Un convegno in Brasile: il tema del restauro

La facoltà di Architettura di Salvador de Bahia è una struttura dal carattere brutalista, nata nel 1961, la cui forma severa è evidenziata dalla rudezza del cemento a vista, contapposta alla vivacità della natura in cui è immersa. Qui si è svolto un importante convegno chiamato per fare il punto sulla ricerca, l’insegnamento e la pratica dell’architettura, il V Encontro da Associação Nacional de Pesquisa e Pós-Graduação em Arquitetura e Urbanismo (ENANPARQ). L’argomento centrale era quello della città e del patrimonio storico architettonico di un grande paese, che alterna momenti di grande sviluppo a fasi di stallo e di crisi; ma molto simile all’Italia sotto tanti punti di vista.

Gli eventi programmati hanno promosso un dibattito sulle recenti questioni che interessano la realtà brasiliana, coinvolgendo professionisti e studenti provenienti da varie parti del mondo. Molte sono state le riflessioni critiche sull’attuale crisi socio-politica ed economica, che influisce sulla qualità della vita e dell’ambiente, colpendo le realtà produttive con forti impatti sullo scenario architettonico e urbanistico. I progetti degli ultimi anni, sebbene determinati dai contesti storici in cui sono nati, mediante il dialogo con le pratiche e la produzione internazionale, si propongono come mezzo di risoluzione di problematiche sociali. Dalle conferenze, è emerso un sentito coinvolgimento per le tematiche affrontate tanto che, in alcuni casi, la discussione scientifica si è accesa con pareri personali di carattere politico, conseguenti al periodo di transizione in cui vive il paese tra due presidenti della Repubblica così differenti tra loro per orientamento politico e stile personale.

Ampio spazio ha avuto la tematica del restauro che è stata trattata con diversi approcci: l’idea che traspare non sempre è quella di operare conservando forma e funzione originarie. In alcuni casi, la sensibilità per la tutela del patrimonio nasce dalla volontà di evitare fenomeni di occupazione abusiva, data la povertà di larghi strati della popolazione, e al tempo stesso di ridare vita sia all’edificio, sia al contesto in cui è situato. Questo obiettivo è perseguito con più strategie: dalla “completa” conservazione, al rifacimento integrale, il filo conduttore è la rifunzionalizzazione dell’edificio pur  mantenendo l’identità del luogo. Come accade nella Casa do Carnaval da Bahia, una ex stazione funicolare trasformata in museo del Carnevale, l’intervento di restauro ha mantenuto il guscio esterno originario, demolendo e ricostruendo l’interno. In questo modo nasce un nuovo polo culturale, pur preservando la continuità con il contesto storico esistente. Nel caso invece dell’ex Convento do Carmo, sempre a Bahia, convertito in un albergo di lusso, la struttura di valenza storica è stata mantenuta e il solo cambiamento di funzione ha evitato fenomeni di abbandono e degrado. Le figure professionali non sempre hanno un approccio scientifico e tecnico vicino al “metodo” italiano, ma sono alla ricerca di una rielaborazione più libera, nonostante emerga, dai pronunciamenti teorici, un rinnovato interesse per la totale conservazione del patrimonio. A Salvador, come in tutto il Brasile, resta forte l’insegnamento di Lina Bo Bardi, che in un’opera come la Ladeira da Misericordia riesce ad innovare in maniera convincente portando nuova vita al contesto storico urbano.

                                            Sara Ardanese, Luca Castellani, Eugenia Maria Di Biase , Ilaria Di Blasio

documentazione fotografica© Sara Ardanese, Luca Castellani, Eugenia Maria Di Biase, Ilaria Di Blasio