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Tesi di laurea di Elisa Russo_Università degli studi di Roma Sapienza

Il progetto della concattedrale di Hanoi

Premessa

I
La statua del Gesù Gigante attira visitatori a Vung Tau dall’inizio degli anni Settanta

Il Vietnam è un Paese con una forte connotazione spirituale. Prima della evangelizzazione gesuita, a far data dal 1615, il buddismo, il taoismo ed il confucianesimo erano i culti dominanti. I prime due, diffusi sin dal II secolo d.C., ed il terzo, introdotto solo successivamente dai cinesi, si intrecciarono lentamente in un unico pensiero, all’interno del quale coesistono le caratteristiche originali di ciascun pensiero, contribuendo così a definire il cosiddetto Tam Giao (letteralmente: le tre religioni). Il culto degli antenati, la magia e la divinazione, il rispetto per gli elementi vegetali e la disposizione degli oggetti nello spazio in armonia con l’universo, sono ancora oggi evidenti manifestazioni della spiritualità connaturata alla cultra del popolo vietnamita.

Il cattolicesimo in Vietnam

E’ in questo contesto che si inseriscono le prime opere di evangelizzazione ad opera dei francescani, dei domenicani e dei gesuiti. Le difficoltà della diffusione del cattolicesimo all’interno del Paese non furono poche: la differente lingua prima -fu padre Alexandre de Rhodes l’autore della traslitterazione in caratteri latini della lingua vietnamita, ancora oggi il sistema alfabetico in uso nel Paese è quello da lui ideato- e quindi la grande importanza che il cattolicesimo assunse nel corso del tempo, tanta da essere temuto dal potere politico e da indurlo a perseguire i cristiani e sequestrare i loro bene.

Oggi la confessione cattolica è la seconda componente religiosa del Paese, con i suoi quasi 8 milioni di battezzati, il 9% della popolazione e la comunità cattolica vietnamita è la seconda dell’Asia per numero di fedeli dopo quella delle Filippine. Il territorio è suddiviso in 3 arcidiocesi -di Hanoi, di Huè e di Ho Chi Minh-, 23 diocesi e conta ben 2200 parrocchie; le vocazioni alla vita religiosa ed al sacerdozio sono cresciute del 50% negli anni 2005-2009.

II
Vista del complesso espiscopale dall’asse Lieu Giai

Il culto cattolico ha assunto nel tempo caratteri locali, arricchendosi di elementi tradizionalmente appartementi alla cultura asiatica e questa caratterizzazione locale si rispecchia anche nell’architettura e nello stile adottato nella edificazione delle chiese per la costruzione delle quali, ancora oggi, lo sguardo è decisamente volto al passato gotico e rinascimentale. In tale contesto, al di là delle caratteristiche morfologiche dei singoli edifici, per i quali una ricerca che sia almeno esemplificativa è tutta da realizzarsi, lo spazio del sagrato inteso meramente quale spazio esterno, piuttosto che quale spazio pro-fano, assume un ruolo nevralgico nella cultura vietnamita, abituata a vivere e condividere spazi privati e pubblici, interni ed esterni senza nette distinzioni di luogo né di tempo. Relativamente allo spazio liturgico, il coro assume qui un ruolo ben più importante di quello che ha nelle chiese occidentali, guadagnandosi un posto sopraelevato rispetto all’aula, come fu nelle nostre tradizioni pre-conciliari. La croce, di contro, che nelle nostre chiese ha posizione topica e simbolico/segnica rilevante -sia essa posta all’interno o all’esterno dell’edificio-chiesa- non sempre trova qui il giusto rilievo, ed è spesso sostituita dalla effigie del Santo patrono. Si tratta di una contaminazione con le tradizionali architetture religiose locali –pagode e templi- all’interno delle quali -sempre- la raffigurazione della divinità, governa lo spazio di culto. La crocefissione, peraltro, costituisce una condanna tipica della storia occidentale, del tutto estranea alla cultura orientale, più propensa ad altri tipi di esecuzioni, quali squarciamenti e decapitazioni.

III
Sistemazione planivolumetrica

Il progetto della Concattedrale di Hanoi

Tenendo presenti tutti questi elementi la Concattedrale di Hanoi –disponendo già la città già di una Cattedrale dedicata a San Giuseppe, realizzata dai francesi nel 1887- sorge su una penisola collocata in prossimità delle sponde del West Lake, uno dei numerosi laghi della città, residui del corso originario del fiume Rosso. “Agganciata” alla città in due punti, la piattaforma richiama per forma, il tracciato spontaneo della vicina Hoang Hoa Tham e rappresenta la parete di fondo del lungo ed ampio asse prospettico di Lieu Giai, strada interessata negli ultimi anni da numerose opere di riqualificazione e nuova progettazione (non senza un vago rimando a Lucio Costa).

