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Un progetto per conoscere le chiese europee tra il IV e X secolo: il Corpus dell’architettura ecclesiastica Europea (CARE) e la piattaforma WikiCARE_Italia

 

CARE_Italia (Corpus Architetturae Religiosae Europeae) è un progetto di ricerca nato  nel 2001 e ancora oggi attivo grazie alla partecipazione di un ampio gruppo di studiosi di tutta Italia, che raccoglie e rende pubblicamente fruibile attraverso pubblicazioni cartacee ed una piattaforma digitale di pubblico accesso, la completa schedatura delle chiese costruite in Italia tra IV e X secolo1.

L’idea del progetto, di ambito europeo, nacque per iniziativa di Miljenko Jurković e Gian Pietro Brogiolo nel 2001 2 ed è stata sviluppata grazie a una serie di incontri tenuti in Croazia, Spagna e Italia dall’International Research Center for Late Antiquity and the Middle Ages, durante i quali furono discussi gli obiettivi del censimento, gli strumenti (scheda discorsiva e scheda informatizzata, glossario terminologico-comparativo nelle principali lingue europee, grafica delle planimetrie degli edifici), i tempi e i modi della pubblicazione dei dati.

L’obiettivo del progetto CARE è quello di fornire una base informativa accurata, omogenea ed aggiornata sul patrimonio architettonico ecclesiastico altomedievale che, grazie all’uso di un vocabolario comune e alla condivisione di metodi, strumenti e temi di ricerca, permetta di studiare e comparare, da una parte il fenomeno della cristianizzazione e della creazione di reti di chiese a livello europeo con le conseguenze politiche, economiche, sociali e ovviamente ideologico-culturali che ne conseguono e, dall’altra, le caratteristiche e gli sviluppi di una serie di forme artistiche (nell’architettura, nella scultura, pittura e altro) nel corso dell’alto Medioevo, momento in cui  l’arte religiosa costituisce spesso l’unico indicatore per lo studio delle tecniche costruttive e del cantiere di costruzione e rappresenta anche la chiave per comprendere le dinamiche insediative e di popolamento, e quindi per documentare le tappe dei cambiamenti che, con modalità e tempi differenti, sono intervenuti a partire dal IV secolo d.C. su tutto il continente3.

Ad oggi esiste anche una struttura organizzativa del team CARE italiano che vede una suddivisione dell’Italia in tre aree: settentrionale (coordinamento di Alexandra Chavarría Arnau), centrale (coordinamento di Federico Guidobaldi) e meridionale (coordinamento di Giuliano Volpe e Roberta Giuliani), con un ampio numero di coordinatori regionali.

Il progetto ha avuto come risultato tre tipi di prodotti: il primo, una schedatura delle chiese altomedievali italiane, resa online tramite una piattaforma wiki (http://arcmed.lettere.unipd.it/CARE_IT_HOME.html); il secondo, la pubblicazione di queste schede in forma di volumi cartacei, dei quali al momento sono state pubblicate quattro province della regione Veneto e il primo volume delle chiese di Roma (regioni I-IV)4; il terzo consiste in studi territoriali relativi alla cristianizzazione di territori specifici come Toscana (Gabriele Castiglia) 5 , il Molise (Federico Marazzi) 6 e il Padovano (Paolo Vedovetto)7, concretizzati in altri tanti volumi e articoli di sintesi. Numerosi articoli sono poi stati pubblicati nell’ambito dei seminari organizzati per aggiornare lo sviluppo del progetto8.

Dopo 10 anni di sperimentazione la piattaforma WikiCARE, si è rivelata uno strumento molto versatile come dimostrano le 682 schede inserite al momento e in continuo aumento. La piattaforma Wiki possiede una maschera riconoscibile e di facile utilizzo, adatta a tipologie di utenti non necessariamente dotate di competenze informatiche avanzate. La sua utilità (a diferenza di altri istrumenti informatici) stà poi nella sua immediatezza perché una volta inseriti e salvati i dati dai vari collaboratori, la loro visualizzazione è immediata ed quindi possibile monitorare lo stato di avanzamento dei lavori in tempo reale. Dalla nostra esperienza (che include la realizzazione di più prodotti di raccolta e visualizzazione dati) è ancora il tipo di strumento più efficiente per progetti che hanno come obiettivo la promozione di un’ampia collaborazione tra gli studiosi.

