complesso stesso è stata la sua soluzione tecnica: serbatoi di ritenzione, pozzi, rete idrica, sistemi di drenaggio dell’acqua piovana e sistemi di irrigazione. È stato creato un ciclo d’acqua interno chiuso. L’area è inoltre dotata di illuminazione separata e sistema di telecamere.
La realizzazione del nuovo cimitero ha portato ad una zona sepolcrale di 3.3 ettari – il 67% della superficie, e un’area verde di 1,7 ettari – il 33% della superficie. Il numero totale di siti funerari è 2.700. Ogni settore avrà le dimensioni delle tombe classiche, impostando il loro colore con enfasi sull’uso di materiali naturali. Una parte inseparabile del complesso sarà il posizionamento di opere d’arte e scultura in luoghi selezionati – in futuro.
                                                                                                                                             Miro Macejko

STORIA
I preparativi per la costruzione di un nuovo cimitero a Prešov, nel distretto di Solivar, risale al 2003, quando venne annunciato un concorso urbano anonimo. Sulla base della proposta vincitrice, venne elaborato uno studio dell’urbanistica, e dopo il suo aggiornamento la documentazione del progetto fu preparata in vista dell’organizzazione della zona.
Dopo che l’emanazione della decisione nel 2010, il territorio venne destinato alla prima fase del progetto, divisa in due parti a causa delle esigenze dell’insediamento immobiliare. Nel 2011 fu preparato il progetto per il permesso di costruire della fase I della Parte A. La condizione per la concessione del permesso di costruire, era di effettuare una perizia archeologica, che rivelò ritrovamenti significativi nell’area.
Dopo il completamento e la valutazione degli studi, il permesso fu rilasciato nel 2014.