Il complesso episcopale, oltre all’edificio cattedrale, comprenderà, due ulteriori e distinti volumi, facilmente riconoscibili, da destinarsi rispettivamente a curia vescovile, completa di dimora per il Vescovo, museo, biblioteca e sala per le udienze, ed al complesso parrocchiale, a sua volta organizzato in aule per il magistero, uffici e canonica. Le diverse funzioni -a loro volta- saranno distribuite su due differenti livelli: uno, a quota superiore rispetto a quella urbana, consente l’ingresso alla curia vescovile, alla Concattedrale, alle aule ed agli uffici parrocchiali; l’altra, ad una quota inferiore, corrispondente a quella del sedime urbano, dalla quale si accede invece alla biblioteca, alla cripta, al museo diocesano, al salone ed infine alle aule ed agli uffici parrocchiali.

IV
Sistemazione planimetrica della quota superiore

Planimetricamente, il complesso episcopale risulta organizzato secondo due direzioni ideali: il primo allineamento corre in direzione del Quartiere Vecchio, nucleo originario della città di Hanoi, il secondo in direzione del quartiere di nuova espansione della città, lungo l’asse stradale Lieu Giai.Ed è proprio rispetto a questo asse che il complesso episcopale si pone come un segno facilmente riconoscibile grazie alla sua altezza, quasi a voler richiamarel’antico sistema di obelischi elaborato dal papa Sisto V per la città di Roma.

Anche la pianta della Concattedralederiva dalla stessa logica di allineamenti: l’intersezione dei due rettangoli che giacciono lungo le due direttive individua gli spazi principali, aula e area presbiteriale, e quelli secondari, cappelle devozionali e sagrestia.

V
Il palazzo vescovile costituisce il “portale” di ingresso alla Concattedrale

Il diverso trattamento delle facciate nord e sud risponde ad esigenze di riservatezza e di soleggiamento: se la facciata “urbana”, rivolta a sud, risulta più introversa e le bucature –ingressi e vetrate- si concentrano in pochi e determinati punti, nella facciata nord, rivolta verso il lago, le vetrate si infittiscono e diventano, lì dove possibile, continue. La facciata sud consente inoltre, in occasione di celebrazioni straordinarie, che la chiesa possa modificare l’intera configurazione liturgica, offrendo due ulteriori e diverse configurazioni liturgiche: raddoppiare il numero dei fedeli che assistono alle celebrazioni liturgiche; oppure, con la semplice collocazione di un altare amovibile all’esterno dell’aula, celebrare direttamente sullo spazio del sagrato.

VI
Sezione longitudinale del complesso parrocchiale

Diverso invece il trattamento delle due facciate di testata: sulla facciata est della Concattedrale, una fitta serie di tagli verticali consente l’ingresso della luce all’interno dell’edificio, in corrispondenza dell’area presbiteriale. Nella facciata ovest, invece, l’assenza di bucature nel volume destinato alla curia vescovile, contribuisce alla definizione del “portale” di ingresso tramite il quale accedere all’aula liturgica.

Il materiale impiegato nel rivestimento dell’intero complesso episcopale è il legno, generalmente usato nelle architetture religiose Vietnamite anche con funzioni strutturali previo trattatamento adeguato (es. la sovrapposizione di molteplici strati di lacca).

Internamente, lo spazio dello cattedrale è caratterizzato dal sistema di copertura, pensato come un’unica superficie con tre diverse pendenze; l’alternarsi di questi tre piani con diverse inclinazioni contribuisce all’intensificarsi della luce in corrispondenza dell’area presbiteriale -tramite la riflessione su i detti piani- e all’affievolirsi della stessa man mano che ci si allontanasi da questa.

VII
Sezione longitudinale del complesso parrocchiale

La cattedra del vescovo, segno di magistero e potestà, governa l’organizzazione dell’aula: intesa come fulcro di sintesi, è collocata all’interno dell’area presbiteriale in modo tale da non creare contrapposizione rispetto alla sede del Presidente. L’altare e l’ambone, d’altra parte, sono collocati in direzione dell’aula, tesi in direzione dei fedeli. Alle spalle dell’altare un taglio, sagomato in guisa di croce, diffonde la luce proveniente dalle aperture in facciata.

L’insieme di queste scelte progettualitentano di trovare un equilibrio fra la tradizionale architettura Vietnamita e quella occidentale, affinchè l’armonia fra il culto di “importazione” occidentale e la cultura locale trovi una valida espressione.

Università degli studi di Roma Sapienza

Facoltà di Architettura

Tesi di laurea in progettazione architettonica

Laureanda: Elisa Russo

Relatori: G. Salimei, S. Mavilio

Liturgista: pd. Silvano Maggiani o.s.m.

Strutturista: M. Verdina

cattedrale hanoi 1
Schizzo di progetto

 

 

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