Un’idea di Marco Romano

Un ascensore sul Duomo di Milano?

I tempi passano, le sensibilità estetiche variano. Il passaggio del tempo lascia sempre le proprie tracce nel paesaggio urbano e negli edifici che maggiormente lo rappresentano. I nuovi interventi su edifici antichi, hanno spesso provocato polemiche, ma infondo non fanno che continuare sul tracciato di una storia che è sempre in evoluzione.

02Nella nostra città europea, attraverso la facciata della propria casa il cittadino esprime la propria condizione sociale e culturale, e Filarete osservava che, come le facce degli uomini sono tutte diverse – ed è Dio ad averle volute tali –  così anche le facciate delle case, anche quelle che a prima vista sembrano eguali, in realtà a ben guardare saranno diverse tra loro, e anche a volerlo mai si riuscirebbe a farle tutte eguali.

Questa rappresentazione del proprio status è affidata alla decorazione della facciata, all’intenzione tutta estetica di farla la più bella possibile compatibilmente con le disponibilità e le risorse di ciascuno.

Ma col tempo le regole estetiche cambiano, sicché quando nel Quattrocento compariranno gli architetti del Rinascimento con il loro nuovo stile e in quello stile cominceranno a venire costruiti i nuovi palazzi dei maggiorenti, i vecchi palazzi gotici appariranno desueti, e invece di rappresentare la dignità delle famiglie che le abitano presto saranno la manifestazione della loro decadenza.

Allo stesso modo i temi collettivi che hanno scandito l’orgoglio cittadino – le mura, le porte e gli archi, la chiesa maggiore, il palazzo municipale, la biblioteca, il teatro, il museo, il giardino pubblico e altri ancora – mostrano la volontà della civitas di rappresentarsi sulla scena europea nel confronto con le altre città, ma anche tutti questi sono soggetti alle modificazioni del gusto, da quando Vasari giudicherà barbara l’architettura gotica.

Così alla fin fine, dopo tutto questo succedersi di stili, la facciata del Duomo di Milano finirà per venire completata in uno stile rinascimentale, e soltanto l’avvento dello  neogotico nel tardo Ottocento consentirà di completare la facciata di Notre Dame a Parigi e di Santa Maria del Fiore a Firenze in una versione dello stile originario.

Che cosa è stato mantenuto dunque nel tempo, se le sedimentazioni secolari hanno lasciato una loro impronta? Il loro perché, la loro originaria intenzione, il suo persistere nel tempo…

Ma anche questa intenzione va guardata più dappresso, perché da un lato ogni tema costituisce l’esito della volontà di rappresentazione soprattutto di un gruppo sociale. E questo può anche entrare in conflitto con altri gruppi – così è accaduto per esempio che le chiese di una gerarchia ecclesiastica che è stata messa al tappeto da Lutero, e altre chiese sono state rase al suolo dagli ugonotti, altre devastate dai giacobini –  mentre dall’altro lato proprio quelle chiese costituiscono  anche il motivo di orgoglio della civitas tutta intera.

È questo orgoglio che dà corpo all’intenzione estetica manifestata nei temi collettivi, e il suo rinnovarsi nel tempo, anche nel suo aspetto esteriore, non costituisce un affronto ma al contrario una conferma  di quella medesima intenzione estetica seppure in contesti radicalmente diversi.

03Come dieci anni fa l’aggiornamento della Scala sottolineava la dedizione dei milanesi al ruolo simbolico del loro teatro – al netto delle critiche alla soluzione architettonica che in ogni caso non sarebbero comunque mancate – la proposta della Veneranda fabbrica del Duomo di Milano, di costruire una torre di ascensori per i visitatori dell’Expo rispecchia la medesima antica intenzione estetica di assegnare al Duomo un ruolo dominante nella sfera simbolica della città, sempre al netto dei malumori che già avevano accompagnato il suo cantiere  fin dai primi del Quattrocento.

È l’intenzione estetica che rende vivo e significativo un tema collettivo nella sfera simbolica, rinnovato da ogni nuovo intervento. E non le sue altrimenti morte  pietre

Il Prof. Arch. Marco Romano, già docente al Politecnico di Milano, è direttore del sito Web “Estetica della città” (www.esteticadellacitta.it).

ALBUM

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Basilico – Piazza Duomo_”Courtesy della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano”

 

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Basilico – Skyline delle guglie _”Courtesy dellla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
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