La scheda CARE contiene le informazioni generali sulla chiesa, sulle preesistenze, sulle fonti disponibili e va compilata sia per gli edifici testimoniati indirettamente da elementi scultorei o quelli citati nelle fonti scritte e non più esistenti, sia per quelli conservati in alzato e/o documentati archeologicamente. Per questi ultimi va compilata anche una   seconda parte, limitatamente alle fasi anteriori al Mille, seguendo lo schema: (a) struttura del complesso: pianta, spazi e ambienti funzionali, eventuale battistero; (b) materiali e tecniche costruttive e decorazione (per ciascuno degli elementi che costituiscono il complesso: corpo principale, annessi, battistero ecc.): attività di cantiere e rituali di fondazione, murature, pavimenti, coperture, altri elementi strutturali e architettonici, apparato decorativo applicato alle murature; (c) istallazioni liturgiche; (d) sepolture; (e) iscrizioni; (f) datazione e interpretazione (per ciascun periodo si devono proporre una cronologia e una funzione in rapporto all’insediamento circostante, sulla base di un esame critico dei dati disponibili).

La piattaforma WikiCARE permette poi un utilizzo dei dati pubblicati come punto di partenza per ulteriori elaborazioni. Lo studioso trova nella scheda le fonti e la bibliografia attraverso le quali compiere delle indagini più approfondite. Il divulgatore può trasformare il contenuto in racconto e le immagini “tecniche” (planimetrie, sezioni e fotografie) in disegni interpretativi, adatti ai differenti target di utenti: comunità locali, scuole, turisti. Le scuole possono non soltanto utilizzare i dati delle chiese locali come contenuto didattico ma anche lo stesso database come base per la realizzazione di attività di ricerca e per sviluppare le competenze digitali degli studenti. L’opzione “cerca” (intitolazioni, particolarità liturgiche, funzioni) permette di sviluppare ricerche a più livelli. Il WikiCARE acquista poi una più ampia possibilità di utilizzi ai tempi del COVID-19, in cui la mobilità è, e sarà, più ridotta, molte biblioteche sono chiuse e cerchiamo nel web informazioni sempre più sofisticate e strumenti utili, anche a livello didattico. È sempre più evidente, infatti, come la conservazione del patrimonio storico (e le chiese non fanno certo eccezione) passi attraverso un’opera di “traduzione” dei contenuti scientifici della ricerca per farli diventare memoria condivisa da strati sempre più ampi di popolazione. Un impegno dal quale non si può sottrarre lo stesso studioso, pena la perdita del suo ruolo in una società sempre meno attenta alle testimonianze della propria storia.

Va sottolineato come molti gruppi abbiano aderito con entusiasmo all’iniziativa, il che significa che stata considerata opportuna e l’Italia è senz’altro tra i paesi europei coinvolti nel progetto CARE quello con una produttività più alta sia a livello di pubblicazioni sia per quello che riguarda le schede inserite nel WikiCARE. La mancanza di risorse adeguate e continuative si è però tradotta, per tutti i gruppi impegnati nel progetto, in un impegno saltuario, basato sul volontariato, con una serie di problemi come l’inserimento parziale di schede, l’impossibilità di controlli delle planimetrie disponibili, il ritardo da parte dei coordinatori regionali nella validazione/correzione delle schede, l’impossibilità di contare su un servizio tecnico che segua specificamente per l’Italia il funzionamento della piattaforma. La speranza è che in un futuro non molto lontano il progetto possa contare con un finanziamento che permetta in anzitutto di completare le aree mancanti, inserire le schede cartacee dei singoli compilatori con difficoltà tecniche e lavorare alla documentazione grafica. Ci vuole poco tenendo conto che il progetto è già in progress, ne ha dimostrato ampiamente l’utilità e le molte e possibili applicazioni per una conoscenza ampia del patrimonio ecclesiastico italiano.

Alexandra Chavarría Arnau

NOTE

1 A. Chavarría Arnau 2018, The CARE Italia project and the wikicare platform, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 14-17.

2 Vedi G.P. Brogiolo, M. Jurković 2012, Corpus Architecturae Religiosae Europeae. Introduction, “Hortus Artium Medievalium”, 18, pp. 7-26.

3 G.P. Brogiolo 2015, La ricostruzione della rete ecclesiastica attraverso il corpus europeo delle chiese altomedievali, in R. Martorelli, A. Piras e P.G. Spanu (a cura di), Isole e terraferma nel primo cristianesimo: identità locale ed interscambi culturali, religiosi e produttivi, XI Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana (Cagliari, Sant’Antioco, 23-27 settembre 2014), Cagliari, pp. 273-290.