IDEA
Il cimitero è concepito come una foresta, un’oasi verde nell’area urbana. Emerge il carattere naturalistico del luogo di riposo ultimo, con molte piante alte e basse. Sono preferite le tombe verdi e le sepolture che liberamente densificano l’area. E’ stata definta un’area più ampia per le tombe. La decorazione dei sepolcri è realizzata solo con materiali naturali, con disposizione uniforme delle unità tombali, e manutenzione professionale del verde pubblico.
Componenti
Recinto
Comunicazioni, area pavimentata e paesaggio
Sorgenti, serbatoi idrici, riserve d’acqua, sistema di irrigazione
Drenaggio delle acque piovane dalle superfici
Illuminazione pubblica e CCTV
Paesaggi e stagni
Elementi di piccola architettura e infosystem
Trasferimento della Stazione di trasformazione TS10 Urxova
Modifica ul. Urx – LV cavi elettrici
Trasferimento di HV air lines no.479
Misure del territorio
Area del cimitero: 33,95 ettari
Area e capacità spaziale della fase I Parte A
– area totale: 4,95 ettari
– di cui: area di sepoltura 3,3174 ettari (67%)
area verde 1,6328 ettari (33%)
Numero dei siti tombali:
Tombe verdi: 870
Tombe tradizionali: 840
Urne: 840
Tombe di bambini: 150
Totale: 2700
Le impressioni di uno storico dell’arte locale
Sul limite dell’esistenza
In corrispondenza del confine sud-est della città, sul “plateau„ tra il distretto di Solivar e il complesso residenziale di Šváby, è stato creato un nuovo spazio, che rappresenta un’estensione del vecchio cimitero. Ho sentito parlare di questo progetto, ma non riuscivo ancora a trovare un po‘ di tempo… Fino a poco fa, quando durante i miei vagabondaggi nel complesso residenziale di Šváby, scattando foto di alcuni scorci bellissimi, ho scelto casualmente una strada laterale. E‘ stata una sensazione…Mi è capitato poche volte di aver percepito intuitivamente che avrei visto qualcosa di interessante oltre l’orizzonte di alcuni luoghi. Alcuni fotografi molto conosciuti parlano di questa specifica esperienza.
Eventi all’orizzonte
Dopo aver percorso una strada ripida, sono iniziate ad emergere dall’orizzonte alcune colonne sottili. All’inizio mi è sembrato che si trattasse probabilmente di uno scheletro di un vasto ed alto edificio, forse un magazzino. Più mi avvicinavo, più ne ero inebriato. Dopo altri cinquanta metri, non sembrava più un atrio, l’asimmetria emergeva dai suddetti pannelli, che tendevano verso il cielo. Inoltre, la loro alteza è irregolare. Poi, all’incirca nel centro, ho identificato un alto cancello con una cornice enorme, coperta da una patina di ruggine. Questo, in precedenza, sembrava una cornice di acciaio, forse anche appropriata al contesto. Man mano che mi avvicinavo, ho iniziato a capire che si trattava di un luogo speciale. Forse un nuovo parco, ma ne abbiamo già alcuni a Presov…Tutt’ora non capisco come possa essere un cimitero. L’ingresso monumentale non ha un simbolo, come la croce romana cattolica, che rimanderebbe alla riverente funzione associata alla dimensione spirituale.
Genius loci
Solo dopo aver attraversato il cancello, ho notato sulla sinistra il vecchio cimitero di Solivar. Alla sua destra c’era la suddetta pianuta, dalla forma espressiva, che fu presumibilmente popolata in epoca preistorica e successivamente tra il XII e il XIII secolo. Il luogo è carico di energia. Non riuscivo a liberarmi della sensazione che, nonostante il vicino cimitero di Solivar, questo abbia un’atmosfera considerevolmente diversa. Ricordai dei boschetti pagani del pittore simbolista Arnold Böcklin e di altri contesti simili. Era come se ci fosse qualcosa nell’aria. E‘ veramente difficile determinare in modo inequivocabile se era dovuto alla forma finale di un rilievo espressivamente modellato da un progetto architettonico, o all’energia residua degli antichi antenati che vibra in questo posto, ad una costellazione momentanea, o alle mie sensazioni soggettive…E‘ speciale perchè è così monumentale, ma allo stesso tempo sembra nessuno. Nessun simbolo specifico lo contraddistingue. Questo non è comune, perchè nella nostra cultura, alcuni apprezzano avere grandi cose. Queste possono essere usate/abusate per promuovere vari argomenti, idee, ideologie…
Voci dall’altra sponda
So che l’ingresso è stato disegnato da STOA Architetti. Con i membri, abbiamo incontrato una Kristina per una birra, ma non sapevo ancora nulla di questo progetto. E potrei anche chiedere a loro, non avrebbero problemi. Ma mi sono detto che avrei visto questo lavoro, nel senso che avrei lasciato che evocasse in me delle emozioni, e poi avrei chiesto agli autori. E quando le nostre interpretazioni sarebbero state differenti, sarei stato felice. Penso che un buon lavoro debba andare oltre il limite del suo stesso significato, anche se l’autore vuole esprimere esattamente solo quel significato. Non so se imparerò qualcosa dai membri dello studio (loro certamente saranno molto divertiti dalle mie interpretazioni). Per me questo monumentale ed astratto ingresso rappresenta simbolicamente innanzitutto la transizione nell’aldilà, in un’altra dimensione, e per qualcuno (per esempio, i progettisti), potrebbe essere qualcosa di simile. M a questa è la prima impressione che mi ha dato. Le colonne di varie altezze sono poste di fronte al recinto in cemento e al portale in acciaio arrugginito del nuovo cimitero. Solo quando ci si avvicina al cancello si nota approssimativamente il numero di colonne simili all’interno dell’area. Comunque, non sono poste esattamente le une di fronte alle altre, ma sono a zig-zag. Questo evoca l’impressione di una conversazione sileziosa tra quelli che ci hanno lasciato e quello che rimangono. In contemplazione delle anime incarnate nei pannelli. Questi sono dello stesso materiale, ma sono opposti tra di loro. Tra loro, c’è un “confine„ tra l’essere e il non essere nella forma del recinto in pannelli in cemento, che raggiungono solo la metà dell’altezza delle colonne comunicanti. Comunque, ci sono spazi regolari tra i pannelli del recinto, fessure di comunicazione che permettono alle sensazioni di passare da una parte all’altra, attraverso le tradizioni spirituali che abbracciano il confine tra essere e non essere…

                                                                                                                                                Slavo Capek

Testo e foto per gentile concessione  dello studio Stoa architekti

Traduzione a cura di Eugenia Di Biase 

 

 

info 

Autori: STOA architekti 
Cliente: Città di Prešov

Luogo: Prešov, Slovacchia

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