4 F. Guidobaldi, A. Miele, C. Cecalupo (a cura di) 2020, Corpus Architecturae Religiosae Europeae (saec. IV- X), vol. II. Italia 2a. Roma entro le mura. Regiones I-IV, Città del Vaticano-Zagreb; G.P. Pietro Brogiolo, M. Ibsen (a cura di) 2010, Corpus Architecturae Religiosae Europeae (saec. IV-X), vol. II/I. Province di Belluno, Treviso, Padova, Vicenza, Zagreb.

5 G. Castiglia 2020, Topografia cristiana della Toscana centro-settentrionale (Città e campagne dal IV al X secolo), “Studi di Antichità Cristiana”, LXX, Città del Vaticano.

6 F. Marazzi (a cura di) 2018, Molise medievale cristiano. Edilizia religiosa e territorio (secoli IV-XIII), Isernia.

7 P. Vedovetto 2017, L’organizzazione ecclesiastica del territorio di Monselice nell’Alto Medioevo (V-X secolo), in

G.P. Brogiolo, A. Chavarría Arnau (a cura di), Monselice. Archeologia e architetture tra Longobardi e Carraresi, Quingentole, pp. 349-368.

8 V. Fiocchi Nicolai 2012, Considerazioni sullo stato degli studi delle chiese suburbane di Roma, “Hortus Artium Medievalium”, 18, v. 1, pp. 143-153; F. Marazzi 2012, Edilizia religiosa cristiana nell’Italia meridionale fra il IV e l’XI secolo. Lo stato degli studi e le prospettive di ricerca nell’ambito del progetto del Corpus Architecturae Religiosae Europeae, “Hortus Artium Medievalium”, 18, v. 1, pp. 155-166; G.P. Brogiolo, E. Cavada, M. Ibsen, N. Pisu, M. Rapanà (a cura di) 2013, APSAT 10. Chiese trentine dalle origini al 1250, 2 vol.  Mantova; C. Capolupo 2017, Gli edifici di culto della provincia di Avellino tra IV e X secolo. II progetto CARE (Corpus Architecturae Religiosae Europeae): metodologia, applicazione e risultati, in II Ciclo di Studi Medievali, Atti del convegno (Firenze, 27-28 maggio 2017), pp. 217-240; C. Capolupo 2018, Scomparse, persistenze e trasformazioni delle ecclesiae nel territorio della provincia di Avellino tra IV e XI secolo, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 191-198; G. Castiglia 2018, Le ecclesiae episcopales nelle città toscane in epoca tardo antica ed alto medievale. Sviluppi monumentali e relazioni con la topografia urbana attraverso l’analisi del progetto CARE, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 106-120; A. Chavarría Arnau 2018, The CARE Italia project and the wikicare platform, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 14-17; A. Frisetti 2018, Il C.A.R.E Campania- Molise: verso un corpus delle tecniche murarie, “Archeologia dell’Architettura”, XXIII, pp. 131-144; R. Giuliani, A. Cardone, N. Maria Mangialardi, G. Massimo 2018, Il progetto “CARE” nella Puglia centro- settentrionale: primi dati e riflessioni, in G. Volpe (ed.), Storia e archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra Tardoantico e Medioevo, Bari, pp. 79-115; F. Guidobaldi 2018, Il progetto CARE nell’italia centrale. articolazione in sezioni regionali, composizione dei gruppi operativi e stato dei lavori, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 18- 21; F. Marazzi, C. Capolupo, A. Frisetti, A. Luciano 2018, Cristianizzazione e paesaggio insediativo nella Campania altomedievale. La schedatura del progetto CARE per le province di Benevento e Avellino e lo studio integrato sulla valle del Volturno, in G. Volpe (a cura di), Storia e archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra tardoantico e medioevo, Bari, pp. 341-381; F. Marazzi, Consuelo Capolupo, Federica D’Angelo, Alessia Frisetti 2018, Il CARE_Campania ed il CARE_Molise: analisi dei risultati e ricostruzione della geografia religiosa delle aree indagate, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 22-32; P. Novara 2018, Dalle indagini di Antonio Zirardini al CARE Italia. Il censimento delle chiese altomedievali di Ravenna e alcune questioni irrisolte, “Hortus Artium Medievalium”, 24, pp. 121-136.

 

Immagine di copertina ” Chiesa di San Giovanni di Castelseprio -Varese ” (divieto di riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo) per gentile concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese” .

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